EDITORIALE

Speciale: CONNECTED TRANSPORT

Si dice che il mondo dell’auto cambierà più nei prossimi 5 anni che nei 50 appena passati.  Personalmente sono d’accordo, perchè il settore dell’auto e della mobilità stanno vivendo una fase accelerata di trasformazione digitale, e questa trasformazione è sia tecnologica che di modelli di business. Per immaginare l’impatto che essa avrà, possiamo ispirarci a quanto il digitale, la connettività e i big data, ovvero il “modello Internet”, abbiano stravolto negli ultimi anni settori qualità l’editoria, la musica, i media, la TV, il commercio al dettaglio, il mondo dell’ospitalità, oltre ovviamente quello della comunicazione tra le persone e l’ambiente.
Sebbene le prime avanguardie di questa rivoluzione siano già note, con modelli come Uber o Tesla, il potere “distruptive” del digitale, rappresentato dalla triade connettività – mobilità - big data, si somma nel mondo dei trasporti all’evoluzione tecnologica di base (nella tecnologia per le batterie delle auto elettrica) e alla pressione regolatoria su scala globale (inquinamento, sostenibilità).
Sicuramente a breve vivremo un percorso che aumenterà la sicurezza dei veicoli, grazie ai sistemi di assistenza alla guida sempre connessi alla rete radiomobile; avremo una migliore qualità di vita a bordo, con i servizi telematici e di entertainment a larga banda di alta qualità; arriveremo progressivamente a disporre di forme di guida autonoma, che ci garantiranno maggior libertà su come impiegare il tempo del nostro viaggio, poiché non lo “sprecheremo”, guidando.
Nuovi modelli di business basati anche sull’artificial intelligence, nasceranno per il mondo dei trasporti. Le stime degli analisti dicono che nel 2025 il 95% delle auto saranno “connesse”, e che ci saranno oltre 800 milioni di veicoli connessi al mondo. La connettività 4G e poi 5G, i nuovi standard per la sicurezza dei trasporti, il così detto C-V2X, e le soluzioni di edge computing, ne saranno gli abilitatori.
Questa trasformazione è parte integrante di un percorso più grande che comprende l’evoluzione delle smart city in senso lato: trasporti efficienti, il miglioramento della mobilità e la sostenibilità sono tra i grandi obiettivi delle nuove smart city, che si avvarranno di un approccio nuovo e potente dei big data, generati dai sensori e dagli oggetti urbani in generale.  E come per l’automotive, anche nelle smart city la rete, sempre più efficiente, diffusa e aperta allo sviluppo di servizi da Terzi tramite API ed exposure, sarà un fattore chiave.  Basti pensare che il 30% del traffico di alcune città è generato semplicemente dal movimento di auto in ricerca del parcheggio. Oppure consideriamo quanto la logistica della consegna porta a porta, che può essere automatizzata con robot a guida autonoma, cambierà il volto dell’e-commerce. Le città del futuro utilizzeranno sempre più i dati anche in real time per il loro funzionamento e per gestirne la complessità crescente. Le reti saranno la cerniera tra questi mondi, che devono considerarsi evoluzione e rivoluzione di trasporti, logistica e mobilità da cui usciranno smart transport e smart city profondamente trasformati, confido, in meglio.

Elisabetta Romano, CTO di TIM