RACCONTO

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#giustizia #wehaveadream Nel mondo ci sarà giustizia quando l'uno sarà lo specchio dell'altro.

VALENTINA TRENTA@ValeTrenta

 La legge è uguale per tutti

L'immagine, che ogni uomo, si costruisce nei confronti della giustizia, inizia in tenera età. Impara a relazionarsi con le persone e si hanno i primi cenni del significato di eguaglianza. Proprio così, se ne comincia a intuire il valore e la conseguenza nociva che crea, se tale valore viene a mancare.

Ogni essere umano ha, fisiologicamente, bisogno di non sentirsi inferiore.
Riconoscersi nei diritti e nei doveri e rispettarli é il primo passo verso la costituzione della morale di ogni uomo.

Eppure capita, in un istante che si spezza, che quella morale venga a mancare e si tramuti in qualcosa che cambierà inevitabilmente il corso regolare della vita di ognuno.
Le nostre regole ci insegnano che la legge é uguale per tutti. Non é solo un aforisma fine a se stesso. E' un marchio nel quale tutti ci identifichiamo , finché arriva il momento nel quale ci rendiamo conto che la legge è uguale per tutti, ma non tutti sono nati per la legge.

Questo processo si scatenò nel regolare flusso della vita di Mario. Un uomo tutto d'un pezzo, uno di quelli che "Io una raccomandazione? Mai!".
Si vive un'esistenza sul filo della correttezza, ma basta un errore, un passo falso, e tutto ciò che decantavi perde valore, ti rende ridicolo, prevedibile, uguale a tutti gli altri. Uguale, come é scritto su quel cartello.

Un figlio appena laureato, Matteo, giovane ambizioso, con tanta voglia di lavorare ma poche opportunità di farlo davvero.
Il ragazzo voleva farcela da solo, grazie all'esempio, insegnato dal padre, di lealtà e limpidezza.
La maggior parte dei suoi amici ricoprivano ruoli importanti, ma come ci erano arrivati lì? Compromessi, regali, favori compiaciuti da entrambe le parti.

Matteo combatteva da sempre questo tipo di battaglia. Da bambino, in giro per la città con i suoi genitori e i nonni, passò vicino ad un tribunale dove campeggiava la scritta tanto famosa " la legge é uguale per tutti".
Il ragazzo ricordava esattamente la sensazione che provò difronte all'immensità di tale citazione. Forse, non poteva comprenderne l'origine o la veridicità ma ricordò, per sempre, la frase di suo nonno che all'orecchio gli bisbiglio' : " ricordatelo bene, Matteo, che la legge é uguale per tutti.
Nessuno é migliore o peggiore dell'altro, siamo uguli, con gli stessi diritti.

Piú tardi, crescendo, quel pensiero riecheggiava e assumeva significato seppure a volte si sentiva una goccia sperduta nella grandezza dell'oceano e dei suoi punti oscuri.
Matteo sviluppò la sua vita credendoci davvero al fatto che siamo tutti uguali, anche se ciò che lo circondava cercava, ogni giorno, di vanificare gli sforzi di credere in questa tesi.

Perciò, non cercava aiuti e sotterfugi per trovare un'occupazione. Credeva nelle sue capacità, nella giustizia delle scelte e nell'integrità delle persone.
Illuso o forte dei suoi principi?

La prospettiva delle visioni della vita dipende da tanti fattori, da cosa e quanto siamo disposti a rischiare e da quella che sentiamo di essere e di poter offrire.
Nella disperata e snervante ricerca, Matteo aveva momenti di sconforto, sentiva che quella giustizia nella quale credeva veniva meno a causa di tutte quelle persone senza spina dorsale, che non avendo capacità venivano a patti con il potere.
Nei momenti piú bui, si domandava se dovesse continuare ad essere la pecora in mezzo a tanti lupi oppure trasformarsi nella logica del " così va la vita".

Non voleva cedere e credere che il suo atteggiamento non lo avrebbe aiutato a realizzare i suoi sogni.
Fu suo padre a scoraggiarsi. Una chiamata alla persona giusta, la voglia di vedere ripagati i sacrifici del figlio. Contro se stesso, i suoi principi, i suoi ideali Mario chiese la famosa raccomandazione. Scese a patti con la sua emotività, nascondendosi dietro la felicità di suo figlio.

Matteo scoprì quasi subito la scelta di suo padre e rifiutò categoricamente l'aiuto.
Uno stipendio alto, un ufficio personale, collaboratori e ferie pagate, tutto ciò che un giovane uomo sogna alla sua età, sogna per il suo futuro.
Ma, ritornavano prepotenti quelle parole del nonno. Non bisognava fare agli altri quello non vorresti fosse fatto a te. Siamo tutti uguali, e dobbiamo meritarci quello che ci viene offerto.

Ci sarebbe voluto tempo, sacrificio, coraggio e perseveranza. Prima o poi, Matteo avrebbe avuto la sua possibilità, godendola nella sua pienezza, sentendosi giusto e uguale agli altri.

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