APPROFONDIMENTO

Piazza Navona in Virtual Reality e 360 live VR streaming

Piazza Navona in Virtual Reality e 360 live VR streaming
 

Visitare luoghi lontani e vivere esperienze impossibili, incontrare persone con cui lavorare e divertirsi anche se si trovano dall’altra parte del mondo, fruire di nuovi media immersivi che ci racconteranno la realtà come non è mai stato possibile prima. Il tutto, volendo, senza neanche l’esigenza di muoversi da casa.
La Virtual Reality è una tecnologia che sta già cambiando le nostre vite, e che nei prossimi anni rappresenterà un modo completamente nuovo di comunicare e di interagire con le persone.
È un mezzo di comunicazione così espressivo da consentirci non solo di vedere gli altri o di parlarci, ma anche di trovarsi virtualmente nello stesso luogo e di fare delle cose assieme. E se è vero che alcuni di questi scenari sono già possibili oggi, il 5G e le reti di prossima generazione costituiranno un incredibile abilitatore per molti nuovi use case: ad esempio, una nuova Internet in cui invece di siti web avremo esperienze virtuali connesse tra loro in cui interagiremo con persone reali e avatar animati da intelligenza artificiale, e nuovi media immersivi che ci consentiranno di muoverci liberamente all’interno di video VR 360.
Due delle esperienze recentemente presentate da TIM a Sanremo, durante il Festival della Canzone Italiana, raccontano proprio come questi scenari avranno un impatto sul nostro quotidiano. I visitatori del Festival, infatti, hanno avuto modo di provare presso alcune postazioni VR disponibili a Casa SIAE e al Forte di Santa Tecla una visita virtuale multiplayer di Piazza Navona e il Live Streaming in VR 360.
Nell’esperienza virtuale di Piazza Navona i visitatori, indossando un caschetto VR, si trovavano in una ricostruzione 3D della famosa piazza di Roma e potevano interagire tra di loro e con un guida turistica (anche lei in VR) che li accompagnava alla scoperta delle bellezze del posto. Ognuno è rappresentato al momento da un avatar molto semplice, ma che in futuro diventerà indistinguibile da noi stessi, e sarà in grado di veicolare espressioni ed emozioni con grande naturalezza. Già adesso è possibile parlare con le altre persone come se si trovassero nello stesso luogo, vederle muoversi nello spazio ed usare le proprie mani per indicare, interagire con oggetti ed esprimersi. Grazie a latenze estremamente ridotte consentite dal 5G ogni interazione diventa immediata e spontanea. La ricostruzione della piazza è realistica e dettagliata; con poche semplici interazioni è possibile anche cambiare il momento del giorno in cui avviene la visita e vedere la piazza in una suggestiva atmosfera notturna.
La seconda demo presentata offriva invece un’anteprima di come i media e le trasmissioni video live cambieranno in futuro grazie alle tecnologie immersive e alle reti di prossima generazione. Una telecamera in grado di riprendere video a 360° era posizionata presso Casa SIAE e trasmetteva in diretta concerti e interviste fruibili in realtà virtuale. Presso il Forte di Santa Tecla in qualunque momento giornalisti, artisti e visitatori, indossando un caschetto VR Oculus GO, potevano vedere cosa stava succedendo a Casa SIAE, spostando liberamente lo sguardo all’interno della scena.
Ad oggi i video a 360° consentono allo spettatore unicamente di guardarsi attorno (si parla di “3 degree of freedom” o 3DOF, facendo riferimento alla rotazione sui tre assi del punto di osservazione). In futuro, saranno possibili video volumetrici veri e propri, all’interno dei quali lo spettatore potrà anche fisicamente spostarsi (6DOF, con cui sono possibili rotazioni e traslazioni del punto di vista). Questo tipo di media rivoluzionerà il mondo dello spettacolo e dell’informazione, consentendo allo spettatore di vivere gli eventi con un’immersività e un realismo senza precedenti. Il 5G e le reti di prossima generazione ne saranno un abilitatore fondamentale, perché i video volumetrici, per consentire questo tipo di interattività, richiederanno una quantità di dati ordini di grandezza superiori a quella dei media tradizionali.

 

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