RACCONTO

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#wehaveadream #dignità affrontare ogni ostacolo a testa alta con la consapevolezza di aver dato tutta te stessa!

JESSICA VIALE@JessicaMia87

 All'improvviso torna un sorriso

Era una notte d'inverno quando Mary decise di andare via di casa.
Via da un uomo troppo violento e troppo nervoso per lei; ormai l'amore si era piano piano dissolto ed era sopraggiunto l'astio. Aveva solo una valigia con pochi abiti e poche cose personali, non le importava di lasciare tutto, ma voleva solo scappare; il compagno John era fuori per lavoro, ma sapeva che doveva fare in fretta prima che lui potesse rientrare, sicuramente un'altra volta ubriaco.
Chiamò un taxi e si avviò verso l'uscita di casa, sul tavolo della cucina solo un foglietto aveva lasciato con scritto “non mi cercare, sono andata via, perché non ne posso più di essere trattata così, io valgo più di questo”. Aveva avvisato sua mamma che sarebbe andata da lei per qualche giorno e non vedeva l'ora di passare una nottata tranquilla senza dover piangere in continuazione; era stanca; stanca di una vita troppo ingiusta per lei, sempre disposta a lavorare moltissime ore in un bar squallido, per poter portare quello stipendio misero, che non bastava mai e stremata, senza forze, perché in quel rapporto d'amore aveva investito tutta se stessa.
Aveva cambiato città, perso amici, famiglia e lavoro pur di seguire lui, l'unica sua importanza di vita, pensava.
L'aveva corteggiata molto John con fiori, messaggini dolci, dediche con canzoni alla radio; sembrava un tipo apposto, tranquillo, gentile. Non passò molto che lui le chiese di spostarsi a Milano da lui, dove aveva un'impresa edile ben avviata da anni. Così lei, accettò e nel giro di qualche mese convivevano insieme, ma non passò molto tempo che iniziò la crisi. Lui cambiò comportamento, era sempre più distaccato, sempre troppo indaffarato con il lavoro per passare qualche ora con Mary, ultimamente le cose a lavoro non andavano benissimo e John aveva iniziato a bere, così tutte le sere arrivava a casa ubriaco e spesso mal menava lei, unica sua valvola di sfogo.
Aveva proprio bisogno di cambiare aria. Arrivata sulla porta di casa di sua madre, Cecilia le andò incontro e si abbracciarono per qualche minuto, sembrava non finisse mai quel intreccio di due corpi, di due donne forti ma fragili allo stesso tempo. “ Vieni tesoro che fa freddissimo qui fuori, ti preparo un bel thè caldo” la mamma sapeva subito come farla stare bene. “Mamma perdonami non ce la facevo più, pensavo fosse un uomo diverso, ma è cambiato, non potevo più stare li”.
Cecilia e Mary parlarono tutta la notte, nessuna di loro aveva sonno. Erano tranquille ma un po' in ansia se per caso John si fosse presentato. La mattina dopo andarono subito in polizia per fare una querela nei confronti dell'ex compagno, voleva stare al sicuro li a casa. Passarono i giorni e lei finalmente riprese la sua vecchia vita, trovò subito un lavoro in biblioteca, lei amava stare immersa nei libri, era una delle cose che amava di più leggere e poter sognare.
Ricominciò subito a frequentare le sue amicizie di un tempo, forse la tempesta era finita e si poteva vedere all'orizzonte uno splendido arcobaleno. Una sera tornò a casa prima dal lavoro, era il compleanno di sua mamma e le aveva fatto una mega festa. Erano giorni che preparava tutto e lei insieme a parenti ed amici aspettavo l'arrivo di Cecilia.
La porta si aprì era lei “tanti auguri” un boato di urla, risate e musica inondò la casa.
La festa iniziò, tutti spensierati e allegri, finalmente anche lei. Sua mamma era commossa, felice per questa stupenda sorpresa, poi prese in disparte Mary “Sei una persona meravigliosa, ti guardo e vedo una ragazza cresciuta, una donna in gamba, hai passato come me tanti periodi brutti nella tua vita, ma hai sempre dato tutta te stessa incondizionatamente senza mai cambiare i tuoi valori. Fai tesoro di tutto quello che ti ha dato o ti ha preso la vita, ogni cosa si supera, ci tenevo a dirtelo perché non voglio vederti più triste, tu sei la mia felicità” Mary scoppiò in lacrime e abbracciò la mamma, come una bambina che trova solo conforto e protezione in lei e ne assapora il suo odore che persiste nel tempo.
Quella notte, quando tutti andarono a casa, Mary si fece un bel bagno caldo e ripensò alle parole della mamma, le erano entrate nel cuore. “ne farò sicuramente tesoro” disse tra se...poi andò in camera si guardò allo specchio e per un nano secondo la sua mente la portò a un anno fa, quando lasciò Jonh, per un attimo le salì sulla schiena un brivido “ chissà lui..non si è mai più fatto vivo” e sorrise rinfrancata di questa cosa; si mise un filo di crema sul viso e andò a letto.
Ora poteva passare una nottata tranquilla, avevo perso un anno della sua vita, ma se l'era ripreso insieme alla sua dignità.
Era una donna forte e meritava sicuramente di più.

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