RACCONTO

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Lasciare intonsa metà della tua porzione di cibo, perché lei non è qui a dividerlo con te. Questa è #fratellanza felina #wehaveadream

PAOLA SERENO@paolasereno

 Fratellanza felina

Fratelli, loro lo sono per davvero, anzi forse persino gemelli eterozigoti. Nati nella stessa cucciolata, insomma. Figli di padre ignoto e della stessa madre, una micia semi-selvatica che ha fatto una bruttissima fine. Trovati neonati a fianco della mamma uccisa a bastonate, salvati, svezzati e infine adottati insieme. Inseparabili dalla nascita.
Guerre fratricide
Chi sostiene che i gatti siano animali solitari, egoisti, senza cuore, non ha mai visto Orazio e Lambretta insieme. Il maschio è un gattone rosso, zampe e coda fuori misura, occhi giganti e buoni. La sua tattica di combattimento è lanciarsi di peso sulla sorella, che però è una micina tigrata grigia, occhi verdi da pazza, veloce come una scheggia. Quindi, alla fine sono in pari: lei corre più veloce, poi lui riesce a raggiungerla, lei si divincola, crolla sotto il suo peso, subito riparte all’attacco. Potrebbero continuare per ore. Si odiano? A volte sembra, ma no. Si fanno male? Mai.
La fratellanza tra cuccioli è anche questo, litigare per gioco, per vedere com’è, per imparare a difendersi e ad attaccare di fronte a un nemico vero. Per diventare grandi insieme.
Improvvisamente, smettono di inseguirsi e iniziano a leccarsi a vicenda (o, viceversa, smettono di leccarsi e iniziano a inseguirsi), senza un perché. Lei pulisce gli occhi tondi e sempre un po’ lucidi di lui, lui le orecchie aguzze di lei. Assolvono a questa pratica di reciproca igiene con grande impegno e dedizione, e una certa dose di amorevolezza. A volte, più amorevolezza che igiene, come quando - bloccati nell’odioso trasportino per un viaggio in macchina - Orazio cerca di tranquillizzare la sorella a forza di slinguate sulla nuca. Funziona, sapete?
E tu chi sei?
Da quando sono stati adottati, Orazio e Lambretta hanno a disposizione un intero appartamento da distruggere, tetti agilmente raggiungibili da esplorare, due esseri umani a cui richiedere cibo e coccole in quantità industriali. C’è stato un unico ulteriore shock nelle loro vite di gattini viziati, dopo la perdita della madre. Gli interventi di sterilizzazione. E non tanto per l’operazione in sé, su cui si potrebbe discutere per ore, quanto piuttosto perché, per la prima volta, Orazio è stato rifiutato dalla sorella. Un’intera settimana da separati in casa, lei arroccata in cima alla cucina o sopra gli armadi (dentro gli scatoloni ormai pelosi del cambio di stagione), dove lui è troppo goffo e pesante per arrivare. Tregua solo per mangiare, altrimenti guerra, ma guerra vera stavolta. Sguardi assassini, lei che soffia di brutto e lui che all’inizio scappa, incredulo di fronte all’offesa ricevuta, e poi risponde aggressivo, stufo di subire e pronto a far valere la supremazia del più grande. Perché tutto questo? Perché Lambretta non riconosceva più il fratello. Il suo odore era cambiato. Odore di veterinario, o di paura forse, di pericolo. Per i gatti è questo il primo segno di riconoscimento, e lui era diventato un estraneo. Orazio riportato a casa dal veterinario ancora rigido dall’anestesia, che si riprende e, muovendosi a fatica sulle zampine ondeggianti, cerca la sorella per prima cosa, e le crolla addosso esausto ma soddisfatto. E lei per tutta risposta gli soffia contro inviperita.
Fratellanza negata, misconosciuta, una vera tragedia felina.
La tua mezza ciotola
Dice il mio fidanzato che lui è più buono di lei, come tutti i maschi. Non mi esprimo e lascio a ognuno di pensarla come crede. Ma sta di fatto che quando è venuto il turno di sterilizzare Lambretta, e lei doveva essere a stomaco vuoto, abbiamo fatto mangiare Orazio senza la sorella.
Non era mai successo prima, due gatti abituati da un anno intero a condividere un’unica ciotola con due scompartimenti. Inutile dire che lei miagolava, affamata e con una porta a dividerla dall’amato fratello e dall’ancor più amata ciotola. Lui si è avvicinato, trovandosi solo di fronte a metà della porzione abituale di cibo. Circospetto, confuso. Dov’è mia sorella? Poi Orazio ha mangiato. Metà della sua mezza porzione. Perché fratellanza è dividersi quello che si ha, no? Lo sanno anche i gatti.

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