L’importanza della geolocalizzazione L’importanza della geolocalizzazione

L’importanza della geolocalizzazione

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Un ingorgo sta per formarsi in un incrocio particolarmente trafficato della vostra città. Grazie ai sensori installati sulle automobili (che sempre di più stanno diventando delle connected cars), il navigatore di bordo vi consiglia degli itinerari alternativi per evitare di restare imbottigliati. Nel frattempo, la centrale di controllo municipale ha già visualizzato la situazione sulla mappa digitale della città, permettendo un tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
Nello stesso momento, i sensori montati sui cassonetti stanno comunicando a chi si occupa della raccolta rifiuti quando è il momento di svuotarli; evitando interventi inutili e consentendo di ottimizzare il lavoro. Le perdite dell’acquedotto, invece, sono state drasticamente ridotte grazie a una rete di sensori, che monitora la situazione e avvisa immediatamente quando ci sono da eseguire delle riparazioni.
Ma nelle smart city del futuro, che sono ormai alle porte, saranno anche i big data forniti dai cittadini a giocare un ruolo fondamentale: tutti noi potremo per esempio comunicare via app i problemi che incontriamo nella vita di tutti i giorni (come le buche stradali), consentendo alle autorità di avere la situazione complessiva sempre sotto controllo e di pianificare al meglio le azioni e i lavori da compiere. Durante manifestazioni o eventi di particolare rilevanza, le autorità potranno invece tenere sempre sotto controllo il flusso di persone che si stanno dirigendo in un unico luogo, riducendo il rischio che un affollamento eccessivo produca situazioni potenzialmente pericolose.
Non sono solamente le città che in un futuro prossimo potranno sfruttare i big data: già oggi, il comune di Terracina utilizza la tecnologia fornita da TIM per combattere gli incendi. Questa soluzione per il rilevamento degli incendi boschivi permette di tenere sotto controllo una vasta area del territorio 24 ore al giorno, analizzando le immagini ad altissima definizione raccolte da una videocamera in grado di ricostruire una vista a 360 gradi su una superficie di diversi chilometri.
Lo stesso software consente di rilevare le variazioni termiche che indicano la presenza anche di incendi di piccole dimensioni. In caso di allarme è possibile avvisare gli addetti alla gestione dell’emergenza, che potranno ispezionare tutti i dettagli della zona interessata sfruttando le  immagini della videocamera. A supporto degli operatori sono disponibili numerosi dati, visualizzati su mappa, che indicano i diversi punti di interesse (i serbatoi di rifornimento, le squadre e mezzi di intervento, i punti sensibili, ecc.) e rendono possibile intervenire con la massima efficienza.
Che cosa accomuna tutte queste soluzioni tecnologiche che, sempre di più, promettono di rendere le città (e non solo) più sicure e vivibili? La geolocalizzazione. Niente di tutto ciò, infatti, sarebbe possibile se le informazioni ottenute grazie ai sensori – parte del network della internet of things, che entro il 2025 connetterà alla rete 75 miliardi di dispositivi – non fornissero i dati relativi alla posizione di automobili, telecamere, cassonetti e anche persone in tempo reale.
Le informazioni georeferenziate, però, non hanno applicazioni solo nel campo della sicurezza. Un turista appena arrivato in città, per esempio, può già oggi segnalare i suoi interessi su delle apposite applicazioni, ricevendo informazioni su musei, monumenti, eventi, ristoranti e quant’altro anche sulla base della posizione in cui si trova.
Niente di futuristico: applicazioni come Spotted, Like a Local e anche quella ideata dalla Lonely Planet permettono già oggi di visitare le città immergendosi nella realtà locale; consentendo così di allontanarsi dalle mete turistiche più battute. Lo stesso avviene anche con applicazioni istituzionali di grandi città, come Visit Milano, o con siti internet di realtà più piccole. È il caso, per fare solo un esempio, di GeoSabina: il sito per la promozione della cultura e del turismo nel territorio della Sabina (Lazio), che permette di ottenere su una mappa interattiva le informazioni relative ai principali punti di interesse culturale dell’area.
In futuro, le potenzialità di questi strumenti miglioreranno drasticamente grazie alla realtà aumentata: la tecnologia che sovrappone il mondo digitale a quello reale consentirà, attraverso smartphone o utilizzando smart-glasses, di ottenere informazioni sulle attrazioni cittadine in maniera sempre più semplice, intuitiva e immediata.
Rimane però qualche ostacolo da superare: per esempio, come si può difendere la privacy delle persone nel momento in cui tutti i loro spostamenti sono sempre tracciati? Un tema già oggi fondamentale, ma che nel futuro diventerà di cruciale importanza. Nel complesso, però, una cosa è certa: grazie a sensori, big data e informazioni georeferenziate sarà possibile avere tutta la città a portata di mano.