RACCONTO

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#felicità è quando tua nonna ti accarezza i capelli. #wehaveadream

AGNESE VALGUARNERA@AgneValguarnera

 Un giorno come tanti

“Io ancora mi chiedo come faccia. Eppure non sembra così difficile. Taglio un piccolo pezzo da quel serpente di pasta, premo leggermente al centro con l’indice tenuto sulla punta del coltello, e arrotolo verso di me. Ora rigiro questa piccola cupola di pasta come se fosse un calzino e..niente. Tutto inutile.” Laura continuava a ripetere quel procedimento dentro di sé da più di mezzora. Poi bofonchiò qualcosa, lanciando via il coltello che aveva in mano.
“Mi arrendo! Io proprio non ci riesco.” Disse alzandosi dallo sgabello.
Sua nonna che le stava di fronte la guardava sorridendo.
Laura era tornata dall’università da una settimana e sua nonna, approfittando di quella giornata uggiosa, le aveva proposto di fare insieme la pasta fatta in casa. Aveva accettato davvero con grande entusiasmo, ma, dopo un’ora, questo era andato via via scemando. Guardò sua nonna intenta a completare il secondo vassoio, mentre lei non aveva terminato neanche la prima fila del suo.
“Guardando te sembra la cosa più semplice al mondo! Ma non lo è! Guarda!
Le mie non sono orecchiette! Sembrano più che altro..non lo so neanch’io! Sono qualcosa di indecifrabile!”
Sua nonna sorrise nuovamente, mentre con l’avambraccio si spostò una ciocca di capelli che le era caduta sulla fronte.
“Non abbatterti subito, Laura..non è vero che sono più brava di te. Ho solo più esperienza! Anch’io, quando mia mamma mi ha insegnato per la prima volta a fare la pasta combinavo dei disastri, così come le tue zie. E’ normale!
Nessuno nasce imparato. Ci vuole solo un po’ di pratica, come in tutte le cose. Ma non devi arrenderti al primo tentativo.” Disse questo con la dolcezza di cui solo una nonna è capace.
Laura si riavvicinò al tavolo, non perché credesse in un suo improvviso miglioramento, ma si fidava delle parole di sua nonna. E se secondo lei ce la poteva fare, allora doveva almeno ritentare. Così si tirò nuovamente su le maniche del maglioncino, riprese il coltello, e si rimise al lavoro. Dopo un’ ora i cinque vassoi erano completi.
“Visto Laura? Ci vuole solo un po’ di pazienza..ma alla fine tutto diventa possibile”.
“Già”. La ragazza osservava soddisfatta il suo lavoro. Di certo la pasta fatta da lei non era perfetta come quella realizzata da sua nonna, ma non poteva lamentarsi. Aveva fatto una cosa con le sue mani mettendoci tutto l’impegno possibile, e questo la rendeva felice. Allora prese il cellulare, scattò una foto a quei vassoi e la mandò alle sue amiche in un messaggio con su scritto “Guardate che spettacolo! Ormai sono una cuoca provetta! :) P.S. Le orecchiette non sembrano gli elmetti di un esercito visto dall’alto?”

Laura si diresse verso il salotto. Scostò la tenda e si affacciò alla finestra.
Grigio. Non vedeva altro che grigio. Le nuvole avevano ricoperto il cielo e una fitta pioggia rendeva sfocato il paesaggio esterno. Sospirò. La pioggia le aveva sempre dato una strana sensazione, positiva e negativa al tempo stesso. La pioggia lava, pulisce, ma tutto rimane bagnato e freddo fino a quando non esce il sole. Un po’ come quando si piange dopo un litigio. Le lacrime lavano l’anima portando via la rabbia; si comincia a star meglio ma si è ancora agitati. Solo il calore di un abbraccio rimette a posto la situazione.
“Laura vieni in cucina! C’è una sorpresa per te.” La voce di sua nonna che la chiamava la distolse dai suoi pensieri.
“Nonna che bello! Hai acceso il fuoco!”
“Avevi detto di aver freddo..vieni, siediti qui. Stai bene?”
“Benissimo!” Ed era vero. Il fuoco la rilassava e la riscaldava, sia fuori che dentro. Non riusciva a distogliere lo sguardo dalle fiamme che si riflettevano nei suoi occhi color miele.
Sua nonna era in piedi dietro di lei che le accarezzava dolcemente i capelli.
Con le dita seguiva le curve di quei boccoli.
“Hai dei capelli bellissimi, tesoro, come quelli delle principesse.”
Poi iniziarono a chiaccherare. Laura fu finalmente libera di parlare della sua esperienza universitaria e confessò a sua nonna tutte le sue preoccupazioni.
“Lauretta mia, quello che provi è del tutto normale. La nostalgia di casa, la distanza, il dover contare solo su te stessa e la paura di fallire sono sensazioni che, in un modo o nell’altro, proviamo tutti. Adesso tocca a te, ma non devi spaventarti. I tuoi genitori ti stanno dando una grande opportunità, per il tuo futuro. E’ vero, devono fare sacrifici per mantenerti, ma sono contenti nel farlo! Perché sono felici se tu sei felice. Non devi sentirti in colpa. Per quanto riguarda la distanza sta tranquilla, ti abituerai. E vedrai che ritornare a casa sarà sempre più piacevole e comincerai ad apprezzare piccole cose che magari prima davi per scontate, ma che stando lontana da casa ti mancano. Così riuscirai a dare un altro valore a tutto ciò che ti circonda. E se imparerai ad essere appagata con poco, sarai anche più felice, perché la felicità ha il sapore della semplicità; è scoprire lo straordinario nell’ordinario.”
Laura stava lì, immobile, seduta davanti al fuoco, ad ascoltare le parole di sua nonna, cercando di assaporare quel momento e farne tesoro nel suo cuore. Poi si alzò, abbracciò sua nonna, le diede un bacio sulla guancia e disse “Allora oggi posso ritenermi stra felice, nonna!”
“Anch’io tesoro. Dai, adesso andiamo a preparare la cena.”

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