TIM: task force di 1.000 addetti nel Triveneto

02/11/2018 - 16:30

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In campo per fare fronte ai danni causati dal maltempo

Continua l'impegno delle task force di TIM, composta da circa mille addetti complessivi tra risorse operative, tecnici e personale di imprese terze, in campo senza sosta per fronteggiare le conseguenze della forte ondata di maltempo che si è abbattuta sul Triveneto, dove si sono verificati guasti diffusi sulla rete telefonica.

Grazie agli interventi già effettuati dal personale specializzato, alcuni dei quali anche con il supporto di mezzi speciali, e all’utilizzo in alcune località di generatori per ovviare ai black out della rete elettrica, la situazione sta lentamente tornando alla normalità.

In  alcune zone delle provincie di Bolzano, Trento, Vicenza, Belluno e Udine, tuttavia, le operazioni di ripristino del servizio risultano particolarmente complesse a causa di diffuse mancanze di energia elettrica e per le interruzioni alla viabilità causate dalle numerose frane, che non consentono di raggiungere molte delle località interessate. E’ il caso dei comuni situati nella Valle Agordina e di numerose località dell’arco alpino, dove è difficile intervenire a causa di smottamenti e frane tutt’ora in corso, con gli interventi resi difficili anche dal persistere delle condizioni meteo avverse. In particolare, si segnala l’isolamento della valle agordina per un grave danneggiamento alla dorsale ottica che collega Agordo con Cencenighe trasportando numerosi flussi dati. Gli interventi di queste ore hanno reso possibile una soluzione provvisoria di continuità del servizio, nonostante le situazioni meteo siano ancora avverse e dopo aver tentato strade alternative che tuttavia sono state dichiarate inaccessibili dalla protezione civile per questioni di sicurezza.

TIM sottolinea che i propri tecnici continueranno ad operare senza soluzione di continuità per garantire graduale rientro in servizio di tutta la rete telefonica, ripristinando poi in maniera definitiva i collegamenti provvisori realizzati in questa fase di emergenza.

 

 

Venezia, 2 novembre 2018