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Come la blockchain cambierà il mondo dell'energia

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Immaginate che i tetti dei condomini del vostro quartiere siano tutti ricoperti da pannelli solari di ultima generazione. Questo, però, non vi permette soltanto di utilizzare l’energia prodotta dal sole per la vostra abitazione, ma anche di immagazzinare quella in eccesso e rivenderla ai vicini che, invece, potrebbero averne bisogno.
Tutto ciò – che consente di ottimizzare l’utilizzo delle rinnovabili e di ottenere ulteriori risparmi sulla bolletta – è reso possibile dalla blockchain: la tecnologia del registro distribuito (resa celebre dai bitcoin) che permette non solo di scambiare moneta digitale, ma anche di automatizzare la gestione di alcuni processi.
Nel caso dell’energia, per esempio, sarà possibile vendere o acquistare elettricità in maniera completamente automatica (basandosi sul costo o sulla necessità di ogni singola abitazione) attraverso una semplice applicazione su smartphone, lasciando che sia la blockchain a trasferire l’energia da un appartamento all’altro e a eseguire le transazioni.
Non è fantascienza, ma una realtà che si sta gradualmente diffondendo. L’ultima sperimentazione è stata lanciata nel febbraio di quest’anno a Brixton, un quartiere a sud di Londra i cui abitanti stanno testando la compravendita di energia solare tra privati. “Attraverso la collaborazione con i nostri partner e sfruttando la tecnologia blockchain, il progetto di Brixton mostra come piccole comunità urbane possano beneficiare da un sistema energetico locale e a basso impatto ambientale, in modi nuovi e trasformativi”, ha spiegato Xavier Mamo, direttore della ricerca & sviluppo di EDF, azienda energetica che partecipa al progetto.
Questo è solo una delle sperimentazioni che si stanno eseguendo in varie zone del mondo e i cui pionieri sono stati gli abitanti di Brooklyn, New York. Già nel 2016, i residenti in President Street hanno infatti inaugurato una microrete elettrica alimentata a pannelli solari – chiamata "The Brooklyn Microgrid" – di cui fanno parte dieci abitazioni del quartiere, che possono scambiarsi elettricità senza doversi rivolgere a nessuna società pubblica o privata che svolga il ruolo di intermediario. Gli abitanti decidono infatti in totale autonomia, attraverso aste automatiche, il prezzo a cui comprare o vendere energia pulita ai vicini, sfruttando a questo scopo la piattaforma TransActive Grid creata dalla startup LO3 Energy.
Ma le applicazioni della blockchain nel settore energetico non finiscono qui: Bankymoon, una startup con sede in Sudafrica, sta infatti sperimentando l’utilizzo di contatori connessi alla rete in grado di pagare in autonomia le bollette, dopo aver verificato la correttezza dell’addebito. In questo modo, non solo i cittadini saranno al riparo dal pericolo di ricevere bollette più care del dovuto, ma i fornitori di energia potranno finalmente fare affidamento su pagamenti puntuali e sicuri.
Secondo alcuni studi, l’utilizzo della blockchain in campo energetico può portare a risparmi strutturali anche del 30-60%. Il merito è anche dell’unione di questa tecnologia con la Internet of Things, che consentirà di raccogliere i dati inviati dai sensori collocati nelle zone più delicate dell’infrastruttura energetica, permettendo di individuare i problemi nell’erogazione e di prevenire le perdite, sfruttando la blockchain per trasmettere i dati in maniera sicura e per reagire in maniera automatica (e quindi immediata) ad alcune situazioni.

Questo contribuisce enormemente a migliorare l’efficienza delle reti elettriche, ma ha applicazioni che vanno molto oltre la sola industria energetica. In futuro, infatti, la blockchain consentirà a tutte le grandi aziende di gestire sempre meglio sia l’infrastruttura, sia il loro fabbisogno energetico, permettendo la gestione sicura di un flusso sempre crescente di dati, di ottimizzare consumi e ridurre gli sprechi. La tecnologia nata nel 2009 dimostra così di esprimersi al meglio quando viene incorporata con nuove soluzioni come la IoT e il 5G.
Queste potenzialità sono al centro della partnership appena lanciata da TIM e Fujitsu Italia, che hanno siglato un’intesa per studiare con un approccio di co-creation proprio il 5G e la blockchain (oltre a una tecnologia avveniristica come il quantum computing) e ideare soluzioni in grado di potenziare l’efficienza dell’attuale infrastruttura di TIM. Le due società, parallelamente, esploreranno modalità innovative per l’abilitazione alle reti 5G, la connettività dell’Internet delle Cose e la prevenzione delle frodi attraverso l’utilizzo della tecnologia blockchain.   
“Il potenziale di applicazione di queste tecnologie emergenti, che garantiranno sempre maggiore valore ai nostri clienti in termini di qualità dell’infrastruttura di rete, è enorme”, ha commentato Lucy Lombardi, Responsabile Digital and Ecosystem Innovation di TIM. Dalla trasmissione dei dati all’efficienza energetica, per arrivare a una gestione ottimizzata dell’infrastruttura. L’integrazione tra blockchain, 5G e internet delle cose promette di avere applicazioni fondamentali nel campo energetico, ma anche in settori come automotive, finanza e manifattura (tutti ambiti che saranno al centro della partnership tra TIM e Fujitsu), accelerando così la trasformazione digitale italiana.