Il racconto dello sport è sempre più digitale Il racconto dello sport è sempre più digitale

Il racconto dello sport è sempre più digitale

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Il colore fu introdotto per la prima volta in televisione in occasione dei Mondiali di calcio del 1966. I primi canali 3D sono stati invece inaugurati nel 2010 proprio per trasmettere eventi sportivi. Se non bastasse, tra le primissime applicazioni della realtà virtuale c’è la possibilità di assistere in maniera immersiva a partite di calcio, basket o football. Questi esempi ci raccontano soprattutto una cosa: da sempre, lo sport è il cuore dell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’intrattenimento.
Una tradizione che non è destinata a cambiare: secondo un’indagine della BBC, il 43% degli adolescenti tra i 12 e 15 anni utilizza lo smartphone per guardare la televisione in streaming. Nella maggior parte dei casi, l’obiettivo è seguire gli eventi sportivi in diretta e non perdersi le gesta dei loro atleti preferiti anche quando si è in mobilità.
Ma il ritmo dell’innovazione digitale, come noto, è inarrestabile: l’estate scorsa, i Mondiali di calcio che si sono tenuti in Russia sono stati i primi a essere trasmessi anche in realtà virtuale, offrendo agli utenti la possibilità di entrare (digitalmente) nei tunnel, di avvicinarsi ai giocatori o di osservare l’incontro dalle tribune in mezzo agli altri appassionati. Tutto reso possibile grazie alle telecamere a 360° disseminate ovunque.
“La realtà virtuale offre a tutti i fan la possibilità di essere vicini all’azione anche se non possono fisicamente trovarsi sul posto”, ha spiegato un dirigente di Oculus VR, la più importante società del settore. La stessa tecnologia permette anche di partecipare virtualmente ai concerti più importanti, salendo magari sul palco per ritrovarsi a pochi centimetri dai propri cantanti preferiti.
Non sono però solo le tecnologie immersive a rivoluzionare il racconto dello sport: grazie alla realtà aumentata, gli highlight delle partite di calcio (e non solo) vengono sempre più spesso arricchiti da effetti digitali: palloni calciati da fuori area che prendono fuoco, esplosioni in stile cartoon, traiettorie balistiche sottolineate graficamente e molto altro ancora. Si tratta di contenuti pensati soprattutto a scopo promozionale e per la diffusione sui social, ma che mostrano una nuova potenzialità delle innovazioni digitali: arricchire quanto avviene sul campo attraverso animazioni, grafiche e – soprattutto – informazioni e statistiche.
Una società come Sportradar, per esempio, è in grado di sovrapporre quasi in tempo reale i big data all’azione che sta andando in scena su schermo. Tra i suoi clienti c’è anche la NBA, la lega di basket statunitense: grazie a una tecnologia che fa ampio uso dell'intelligenza artificiale, chi guarda le partite NBA è in grado di visualizzare la percentuale di riuscita del tiro effettuato da un giocatore (basata sulle capacità del giocatore in questione, la posizione da cui ha tirato e quella del suo marcatore) prima ancora che vada, eventualmente, a segno.
“I giocatori della NBA vengono monitorati 25 volte al secondo”, ha spiegato in un comunicato Ashok Balakrishnan, vicepresidente di Sportradar. “Utilizziamo questa montagna di dati e l’intelligenza artificiale per dare vita a un’analisi profonda e coinvolgente, offrendo ai fan uno storytelling basato sui dati e un’esperienza che in precedenza non avrebbero mai potuto avere”.
Dalla tv a colori fino all’intelligenza artificiale, passando per la realtà aumentata e i social network. Messa così, si potrebbe temere che le nuove tecnologie stiano penalizzando la partecipazione dal vivo. Eppure, i dati raccontano una storia molto diversa: i Mondiali di calcio, per esempio, non mostrano nessun declino nella partecipazione dal vivo; allo stesso modo, il basket NBA è ai massimi livelli in termini di spettatori per partita.
L’innovazione digitale, quindi, rende l’esperienza da casa sempre più coinvolgente senza penalizzare quella dal vivo. Com’è possibile? La ragione, probabilmente, è che partecipare in prima persona gli eventi continua a essere un valore aggiunto; anche grazie alla tecnologia. Scattare foto agli atleti da condividere con gli amici in tempo reale, creare highlights personalizzati della partita da caricare sulle piattaforme di streaming, ideare delle storie basate sull’esperienza della giornata e molto altro ancora. Il fascino dello sport dal vivo, insomma, non tramonta e si evolve assieme alla tecnologia.
A dimostrare tutto ciò è anche un evento come le Universiadi 2019, che si sono appena tenute a Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno con la partecipazione di 118 paesi e 8mila atleti. Grazie alla partnership con TIM, tutti gli stadi e i luoghi coinvolti da questo grande evento globale sono stati cablati, dotati di wifi e protetti informaticamente, consentendo a tutti i partecipanti di sfruttare al massimo le potenzialità di smartphone e social network; ormai un imprescindibile secondo schermo attraverso cui riprendiamo e condividiamo la nostra vita mentre si sta svolgendo.
E per quanto riguarda il futuro? La prossima frontiera, ovviamente, è il 5G, che permetterà di sviluppare nuovi scenari digitali – tra cui, per fare solo un esempio, la realtà virtuale in mobilità – e di offrire a tutti gli appassionati nuove modalità di fruizione dei loro sport preferiti. Anche in Italia, la nuova generazione di trasmissione dati sta per diventare realtà: proprio presso il villaggio delle Universiadi a Napoli, così come a Roma e Torino, TIM ha già acceso le antenne 5G; mentre entro la fine dell’anno il servizio sarà disponibile anche a Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari.
Il 5G garantirà prestazioni 10 volte superiori a quelle attuali, aprendo la strada, nel prossimo futuro, a nuovi servizi e potenzialità. E dando vita a una nuova fase dello sviluppo digitale italiano.