RACCONTO

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Un soldato torna a casa e sua moglie è lì ad aspettarlo da sempre, con la stessa luce negli occhi: esplode la fede. #wehaveadream #fede

CAROLINA PELOSI@CarolCimPelosi

 Due respiri e una sola fede

Due mani strette, due respiri affannati, due occhi sempre lucidi e due chiusi.
Melissa tiene la mano di Stefano, in quel letto di ospedale, aspettando un segnale. Un veloce movimento della mano o delle palpebre o delle labbra, qualunque cosa le faccia sentire che le sue speranze non sono vane. Sta ad aspettare da una settimana, giorno e notte, sempre accanto a lui immobile, non potrebbe essere altrove. Glielo ha promesso dieci anni fa, “nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia”, non potrebbe deluderlo.
Guarda tutto quello che il suo coraggio gli ha procurato, le flebo, le ferite, il sangue, il coma. È sempre stata orgogliosa di lui, sa di avere un eroe al suo fianco, stavolta però ha paura.

Stefano era stato convocato e aveva deciso di partire, senza esitare. Lui ce l’ha sempre avuta dentro la voglia di salvare e non gliela poteva togliere nessuno. A costo di rischiare tutto, a costo di rischiare se stesso, doveva partire.

Manca l’aria, nella stanza, Melissa si sente stordita. Vuole uscire a prendere un po’ d’aria, tanto lui resta sempre lì. Quando decide di alzarsi da quella sedia, arriva nella stanza una barella trasportata da due infermiere, adagiano la paziente sul letto e la sistemano. Una ragazza, conciata male, malissimo. Melissa la guarda inorridita, non ha neanche vent’anni, pensa.
Una delle infermiere esce, l’altra resta e le dice “Terribile, vero? È una prostituta, è stata pestata. Non aveva abbastanza soldi stasera e questo non è andato giù a qualcuno”, poi sospira e se ne va. Lei si avvicina al letto e la guarda, due occhi gonfissimi, un labbro spaccato, punti di sutura sullo zigomo. Vedere quella ragazza così fa venire una tristezza infinita, Melissa trattiene le lacrime, manda giù un magone enorme e chiude gli occhi.
Adesso ci vorrebbe davvero quella boccata d’aria. Esce sulla terrazza e respira.

Stefano si stava preparando.
Come al solito, tutti quanti si augurarono buona fortuna, si diedero le mani, si abbracciarono. Tutto più forte, però. Come se avessero brutti presentimenti. Stefano strinse in mano il braccialetto di Melissa, che portava sempre con se, e sorrise. Poi andarono.
Nessuno sapeva come sarebbe andata, cosa sarebbe successo, chi se la sarebbe cavata e chi no. Uno scontro era sempre imprevedibile, stavolta la paura la sentivano di più.
Partivano in squadra e poi si dividevano in gruppi di due o tre, facevano sempre così.

Mentre schiarisce la mente, Melissa prova a pensare al momento in cui tutto è andato male e Stefano si è ridotto così. Le vengono i brividi.

I nemici si fecero avanti e loro dovevano reagire. Stefano e gli altri due cercarono di evitare contatti diretti così presto, volevano guadagnare tempo per assicurarsi di restare vivi. Si misero dietro un enorme masso, respiravano forte tutti e tre. Respiravano il panico. Poi si guardarono e cercarono di darsi coraggio a vicenda. Di coraggio ne avevano davvero troppo. Questo bastava.

Melissa non riesce a mandare giù il nodo che ha in gola. Comincia a piangere e non può fermarsi.

Improvvisamente un rumore sordo, una granata esplose.

Lei sente di nuovo la mente annebbiarsi. Si sente debole.

Tutto diventò grigio, era tutto fumo e fiamme.

Sente la testa pesante e vede tutto girare intorno. Si accascia a terra.

Stefano tenne gli occhi aperti per un secondo, vide i suoi compagni lontani da lui, a terra.

Poi niente.

Poi niente.

Melissa si risveglia nella stanza, un dottore le da un bicchiere d’acqua zuccherata. Si da il tempo per riprendersi, chiude un po’ gli occhi, stende le gambe. E respira.
La ragazza si sveglia, con gli occhi sbarrati cerca di capire dove si trova.
Melissa percepisce il suo terrore, quasi come se fosse lei stessa a provarlo, si avvicina e cerca di tranquillizzarla. “Come ti chiami?”, le chiede. Quella con un filo di voce risponde “Anna”. Comincia a raccontarle la sua storia, rigurgita una parola dopo l’altra senza fermarsi mai, come se volesse concludere velocemente quel terribile racconto e come se conoscesse Melissa da una vita. È questione di fiducia dal primo istante, non avevano mai provato una sensazione simile, nessuna delle due. Poi Anna dice “Invece lui chi è?”, facendo un cenno col capo verso il letto di Stefano, “hai gli occhi spenti”. Melissa si volta verso Stefano, lo guarda. Una lacrima le riga il viso. Poi inizia a parlare.
Anna sta ad ascoltarla stupefatta, sente tutto l’amore e tutta la forza uscire da quelle parole, comprende il coraggio di quella coppia, il coraggio di lui di partire e il coraggio di lei di stare ad aspettarlo sempre.
“Siete un esempio magnifico, voi due. Non potete finire così, non lo permetterebbe nessuno, neanche Dio. Abbi fede, lui tornerà da te come ha sempre fatto”.
Poi, Stefano muove un dito. Muove una mano e apre gli occhi. Melissa chiama gli infermieri urlando, e i suoi occhi ricominciano a brillare. Un dottore visita Stefano e conferma a sua moglie, che ancora non ci crede, l’uscita dal coma.
Melissa si assicura che lui stia bene e decide di tornare a casa, per farsi una doccia e ridare luce a tutto, dopo la notizia dell’incidente di Stefano ha lasciato tutto com’era, tutto ha l’aria disperata. Bisogna riaccendere e riaccendersi.
Stefano adesso aspetta di stare meglio. Aspetta di poter tornare a vivere.
Adesso aspetta che Melissa vada a prenderlo per ritornare a casa, insieme.
Come sempre.
E sempre insieme torneranno.

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