Essere agili in modalità 5G Essere agili in modalità 5G

Essere agili in modalità 5G

                                                    

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Cosa succede quando le pratiche più innovative in materia di processi aziendali si incrociano con la rivoluzione tecnologica più importante degli ultimi 20 anni? Si aprono grandi opportunità: per le persone e per la crescita di un’impresa.  

Quando nel 2001 venne pubblicato il  Manifesto per lo sviluppo agile di software non tutti avvertirono con chiarezza l’avvento di una svolta che avrebbe rivoluzionato l’intera comunità informatica.  Questo documento, sottoscritto dai più affermati esperti dell’epoca, cambiava dalle radici l’approccio al tema della progettazione e programmazione degli applicativi.  Fu rigettato il modello dominante fino ad allora (detto “waterfall” o a cascata verticale) incentrando l’attenzione sui team, sulla definizione dei vari ruoli e sul modo di lavorare in modo orizzontale. Il manifesto individuava nuove modalità per consentire ai team di lavorare in gruppo in maniera flessibile e proficua, per riuscire ad adattarsi più rapidamente alla realtà della produzione e alle esigenze del cliente. Furono anni cruciali, in cui si stavano gettando le basi di alcune delle piattaforme su cui sarebbe stato costruito l’ecosistema digitale di oggi.

Negli anni che seguirono le regole e i requisiti dell’Agile Development divennero un modello esteso anche al di fuori dal mondo del software. I dati impressionanti sull’aumento di soddisfazione dei clienti spinsero molte aziende ad adottarne i principi: per un maggior coinvolgimento attivo dei dipendenti, per migliorare la quota di valore pro-capite da loro prodotta, per ridurre tempi e dei costi delle attività come presupposto imprescindibile di una strategia di crescita. 

Dal 2007 in particolare, le funzioni deputate a disegnare i processi produttivi orientati alla creazione di valore (le Risorse Umane e le Operations) acquisirono un ruolo di primo piano nella maturazione di questa consapevolezza.  L’approccio “agile” iniziò ad abbracciare finalmente l’azienda a 360 gradi con l’obiettivo di promuovere il cambiamento e l’innovazione a tutti i livelli e trovare il punto d’incontro ideale tra risultati di business e soddisfazione delle persone.

Da allora possiamo dire che chi ha adottato queste pratiche  non ha più solo team di sviluppo o settori produttivi che “fanno agile”, ma una intera struttura che diventa agile. Assumono grande importanza i temi delle pratiche innovative di management, quelli inerenti ai diversi stili di leadership, introducendo il concetto di servant leader (il capo che è anche servitore dei propri collaboratori). Si afferma un approccio olistico all’organizzazione, alla luce della necessità di gruppi di lavoro cross-funzionali che devono lavorare in stretta collaborazione.

A distanza di parecchi anni, i criteri fissati nel manifesto del 2001 sono ancora di grande attualità. Da un lato perché sono ancora necessari sforzi notevoli per vincere, in molte realtà, la resistenza al cambiamento. Dall’altro perché i quattro principi dell’Agile (persone al centro, focus sull’obiettivo, collaborazione e adattabilità) si incrociano perfettamente con la tecnologia abilitante ideale che sta maturando in questi giorni: il 5G.

Come abbiamo provato a schematizzare in questa tabella, è possibile quasi sovrapporre le caratteristiche della rivoluzione 5G all’approccio ai processi dell’Agile Working, e parlare quindi di Agile 5G.

Anzitutto, è possibile adottare, tra le persone come sulla piattaforma di rete, la Multi-connectivity, potenziando i comportamenti che facilitano il raggiungimento del risultato complessivo. La capacità di lavorare in modo interfunzionale  in azienda, infatti, è un requisito indispensabile per accrescere l’efficienza interna. Ci deve essere sinergia tra i processi aziendali, e questo richiede il superamento degli specifici ambiti di specializzazione e si che adottino comportamenti cooperativi, avendo una visione d’insieme delle attività in cui si è coinvolti.

L’aumento della Velocità è un altro fattore chiave: è il mercato a chiedere risposte sempre più rapide e per farlo occorre che i knowledge worker (impiegati, manager, venditori, …) riescano ad affrontare problemi in tempi sempre più strettiNegli anni abbiamo visto che l’Agile Mindset è necessario per aumentare la qualità e la velocità di consegna delle soluzioni in contesti sempre più incerti e complessi.

La Flessibilità è il terzo elemento imprescindibile. Riprendendo la frase di David Allen (l’autore di bestseller sulla produttività come “Getting Things Done”) “Flessibilità e focalizzazione sono le fonti dell’efficacia e tutto ciò che riduce l’una o l’altra inciderà negativamente sulla nostra produttività.” Essere flessibili significa avere l’abilità di gestire i cambiamenti e le loro priorità. Il nostro lavoro, ci ricorda Allen, non consiste dunque nell’applicazione di schemi, ma nell’essere protagonisti di in una trasformazione fondata sul nostro impegno. Solo una sufficiente professionalità e motivazione ci permette di raggiungere gli obiettivi in modo più “snello” ed efficace. Non a caso una eccessiva burocrazia è il peggior nemico della qualità della vita in azienda.

E infine non va dimenticato che - anche se a rischio di insuccesso – solo l’approccio creativo porta a realizzare la vera innovazione, ed è l’unico che può consentire di ottenere vantaggi competitivi. Mai come nel contesto della transizione digitale in corso, infatti, è il come a definire il cosa: partecipare agilmente e attivamente al processo di innovazione, pensare al nuovo in modo nuovo per tecnologie nuove è la condizione essenziale per realizzare soluzioni di ultima generazione.

 

Articolo a cura di Angela Maiale e Olga D’Auria

Accelerator leader, TIM WCAP Co-founder Agile Community Campania