RACCONTO

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E' lo sguardo,che mesto,si posa sulla strada di sale. Quella strada che è per me croce, ma ancor più delizia. #wehaveadream #rettitudine

GIADA CRISTINA@giadacristina

 Utopia

12/11/2003

Nassiriyya, Iraq.

(Sono un soldato.)
Una mina esplode nel deserto. Un camioncino verde militare si accartoccia sotto l'onda d'urto,come plastilina tra le mani di un infante capriccioso.
(Sono un Soldato.)
Tutto si fa polvere.
(Sono un Servitore della Patria.)
Mi lacrimano gli occhi: li chiudo.
Non v'è nulla da guardare.
Tutto è sabbia. Tutto è polvere.
(Il mondo intorno s'è tinto di giallo. Odio il giallo.)
Il viso è incollato alle rocce del deserto. Non riesco a muovere le gambe o le braccia. Sono inerme. Una bambola senza fili. Le membra incollate al giallo che mi invade i polmoni. Tossisco.
Accanto a me v'è qualcosa di bruciacchiato. La "cosa" si lamenta.
Con orrore mi accorgo che è un mio commilitone. Quel viso con cui ho diviso risate, e litigi è a un passo da me. Deturpato immondamente.
Lo sento boccheggiare. Poi tra i lamenti si fa strada una domanda.
E' una domanda chiara e splendente come il cielo sopra di noi.
" C...he s...uon..o ha la m..ort..e?"
Ed è inevitabile che la mente vaghi. La mente ha sentieri che non puoi vedere, nè controllare. Semplicemente ti ritrovi a vagare nonostante tu sia vicino alla morte.
Non sono più nel deserto iracheno. Non sto più morendo in un mondo di polvere gialla e sangue scuro. Ho nove anni e sono tra le braccia di mio padre. Nel cielo sbocciano i fuochi d'artificio.
"Papà,che suono ha la morte?" Gli chiedo.
Un fiore giallo si traccia nel cielo scuro. La gente intorno batte le mani estasiata dallo spettaccolo.
"Credo abbia il suono della rettitudine, figliolo!" A quella affermazione quasi sorride. Ma è un sorriso freddo che non raggiunge gli occhi. E' un sorriso che si blocca tra le labbra. Tra le rughette impercettibili.
"Ma la rettitudine non ha suono, Papà." Non capivo come un concetto talmente astratto potesse aver suono. L'orgoglio non ha suono. E nemmeno la dignità, la speranza o la fratellanza.
"La rettitudine esplode proprio come quei fuochi.- Mio padre indica un cuore di fuoco appena apparso. E' un cuore rosso fiamma. "Stefano, figlio mio, la rettitudine è quello sguardo, che mesto, si posa sulla strada di sale."
"La strada di sale? Cos'è?".
Mi dà un pizzicotto. (Fa male!) "E' la strada per cui sei disposto a vivere e morire. Delizia, e al contempo, croce." dice.
Allora non compresi il significato di quelle parole.
(Solo ora, capisco.)
Padre,ti sbagli: Non v'è rettitudine in questa vita. Non v'è nessuna strada da seguire con ardore disperato. Nessuna strada per cui vivere o morire.
Sono un coglione, Padre. Che muore per una causa di pochi folli. Folli che hanno sacrificato anima e corpo per quello Stato che tanto celebravi. Quello Stato che ti portava via da me.
(Mi chiamo Stefano. Sono Caporalmaggiore dell'Esercito Italiano, proprio come mio padre. Non sono un eroe. Non sono un santo. E la rettitudine non è che un'utopia).
Papà,che suono ha la morte?
(Il mondo è giallo. Il mondo è polvere. Il mondo è.)

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