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Il Gruppo TIM può essere esposto ai rischi di natura finanziaria come i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio, rischio di credito, rischio di liquidità e a rischi legati all’andamento in generale dei mercati azionari di riferimento e – più specificamente - rischi legati all’andamento della quotazione delle azioni delle società del Gruppo TIM. Tali rischi possono impattare negativamente i risultati e la struttura finanziaria del Gruppo. Pertanto, per la loro gestione, il Gruppo TIM ha definito, a livello centralizzato, le linee guida alle quali deve essere ispirata la gestione operativa, l’individuazione degli strumenti finanziari più idonei a soddisfare gli obiettivi prefissati e il monitoraggio dei risultati conseguiti. In particolare per mitigare il rischio di liquidità, il Gruppo TIM ha l’obiettivo di mantenere un “adeguato livello di flessibilità finanziaria”, in termini di disponibilità liquide e linee di credito sindacate committed, che consenta la copertura delle esigenze di rifinanziamento almeno dei successivi 12-18 mesi.

Il potenziale impatto della c.d. Brexit dipenderà dal risultato delle negoziazioni sull’accordo di “divorzio” con la UE, ora più che mai incerto, dopo che nel gennaio 2019 la Camera dei Comuni ha bocciato il piano di separazione dalla UE del Primo Ministro inglese.
La Brexit ed i possibili scenari di equilibri futuri legati all’esito delle negoziazioni per l’uscita potrebbero causare ulteriore instabilità nei mercati finanziari globali in un quadro internazionale già reso delicato dalla disputa commerciale tra USA e Cina.
I potenziali effetti della Brexit potrebbero influenzare negativamente le nostre condizioni finanziarie, il nostro business, nonché i correlati risultati economici e i flussi di cassa.