RACCONTO

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#rettitudine è andare a dormire sereni #wehaveadream

ANNALISA GALARDI@AnnalisaGalardi

 La paura è una cosa seria

"Nonna! Nonna, dove sei?" Il passare del tempo ha reso il mio udito piu' debole, ma riesco ancora a riconoscere subito la voce delle persone che amo. So bene che a chiamarmi e' Mimmina, la mia nipote piu' piccola che vive con noi da sempre. Quando e' l'ora di andare a dormire, ha spesso un po' paura e mi cerca per sentirsi tranquilla. Sara' che non ha mai conosciuto l'abbraccio rassicurante di sua madre, sarà che in casa nostra ci sono dei quadri scuri coi diavolacci dell’Inferno dantesco, sara' che i cugini più grandi si divertono a raccontarle le storie più terribili. Alla sera è così: tutta la spensieratezza che la piccola mostra durante il giorno, all'imbrunire scompare via via. Stasera però non ho fatto a tempo a risponderle subito; e Camillo mi ha preceduta.
“Cos’è ‘sta storia?”
“Nonno, ho paura. Vorrei che la nonna mi mettesse a letto e stesse un po’ lì con me!”
“Ma dài. Paura di che cosa? Non c’è nessuna ragione di avere paura. Tu sei intelligente e lo capisci. Vai a letto!”
“Perché nonno? Anche nei giorni scorsi la nonna è stata con me!”
“Ah! Questa è bella. Vai, vai senza storie che con la nonna parlo io… Luisa!!!”.
Ecco che mi chiama. Lo so che andrà su tutte le furie perché non ho rispettato i nostri accordi, la buona regola di mostrarci compatti nell’educazione dei nipoti, così come abbiamo sempre cercato di fare per i nostri figli. Ma io non ce la faccio sempre! Di fronte alla malinconia di una bambina di 5 anni non so essere così forte.
Ora lui mi chiederà, dovrò dirgli che gli ho mentito, sentirò Mimmina che si rigira nel letto singhiozzante, mi sentirò di aver sbagliato con entrambi…
“Sì caro, sono qui. Che c’è?”
“Mimmina mi ha detto che le stai dando l’abitudine di farla addormentare.
Sono molto dispiaciuto di averlo saputo da lei! E poi, non avevamo detto che non avremmo dato dei vizi a questa bambina che dobbiamo crescere come una figlia? Cosa pensi, di farle del bene assecondando stu-pi-de paure? Dammi retta, vieni a direttamente a dormire. Io mi sono così arrabbiato che ci vado subito!”
E così cala il silenzio, anche se sento che Mimmina, in camera sua, si sta rigirando nel letto e Camillo sfoglia rumorosamente le pagine del suo libro cercando di prendere sonno.
Io a letto non ci posso andare ora. Sono sottosopra e nella testa mi frulla un’espressione: “stu-pi-de paure”. Ma la paura è stupida? Io non credo; anzi, non sono d’accordo per niente! La paura di un bambino è una cosa seria, serissima. E se ci eravamo detti di non dare vizi a Mimmina, non ci eravamo anche detti che per le cose serie noi ci saremmo stati sempre, età e salute permettendo? No no, non posso andare a dormire così.
… “Camillo, sono venuta a darti la buonanotte e a dirti che mi dispiace di averti nascosto qualcosa. Perdona la mia debolezza, se puoi. Ora però io devo finire di stirare, poi ti raggiungo”.
A dire la verità, le cose che ho da stirare non sono né molte né urgenti, ma mi danno la possibilità di tenere la luce accesa nella stanza vicina a quella di Mimmina. Sono sicura che anche solo una luce e qualche colpo di tosse possano farle sentire che ci sono, così da affrontare il mistero dell’abbandono al sonno. Credo anche che Camillo mi senta vicina e capisca che voglio ascoltare anche lui. E forse così ho ascoltato anche me…
Ora il silenzio è totale. Fa anche un po’ freddo; il riscaldamento ormai è spento.
Io sono più tranquilla. Potrei proprio pensare di andarmi a cambiare e andare a letto serena.

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