RACCONTO

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#wehaveadream La certezza che appartiene a quella #dignità nel dolore, che accetta l'offesa, ma disdegna di ripagarla con l'offesa

FLAVIA GIANNOLI@flagia3

 Dignità

La mia è una storia di sfruttamento e voltafaccia come tante purtroppo. E’ la storia di tutti quelli che decidono di accettare l’offesa senza resistere al male, cercando di mantenere la dignità di chi capisce che ha perso, ma sanno accettare la sconfitta in attesa di un riscatto, senza condannare.

C’era una volta una persona che mi sorrideva e mi assicurava la sua amicizia, una persona di cui mi fidavo. Invece nei mesi sussurrava ad un capo irascibile opportune parole, in opportuni momenti, per sottolineare mie presunte mancanze.
Alla fine ha preso per sé quello che avevo costruito con tanto lavoro ed entusiasmo.
Ho continuato a guardare negli occhi chi ha tradito la fiducia e ho continuato a ribadire solo la verità dei fatti di fronte alle false accuse, senza fare un passo indietro.
Non sempre però quegli altri occhi hanno saputo incontrare i miei.

Ho un sogno: che un giorno, anche se lontano, questa persona capisca che “tre cose non si possono nascondere: il sole, la luna e la verità” (Budda)
Penso che questo sia “dignità”.

Faccio il mestiere più bello del mondo: insegno.
A scuola non servono solo nozioni: occorre educare i nostri ragazzi ad essere autonomi e responsabili, occorre che imparino a non a farsi imboccare e guidare ad ogni passo; occorre che imparino anche a stare in rete, nel Web, per informare ed informarsi, per essere liberi di scegliere e di farsi un’opinione propria. Amo questo lavoro, come lo amano le comunità di insegnanti che insegnano agli altri insegnanti la collaborazione, il costruttivismo, il rispetto del lavoro degli altri e la condivisione dei materiali dei nostri corsi sotto licenze Creative Commons di attribuzione agli autori e ricondivisione allo stesso modo.
Eppure anche in comunità come queste c’è spazio per l’arroganza di chi vuole prendere per sé il lavoro di tutti e si comporta da “capo” e non da “leader”:

Il capo dirige, il leader istruisce.
Il capo fa paura, il leader genera entusiasmo.
Il capo dice "io", il leader dice "noi".
Il capo sa come si fa, il leader spiega come si fa.
Il capo usa le persone, il leader sviluppa le persone.
Il capo prende i crediti, il leader dà crediti.
Il capo comanda, il leader domanda.
Il capo dice “fallo, il leader dice “facciamolo”


C’è tanto spazio per la prevaricazione e quando qualcuno pretende rispetto dei propri diritti viene isolato dal “capo” e subisce ritorsioni ed umiliazioni sul lavoro.
Dove ritrovare la dignità?
Nelson Mandela diceva: “Non giudicarmi dal successo, ma da quante volte sono caduto e mi sono rialzato di nuovo”.

Ho un secondo sogno: rialzarmi senza mai stancarmi da ogni ingiustizia e prevaricazione; e ricominciare ogni volta con fiducia, nella libertà di poter essere se stessi.

Non venire meno alla propria integrità, ma senza giudicare il cuore di chi non si comporta con integrità.
Anche questo è “dignità”.

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