RACCONTO

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#fratellanza non è appartenenza a un club ristretto ma condivisione di una visione del mondo #wehaveadream

FILOMENA TUCCI@millytucci

 Fratellanza ai tempi della scuola

Le due ragazze Sandra e Elena non si erano mai viste prima.

Provenivano da città diverse, famiglie diverse, educazione diversa ma il destino le unì per sempre.

Erano compagne di classe e dopo i primi giorni di scuola, si creò una immediata simpatia, si scambiavano consigli, studiavano insieme, trascorrevano la “ricreazione” a ridere e a scherzare. La sera tornavano al loro mondo, alle loro famiglie una a piedi o con l’autobus, l’altra accompagnata in macchina dai genitori.

Mentre Sandra trascorreva le vacanze all’estero o in deliziose località turistiche italiane, Elena non sempre poteva permettersi di partire per le vacanze, rimaneva a casa organizzandosi le giornate, lavorava in nero come commessa in un negozio e quando le finanze lo permettevano faceva qualche gita fuori porta. Poi al ritorno delle vacanze c’erano molte cose da raccontarsi, forse per Elena un pò di meno, ma c’era nei suoi occhi sinceri la gioia di ascoltare dei posti meravigliosi visti dalla giovane amica, in qualche modo ascoltando il resoconto dell’amica era quasi come se ci fosse stata anche lei.

In ogni caso in entrambe era chiara la gioia di rivedersi: a entrambe piaceva studiare e non si limitavano a studiare sui libri inseriti nel programma didattico, andavano sempre alla ricerca di nuove informazioni...la bellissima Biblioteca comunale era luogo di ritrovo e di riflessione, ore intere ad approfondire testi, ore intere a commentarli insieme e a confrontarsi cosi giovani sui massimi sistemi, parole cosi grandi e valori immensi:
• giustizia
• fede
• tolleranza
• ma anche
• riflessioni sul senso della vita e della morte
• libertà
• arte.
Il tempo passa in fretta soprattutto quando ci si diverte e ben presto alla voglia di imparare si aggiunse la voglia di sperimentare: di andare alla ricerca delle novità, il desiderio di libertà, la curiosità per il mondo.

Anche con i professori il rapporto cambiò: se nei primi anni le due allieve si erano sempre distinte per disciplina e impegno scolastico, crescendo entrambe diventarono più ribelli e lo spirito critico si manifestò anche in classe.

Elena un giorno discusse con il professore di filosofia: si commentava un articolo di Scalfari sulla scelta che ognuno di noi compie tra etica del dovere e etica della responsabilità. L’allieva senza timore criticò apertamente il professore che suggeriva di ricorrere alle raccomandazioni. Elena non aveva mai chiesto un favore, né mai avrebbe accettato una raccomandazione.

Anni dopo capì che il professore stava cercando di metterle in guardia dal mondo, il messaggio dirompente e provocatorio aveva un significato diverso: era proprio diretto a chi era solo bravo e che nel mondo non sarebbe stata sufficiente la bravura, se non accompagnata da capacità relazionale. Ci vollero circa altri 20 anni per capirlo e vederlo con occhi meno critici.

Le ragazze crescevano insieme uno spirito di fratellanza e solidarietà le legava profondamente, le cadute e i momenti no di una erano sempre sollevati dall’amicizia e comprensione dell’altra.

Il destino però ritornò a fare capolino qualche giorno dopo il diploma:
Sandra partì per studiare in una prestigiosa università, Elena invece rimase nella piccola città di provincia iscrivendosi all’università locale.

Il distacco fu traumatico, soprattutto per Elena, quasi simile a un lutto. La ragazza pensava che perdendo l’amica aveva perso tutto: l’amore per l’arte, la musica, i film, la natura, la preghiera, la filosofia. Provò un senso di rabbia, pensava che la sua crescita si sarebbe fermata lì...ci volle molto tempo per riprendersi, per aprire il cuore agli altri e trovare altri amici con valori simili, con cui condividere lo stesso sentimento di fratellanza.

Sandra certa che l’amicizia con Elena non sarebbe mai venuta meno, aveva però bisogno di andare via da una famiglia medio borghese particolarmente severa, da regole antiche, che prevedevano il debutto in società, un buon matrimonio e uno stile di vita che non le apparteneva. Andando a studiare fuori non tornò mai più nella sua famiglia di origine, ancora oggi il padre prova a organizzarle un matrimonio, trovarle un posto di lavoro sicuro, ovviamente senza successo.

Elena rimasta sola ritrovò la forza di andare avanti proprio grazie all’amicizia della famiglia e delle persone simili che poi incontrò nella vita (compresi professori e colleghi di lavoro) e che l’aiutarono a crescere e a riscattarsi dalla condizione difficile di povertà, di disoccupazione, di caste chiuse spesso tipica di una città di provincia, dove per le donne , anche se studiose è tutto più difficile. Elena visse in tante città diverse, anche all’estero ma decise di stabilirsi in Italia. A Elena non mancarono certo momenti difficili, di sconforto, di incertezza per il futuro ma i suoi valori e la fede e il grande amore per la famiglia e per il suo Paese la spinsero a resistere.

Quei giorni ai tempi della scuola non tornarono più ma le due amiche ancora oggi ogni tanto si ritrovano.

Ora sono due donne.

Elena oggi vive a Roma, si è sposata e con grande fatica e impegno negli studi porta avanti una carriera dedicata al sociale, ai giovani, al sud, dialogando con il mondo politico, con cui ha fatto pace.

Sandra finita l’università è andata a vivere all’estero, in una grande metropoli dove finito di lavorare prende la bicicletta e percorre il meraviglioso lungomare.

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