RACCONTO

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La #felicità è vedere di nuovo il mare dopo un rigido inverno in città. #wehaveadream

SARA D'ORAZI@SarettaDorazi

 L'onda, la sabbia, il vento

Alla fine è sempre lì che ti aspetta. Non sai esattamente in che stato lo troverai quando i tuoi occhi, annullando ogni pensiero, fisseranno di nuovo quella sua linea iridescente che da sempre traccia l’orizzonte. Non sai se sarà irrequieto, increspato o calmo, quello che sai è che è lì, proprio come l’ultima volta, quando, con una valigia in mano, te ne sei andata salutandolo con la consapevolezza che, presto o tardi, l’avresti rivisto il tuo mare.
E così è stato. Sei tornata, hai disfatto i tuoi bagagli pieni di vestiti colorati, hai indossato quel costume che ti piace tanto, il panama che avevi comprato nel primo pomeriggio di quell’afoso ferragosto di un anno fa in una bancarella a Punta della Suina, e sei corsa in spiaggia, consapevole che ciò che stavi per vedere ti avrebbe reso profondamente felice.

Per le persone come te, il mare è molto di più di una distesa d’acqua in cui fare il bagno; è un luogo che si racconta attraverso le piccole cose. Una paletta ripetutamente trascinata sul bagnasciuga dall’andare e venire delle onde ti parla di un papà che ha trascorso, insieme alla sua famiglia, una piacevole giornata giocando con i figli a costruire castelli di sabbia e vulcani fumanti, mentre la moglie si riposava serena sotto l’ombrellone leggendo un buon libro. Poi l’improvviso acquazzone li ha fatti scappare in fretta, lasciando solo quel ludico utensile come traccia del loro passaggio. Le impronte di un gabbiano, una bottiglia di birra, le tracce di un falò, tutto ti narra una storia e non importa che sia vera o presunta, quello che importa è che quanto ti è raccontato ti rende felice. Lo stesso potere narrativo lo ha quel tronco d’albero sbiadito dal sole che giace indisturbato sulla sabbia, testimone del violento nubifragio che ha interessato la regione nei mesi invernali.
Dopo la passeggiata, quello stesso tronco si è trasformato in una panchina, il tuo posto riservato dal quale, da un momento a un altro, osserverai il sole scendere piano piano verso ovest mentre saluta il giorno facendo alzare un tiepido vento che profuma di sale. Hai infilato il cardigan e ti sei goduta lo spettacolo.
Hai aspettato il crepuscolo, poi, ti sei alzata e sei tornata in camera per toglierti di dosso, con una doccia, un po’ di sabbia e la salsedine rimasta tra i capelli.

L’indomani mattina ti sei diretta di buon’ora al porto, hai fatto la fila in biglietteria e sei salita sul traghetto che ogni giorno solca il mare portando gli isolani sulla terraferma. Arrivata a destinazione, hai salutato Max che ti aspettava al centro diving insieme al suo staff di “cani salati” per farti vedere tutto ciò che il mare nasconde e condivide solo con chi è capace di guardare i suoi tesori con stupore e rispetto.
Il mondo sottomarino è il regno della pace, dove i suoni sono ovattati e l’unico senso che hai a disposizione è la vista, affascinata da tanta naturale bellezza. E’ il luogo dove i pensieri si annullano e il cuore si fa leggero e dolce.
Quando risali, nonostante le orecchie tappate dall’acqua e la ferita che ti sei procurata urtando contro un corallo, sei così soddisfatta dell’esperienza e felice per le innumerevoli meraviglie marine appena vedute che riscenderesti subito nel profondo blu, se solo non ci fosse quella tabella da rispettare.

Quel giorno hai capito che anche sott’acqua il mare ha tanto da comunicare. Ti sei sfilata la muta, hai pranzato con i tuoi amici che in corpo hanno più azoto che ossigeno e nel pomeriggio, guardando la schiuma delle onde dal ponte della nave, hai fatto ritorno sull’isola dove, puntale, ti aspettava il tramonto.

Hai sempre detto che la felicità è rivedere il mare; credevo allora alle tue parole e ci credo adesso perché so cosa vuoi dire. Il mare è dedicarsi consapevolmente del tempo, lasciandosi dietro i grigiori della città, del freddo dell’inverno che, spesso, nemmeno la fiamma viva di un camino riesce a scaldare, e tornare a rivalutare ciò che è importante per noi, quello che ci rende davvero felici.
E la maggior parte delle volte, un sorriso nasce da un piccolo dettaglio trascinato da un’onda.

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