TORINO Smart Road

TORINO Smart Road
 

Il progetto Smart Road

L’iniziativa Smart Road nasce nell’ambito del Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2018 “Modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica” pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 aprile.
Sulla base di ciò l’Assessorato all’Innovazione di Torino ha aggregato in un partenariato un gruppo di aziende interessate a lavorare su questi temi sul territorio torinese. Il partenariato vede firmatari le seguenti aziende: FCA, General Motors, Daimler, Italdesign, FEV Italia, Magneti Marelli, Swarco Mizar, 5T, TIM, Openfiber, Intel, Torino Wireless, AlfaEvolution Technology (Gruppo Unipol), ANFIA, AMMA, Politecnico di Torino, Università di Torino, Istituto Superiore Mario Boella.
L’ambizione del progetto è di effettuare una prima sperimentazione di auto a guida autonoma entro la fine del 2018. Per raggiungere questo obiettivo i tavoli tecnici si sono messi subito al lavoro sia per la predisposizione del percorso urbano su cui far circolare le auto della sperimentazione, sia per la definizione degli use case di riferimento su cui basare per la sperimentazione.

 

Il ruolo del Comune di Torino

Il territorio torinese è ricco di aziende, dipartimenti universitari ed enti di ricerca attivi nel campo dell’automobile, della componentistica, delle telecomunicazioni, della sensoristica, dell’elettronica avanzata, dell’intelligenza artificiale. Si tratta in altre parole di un contesto per sua natura particolarmente favorevole al tipo di sperimentazioni individuate dal Decreto Ministeriale.
La Città di Torino intende favorire il dialogo e la collaborazione tra questi soggetti, per valorizzare e rafforzare l’ecosistema, favorendo lo sviluppo dell’innovazione nel campo della mobilità e dei trasporti, attraendo così nuove imprese sul territorio e di conseguenza sviluppando l’ecosistema locale dell’auto autonoma, connessa, ecologica.
L’impegno della Città si sostanzia nel creare le condizioni migliori per svolgere sul campo le sperimentazioni, mettendo a disposizione strade e infrastrutture telematiche. Per favorire la sperimentazione, con delibera del 24 luglio 2018, è stato anche definito un protocollo di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il comune interesse a valutare congiuntamente forme di collaborazione per promuovere l’iniziativa “Torino - Città Laboratorio per la Guida Autonoma e Connessa in ambito urbano”.
Più precisamente la Città sta lavorando per rendere disponibili alla sperimentazione un circuito urbano di 35 km che comprende strade di ampia sezione, grandi viali con e senza controviali (alberati e non), insieme ad altre strade di dimensioni minori, a doppio senso di marcia o a senso unico. Parti di alcune strade sono destinate al trasporto pubblico con binari o corsie riservate; un piccolo tratto è all’interno della ZTL (zona a traffico limitato). E poi sottopassi, parcheggi a raso e in struttura, strade con sosta ai lati e prive di sosta, incroci a precedenza, regolati con rotatoria o da semafori, con o senza fasi di svolta dedicate.
Inoltre, il percorso si avvicina a molti dei poli verso o dai quali si muove chi si sposta in città: sedi ospedaliere (Città della Salute) e universitarie (Politecnico, Lingotto) uffici pubblici (Palagiustizia), stazioni ferroviarie (Porta Nuova e Porta Susa) e stabilimenti industriali (polo dell’auto di Mirafiori, Powertrain, ecc.). Il tracciato è strutturato per essere modulare: al suo interno possono essere ricavati percorsi di lunghezza e caratteristiche diverse, a seconda del tipo di livello del sistema di guida autonoma in sperimentazione e dei casi d’uso da testare.

 

Gli scenari sperimentali

Le prime attività del tavolo di lavoro Smart Road hanno consentito di ragionare sugli scenari di servizio. Ogni azienda partecipante ha potuto proporre e illustrare gli use case di proprio interesse, su cui sarebbe stata disponibile ad attivarsi. In questo contesto gli use case proposti da TIM hanno per oggetto scenari di assisted driving e di autonomous driving.
Nel caso di assisted driving la rete consente di trasmettere notifiche relative a situazioni potenzialmente pericolose ai veicoli interessati. L’operatore di telecomunicazioni contribuisce portando a valore i propri asset (rete, piattaforme IoT, MEC, etc) per ampliare le capacità degli attuali Intelligent Transportation System (ITS). Nello specifico il focus riguarda scenari legati alla sicurezza stradale, quali Hazardous Event Notification, ovvero la notifica anticipata alle auto che stanno viaggiando in quella zona della presenza di condizioni stradali pericolose, rilevata da sensori stradali o da altre vetture, e Vulnerable Road User Warning, ovvero l’analoga notifica della presenza dei cosiddetti utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, etc) rilevata da sensori stradali.
Nel caso di autonomous driving la rete consente di realizzare scenari di guida senza un intervento diretto di un guidatore. L’operatore di telecomunicazioni contribuisce in questo scenario portando a valore le prestazioni della nuova rete in termini di banda e tempi di latenza, consentendo quindi di superare (ad es. per quanto riguarda la visibilità V2V/V2P o la persistenza del dato) i limiti delle tecnologie on-board comunque esistenti sui veicoli. In questo caso invece il focus riguarda lo scenario di Autonomous Valet Parking/Driving, in cui le prestazioni del 5G permettono l’esecuzione del parcheggio (o il transito in aree con vincoli particolari) con la guida remota.
Gli use case proposti dagli altri partner vertono principalmente sulle seguenti tematiche:

  • miglioramento del traffico, quali ad es.: GLOSA (Green Light Optimized Speed Advisory), per comunicare alle auto, che viaggiano in un determinato tratto di strada, la velocità adatta per trovare il semaforo verde al prossimo incrocio e quindi migliorare i flussi di traffico e diminuire l’inquinamento; semafori virtuali, per autoregolazione del transito sugli incroci;
  • miglioramento della sicurezza stradale quali smart e virtual road sign, per la ripetizione a bordo veicolo del segnale stradale e per l’adattamento automatico della segnaletica alle condizioni di traffico;
  • miglioramento della viabilità e delle prestazioni per automezzi speciali: es. ambulanza connessa, per la condivisione real time tra ambulanza e ospedale dei parametri vitali del trasportato e per la regolazione semaforica ad hoc per fornire priorità al mezzo di soccorso;
  • monitoraggio real time dei livelli di inquinamento, tramite le informazioni di consumo inviate dai singoli veicoli;
  • gestione autonoma dei parcheggi: gestione ingresso/uscita, mappatura in tempo reale dei posti disponibili, etc;
  • monitoraggio comportamento del traffico delle auto con guidatore tradizionale, in presenza di auto a guida autonoma (utilizzabile per analisi da parte delle compagnie assicurative).

 

Conclusioni

La trasformazione digitale sta abilitando un’accelerazione del cambiamento in tutti i settori; tra questi la mobilità è investita in pieno. Questo cambiamento mostrerà i suoi benefici migliori all’interno di quei territori che saranno in grado di dare la giusta attenzione all’attrazione di innovazione tecnologica (fattore scatenante del cambiamento e) allo sviluppo di competenze che supporteranno il lavoro futuro.
Si pensi all’aumento dei posti di lavoro complementari al mercato dei veicoli autonomi, la produttività per gli utilizzatori di veicoli autonomi che ridurranno notevolmente i tempi di spostamenti, alla possibilità di essere alla portata di tutti (bambini, anziani, disabili), una riduzione dell’inquinamento e del traffico… L’auto autonoma porterà anche ad una diminuzione degli incidenti stradali (ad oggi il 90% di incidenti sono causati da distrazione umana e causano in Italia circa 4680 morti e 190.000 feriti all’anno). La Città si pone non solo come piattaforma all’interno della quale fare sperimentazione,  sciogliere problematiche amministrative e autorizzative, facilitatore di collaborazioni tra diversi player interessati alle dinamiche di mercato, ma anche come partner per le aziende di innovazione, che vogliano immaginare nuovi modelli di business e modelli sociali, dove la città compartecipa a rischi e ritorni delle innovazioni. Nasce così una forte sinergia tra pubblico e privato che non perde mai di vista le esigenze dell’attore più importante: il cittadino.  Il cittadino, vive le sperimentazioni di innovazione nella sua città, testa i servizi che la mobilità autonoma darà in futuro, condivide esigenze, opinioni e idee con la comunità e i soggetti privati, partecipando così ad un processo di coproduzione disintermediato, che porterà inevitabilmente a nuovi modelli di relazioni all’interno delle città.

 

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