RACCONTO

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#Fede è la certezza che cambia le circostanze. #wehaveadream

KAREN ENRIQUEZ@karenina_e

 La Vera Fede

Questa è la storia di un incontro importante su un treno Milano-Berlino, che avrebbe segnato il principio di un evento straordinario. In una bella giornata di settembre.

“A volte penso che per me sarebbe importante credere in qualcosa, perche così sentirei di avere qualcosa. E quella consapevolezza mi darebbe la forza per fare ciò che ancora devo scoprire di fare… a cosa serve avere un sogno, se poi non hai la forza per realizzarlo…?” Disse Martin, il diciottenne che pure aveva quasi tutto ciò che un diciottenne potesse desiderare. Gli ultimi tre mesi li aveva trascorsi in giro per l’Europa, tra un treno e l’altro. Martin era un fuggitivo; fuggiva dalla vita che d’ora in poi avrebbe dovuto affrontare, fuggiva dalle aspettative dei suoi genitori, fuggiva dal perenne senso di insoddisfazione. Ed era anche alla ricerca di qualcosa. Cosa cercava? Nemmeno lui riusciva a capirlo. Ora tornava a una casa che non sentiva sua, così come era partito; senza un piano, senza una meta. Era sempre stanco, molto stanco, e d’ora in poi non desiderava altro che fare ciò che fanno in tanti: lasciarsi vivere per inerzia.

“Il tuo cuore è in cerca della fede!” Gli disse a un certo punto Sofia, la donna che da tre ore condivideva con lui quel lungo viaggio di treno, e che era stata colpita dallo sguardo perso di quel ragazzino, dalla tristezza e dalla confusione che velavano i suoi occhi. Martin non sapeva bene perché, ma capiva che poteva fidarsi ad aprire il suo cuore e a rivelarle il caos interiore che lo tormentava.

“Fede? La fede è una questione complicata: non c’è niente che mi ispiri a credere. Fede nella vita? No grazie! La vita è ingiusta. Fede nelle persone? No grazie, le persone deludono. Fede in me stesso? Meglio che non ti risponda… per poter credere dovrei avere come una roccia, qualcosa che io sappia che qualunque cosa succeda non si smuoverà mai. Solo qualcosa del genere potrebbe darmi sicurezza, e io potrei credere. Ma nessuna cosa in questo mondo mi suggerisce o mi ispira un pensiero del genere. Non sono come quelli che si aggrappano alla prima soluzione suggestiva che trovano. Sofia, secondo te, qual è il punto di partenza per raggiungere la fede? “

“Devi cercare, chi cerca trova. E una volta che trovi, devi scegliere.”

“E come posso sapere di fare la cosa giusta? Tu l’hai trovata?”

“Sì, io l’ho trovata. Ma stai attento perché esistono tanti surrogati della vera fede. La VERA fede è innanzitutto pura, e se il principio è puro il resto lo è altrettanto. Soltanto la vera fede stravolgerà la tua vita, e sarà il carburante che metterà in moto il resto, e tu riuscirai a fare cose straordinarie, molto più di quanto pensavi o immaginavi.”

“Hai detto una cosa molto bella, vorrei avere quella fede, così sentirei di avere ‘quel qualcosa’. Forse la fede di cui tu parli è davvero la risposta.”

Il treno iniziò a rallentare avvicinandosi alla stazione. Sofia si alzò a prendere il suo bagaglio, rivolse uno sguardo fugace a Martin e gli disse sorridendo:

“Martin, dopotutto non sei così lontano! Hai solo bisogno di seguire una traccia, un esempio, e ogni volta che qualcuno ti chiamerà per nome, inconsapevolmente ti darà la risposta. Rifletti. E quando troverai la fede, se unisci quella forza potente ai tuoi sogni sarai come una freccia lanciata dalla mano del migliore degli arcieri. E raggiungerai l’obiettivo prefissato. Quel giorno ti ricorderai di queste parole e sorriderai al vedere il puzzle completarsi.”

“Speriamo!” Rispose Martin sorridendo.

Martin si accomodò sul sedile e il treno dopo alcuni minuti si lasciò indietro Francoforte, Sofia, le vacanze di tre mesi, le avventure, le persone conosciute, tutto. Ma quell’incontro segnò per lui un nuovo percorso; una scintilla finora sconosciuta si accese in lui: la speranza. Sapeva in fondo che non poteva pretendere che le circostanze cambiassero, se prima a cambiare non era lui; e perché lui potesse cambiare aveva bisogno della VERA fede.

Il caso volle che dopo quella giornata settembrina gli succedessero tante “strane coincidenze”, come le definiva lui, ma che in realtà non erano altro che piccole particelle che si aggregavano per generare una nuova vita: la sua. Arrivò quel giorno memorabile, in cui lui si trovò dinnanzi alla VERA fede. Questo però lui non lo sapeva, ed ebbe paura, tanta paura. La sua mente razionale cercava di attribuirle un nome, una forma, una definizione… ma definire è limitare, e ciò che lui aveva davanti non aveva limiti. Prese una risoluzione semplice: “Se non è la vera fede, la mia vita non cambierà. Ma se dovesse essere la cosa giusta, quest’opportunità non la posso perdere.”

Quel giorno, Martin trovò non solo la vera fede, ma anche il suo autore: “’IO SONO”. E fu quella fede pura che gli permise di fare dei sogni, e la forza per realizzarli, e nel tempo li raggiunse. Dopo tanti anni, mentre sedeva su una panchina, in una bella giornata settembrina, pensava a tutte le belle cose che aveva raggiunto, e pensava quanto fosse felice, quanto amasse la sua vita, e tutto ciò era grazie alla pietra angolare in cui scelse di credere; la vera fede. I suoi occhi erano colmi, non più della confusione di una volta, ma di un qualcosa che affascinava chiunque incontrasse. E gli tornarono in mente le parole di Sofia: “Quel giorno ti ricorderai di queste parole, e sorriderai al vedere quel puzzle completarsi.” E infatti lui sorrideva.

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