RACCONTO

tweet
La #speranza è un vestito che nessun essere umano dovrebbe mai smettere di indossare... #wehaveadream

NUNZIANNA PELLEGRINO@Nunziannaa

 Un grido di speranza

Dormi, sogna. Non smettere mai di farlo, perché potrebbe essere l’errore più grande della tua vita. Fa’ in modo che tutto quello che vivi sia ricco di magia, rendi uniche le tue giornate.
Vivi al massimo la tua vita, fai esperienze, quante più ne puoi. Buttati a capofitto nelle situazioni. E sorridi, sorridi sempre, fino a quando non ti faranno male i muscoli delle guance, ma tu continua a farlo, a sorridere alla vita.
Corri. Corri come se il tempo ti stesse inseguendo, corri come se avessi ali al posto delle gambe. E quelle ali usale, impiegale per sognare, senza stancarti mai.
Le ali. Da bambino mi sarebbe piaciuto averle, per potermi librare nell’aria, come fanno gli uccelli e ora vorrei che le avessi tu, per volare via da questo inferno, per poterti salvare dalle catene della tua esistenza. Crescendo ho capito che anche per noi umani erano previste delle ali, solo che ci sono state installate nel posto sbagliato. Bisogna cercarle per bene dentro di noi, prima di riuscire a trovarle. Io le mie le ho trovate. E vorrei che le trovassi anche tu.
Trova le tue ali, figlio mio. Non smettere mai di innalzarti dalla terra della normalità e fuggire lontano più che puoi. Ma la cosa che non ti dovrà mai abbandonare è la speranza. Continua a sperare, anche quando il mondo ti sembrerà andare a pezzi, anche quando tutto sembrerà pronto per la distruzione, tu continua a sperare.
Ormai è questa l’unica cosa che mi tiene in vita: la speranza. Credere che un giorno tutto possa cambiare, convincersi che è sempre troppo presto per arrendersi.
Speranza, figlio mio, il desiderio di vederti un giorno felice, voglia irrefrenabile di scoprirti a percorrere la tua strada.
Mi sento morire ogni volta che ti vedo così. Sento il peso della mia nullità, affogo nella mia incapacità di poter fare qualcosa per te. Darei la mia vita per poter salvare la tua. Inesorabilmente il mio pensiero torna al passato, ai tuoi giochi di bambino, alla tua inesauribile allegria.
Anelo alla normalità di un tempo, mentre il resto del mondo cerca di evitarla. Non sogno per te una vita speciale, così come non la sognavo per me.
Sono stato condannato a questo dolore, ma non è il mio che mi preoccupa.
Ho paura per te, mi spaventa la tua vita.
Dormi, sogna. Non smettere mai di farlo, perché sarebbe l’errore più grande della tua vita. Sogna una vita migliore, dimentica il bianco di questa stanza d’ospedale, non pensare a tutti i tubi che ti tengono attaccato ad una macchina. Pensa al tuo cuore, convincilo che ce la può fare a battere da solo. Non arrenderti, non farlo mai, neanche solo per un istante. Non lasciarti spaventare dal futuro perché lo affronterai ogni giorno con naturalezza, passerà il tempo e non te ne accorgerai neanche. Pensa alla tua vita sorridendo, convincendoti che non c’è niente di più bello al mondo.
La malattia non spegnerà mai il tuo entusiasmo, non riuscirà a sottometterti alla sua volontà. Convinci te stesso che il più forte sei tu e vedrai che niente potrà fermarti. Io mi fido di te, so che ce la farai. Non ti lascerai trasportare nel baratro della disperazione, la malattia in questo non riuscirà. Ti ha privato della tua vitalità, del tuo entusiasmo, costringendoti tra quelle lenzuola troppo bianche per la tua vita piena di sfumature di colore. Adesso ti sembra di aver perso tutto, ti mancano i tuoi pomeriggi a correre nel verde, le tue serate in cui rubavi alla notte frammenti di oscurità. Ma le rivivrai presto, figlio mio, te lo assicuro.
Anche quando ti senti il mondo addosso rimboccati le maniche e, con tutta la forza che hai nelle braccia, cerca di rialzarlo. Continua a sperare, ti prego, non smettere mai di farlo, perché la speranza è un vestito che nessun essere umano dovrebbe mai smettere di indossare. Ti tiene in vita, la speranza, mentre tutto il resto ti uccide e i pensieri ti scaraventano giù nel dirupo dell’oblio. Cerca di non permetterlo mai, perché è difficilissimo risalire.
Negli ultimi mesi ti vedo chiuso in questa fredda stanza e al posto della tua voce ascolto l’eco lugubre dei macchinari che ti tengono in vita, non vedo i tuoi occhi scrutare l’orizzonte, ma osservo il movimento apatico delle onde elettriche che registrano le tue attività vitali su un monitor.
Nonostante tutto, cerco di essere ottimista. Non mi resta altro, dal momento che non posso neppure immaginare di poter perdere la speranza e pensare invece che, da questo letto, non ti rialzerai più.

iovivoconnesso a #wehaveadream su telecomitalia.com