RACCONTO

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#wehaveadream #uguaglianza necessaria a natale. Giocattolo, un dono per giocare, non un obbligo da fabbricare.

ALESSANDRA GELSOMINO@AlessandraGels

 Babbo Natale: mostro o benefattore?

Il Natale fin da quando ero piccola, ha sempre rappresentato il periodo più bello dell'anno per me. Ricordo che iniziavo da ottobre a fare il conto alla rovescia per l'inizio delle feste e man mano che ci avvicinavamo alla vigilia, l'intera città si inebriava dello spirito natalizio.
Le strade venivano addobbate a festa, le vetrine dei negozi brillavano di mille colori, le case si accendevano di lucette colorate, gli alberi venivano addobbati con fiocchi, neve schiumosa e palline rosse e blu.
La musica natalizia, che risuonava nelle strade e nei centri commerciali, alleggeriva gli animi di tutte le persone che potessero ascoltarla e i dolci e le mille leccornie, che magicamente compaiono a Natale, riempivano gli occhi e il pancino di tutti i bimbi.
Ma quello che rendeva unico il Natale era sicuramente lui, il protagonista indiscusso dei miei pensieri, il pezzo grosso della distribuzione dei giocattoli, la maggiore autorità nel campo del giudizio comportamentale dei bambini di tutto il mondo...Babbo Natale.
Babbo Natale era la star di tutte le discussioni tra me e i miei compagni di classe che si svolgevano per tutto il periodo natalizio. Infatti dopo aver affrontato il tema principale relativo alla sua esistenza, veniva paragonato con i maggiori eroi del mondo maschile e ne usciva vincitore su tutti i fronti.
Niente potevano superman, l'uomo ragno e neanche il genio della lampada, che per molti era considerato suo seguace.
Oltre alla sua imponente figura e alla sua indicibile generosità, quello che rendeva unica la figura del mio beniamino era la semplicità con cui metteva in pratica i suoi super poteri, la dinamica era semplice: scrivevi la letterina in cui facevi richiesta dei doni e lui la notte di Natale magicamente te li recapitava sotto l'albero di Natale.
Una consegna a domicilio veloce e silenziosa insomma, semprechè ci si fosse comportati bene durante l'anno, altrimenti la cosa poteva essere messa in seria discussione.
Il discorso iniziò a complicarsi quando crescendo iniziai a pormi dei quesiti un pò più complessi della sua mera esistenza: come viaggiava Babbo Natale?
Come entrava nelle case? Come poteva in una sola notte consegnare ai bambini di tutto il mondo i doni richiesti nella letterina? E soprattutto: chi fabbricava i giocattoli che lui avrebbe poi consegnato a tutti i bambini del mondo?
I miei genitori cercavano di rispondere, senza far perdere al mattatore del Natale la magia che accendeva la mia fantasia, perché si dice che l'infanzia termini con la scoperta dell'assoluta inesistenza di Babbo Natale.
Dunque chi lo aiutava a fare tutto quello che doveva fare in così poco tempo? Ovvio i folletti del Natale.
E io la vigilia di Natale andavo a letto tranquilla e con la gioia nel cuore perché sapevo che Babbo Natale, come ogni anno, sarebbe stato puntuale nel suo arrivo, grazie all'aiuto dei folletti del Natale.
Tuttavia man mano che crescevo ho iniziato a capire chi fossero in realtà questi folletti del Natale e perché venissero definiti tali. Voglio dire, perché non aiutanti grandi come Babbo Natale, in grado di sopportare tutto il lavoro da realizzare in così poco tempo?....perché quella spiegazione celava un'amara e drammatica verità: non si trattava di folletti ma di bambini.
Bambini come me, con gli stessi sogni, la stessa indole spensierata, eppure con una realtà molto più dura ed ingiusta da portare avanti.
Piccoli lavoratori sfruttati per pochi soldi, costretti a lavorare 10, 11, 12 ore al giorno per realizzare con le loro piccole mani i giocattoli che la notte di Natale sarebbero stati donati ai bambini del resto del mondo, quella parte di mondo di cui loro non facevano parte, costituito da bambini che avrebbero giocato per pochi giorni con i giochi frutto del loro duro lavoro, per poi accatastarli nel dimenticatoio insieme a decine di altri giocattoli.
Babbo Natale per questi piccoli folletti operosi, non rappresenta una figura magica cui voler bene, ma un mostro, un dittatore, che li costringe ad accelerare il processo produttivo in vista del Natale, poco importa se gli occhietti bruciano e le manine fanno male.
Questa è stata una scoperta sconcertante....scoprire che Babbo Natale non esiste, ma che esiste lo sfruttamento minorile e legalizzato in diversi paesi del mondo, è una cosa che fa male all'anima e al cuore.
Natale continua ad essere uno dei periodi più belli dell'anno per me, ma non per le luci dei negozi, le leccornie che mangerò o i regali che riceverò, ma per la luce che potrò accendere negli occhi dei bambini cui Babbo Natale non farà mai visita e per i doni che regalerò loro per cercare di avere in cambio un sorriso.
E' importante che tutti facciano la loro parte, perché se Babbo Natale non è per tutti i bambini, l'infanzia dovrebbe esserlo e dovrebbe essere spensierata, felice e bellissima per tutti.

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