RACCONTO

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Schiena dritta, parole educate e scarpe allacciate. Poi cresci, e la luce del mondo è la curva di un sorriso. #wehaveadream #rettitudine

ORIANA GULLONE@LtlOry

 Io da grande faccio la maestra

Io da grande voglio fare la maestra. Voglio fare la maestra perché voglio che tutti i bambini come me imparino a leggere le storie che la mia mamma mi racconta tutte le sere per farmi addormentare. Voglio fare la maestra perché voglio insegnare a tutti i bambini come me a scrivere delle storie nuove, storie che nessuno ha mai raccontato o sentito raccontare.
Voglio imparare a usare il computer, così le storie che scrivono i bambini della mia scuola qui in India posso mandarle a tutte le scuole delle maestre di tutto il mondo. E le maestre di tutto il mondo possono mandarmi le storie dei loro bambini delle loro scuole.
Io da grande voglio imparare l’inglese, il russo, il francese, l’arabo, l’italiano, lo spagnolo, il portoghese e lo swahili. Voglio imparare a parlare, leggere e scrivere in tutte le lingue del mondo. E voglio insegnare a tutte le maestre e i bambini del mondo l’hindi. Perché solo così possiamo capirci, e imparare a scrivere le nostre storie nelle lingue degli altri bambini del mondo.
Scrivere storie nelle lingue degli altri non è come scriverle nella tua lingua.
Non devi solo scrivere in una lingua diversa, devi anche usare le parole e inventarti la storia in un modo diverso. Devi farti aiutare dalla signora fantasia ad entrare nella testa di un bambino inglese, russo, francese, arabo, italiano, spagnolo, portoghese o africano. Solo così la tua storia può diventare vera. Solo così può piacere ai bambini che la leggeranno nella loro lingua.
E vorrei che bambini di paesi e di scuole diverse scrivessero delle storie insieme, usando tutte le lingue insieme, così la stessa storia può essere letta nello stesso momento da tanti bambini di tanti paesi diversi.
È solo quando riusciamo a capirci che diventiamo amici. Quando diventiamo amici ci fidiamo uno dell’altro e ci raccontiamo tutto, non solo le storie nuove che ci siamo inventati in tutte le lingue del mondo. Possiamo anche raccontarci perché siamo tristi, o perché siamo felici. Possiamo raccontarci quando abbiamo un problema e provare a risolverlo insieme. Possiamo raccontarci i problemi che ci sono nel nostro villaggio, parlarne con i grandi e provare a risolvere insieme anche i problemi che ci sembrano grandissimi. Io da grande voglio viaggiare in tutto il mondo. Non perché voglio andarmene dall’India, ma perché voglio incontrare le altre maestre che vivono negli altri paesi del mondo, e portare con me i bambini della mia scuola, che incontrino gli altri bambini delle altre scuole del mondo. Per imparare come sono i loro villaggi, le loro case, i loro giochi. Perché se vediamo come vivono diventa più facile capire i loro problemi, e anche le soluzioni ai problemi diventano più facili.
Io da grande voglio fare la mamma, e raccontare ai miei bambini le storie scritte dai bambini di tutto il mondo, almeno finché non imparano a scrivere da soli le loro storie. Voglio che con le mie storie che vengono da tutti i paesi del mondo imparino che non sono diversi da tutti gli altri bambini.
Perché il colore della pelle, la lingua che si parla, il villaggio dove si vive, i diversi dei che si pregano nei templi sono differenze finte.
Per giocare insieme, mangiare caramelle, ridere, ballare o cantare non serve parlare la stessa lingua, avere lo stesso colore, pregare lo stesso dio o vivere nello stesso villaggio.
Io da grande non mi voglio dimenticare di quando ero piccola.

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