RACCONTO

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#libertà è essere sempre in viaggio… nel mondo e dentro se stessi. #wehaveadream

ANNA GENOTTI@annagen71

 Sono le 10 del mattino

Sono le 10 del mattino di un giorno come tanti. Sono seduta alla mia scrivania intenta a controllare, come faccio da vent’anni, i conti della mia azienda. Quando, ad un tratto, si spegne il condizionamento. Il silenzio che invade la stanza mi suscita una sensazione strana, quasi opprimente. Mi giro verso la finestra, lo sguardo scruta oltre i vetri. E’ una splendida giornata, l’aria tersa mette in risalto lo sfondo delle montagne innevate. Ogni cosa, dai tetti delle case ai campanili delle chiese, sembra più vivida. - Un cielo così non è di questa città. Eppure ricordo di averlo già visto - La memoria vaga nei meandri del mio cervello, scava sotto la spessa coltre sedimentata dal tempo e dalla quotidianità. Valica montagne e attraversa oceani per approdare in un altro luogo e in un altro tempo. Un passato non così remoto, ma percepito con i contorni sfocati. Sfumature. Colori. Odori. Sono con l’uomo della mia vita, sposata da pochi giorni. Stiamo vivendo, a modo nostro, il viaggio sognato da tanto tempo, on the road, col pensiero alla lettura di Kerouac e della Beat Generation. Viaggiamo sulla classica strada dell’ovest americano, quella per intenderci dove puoi guidare per miglia e miglia senza incrociare altra forma di vita oltre a te. La striscia nera dell’asfalto sembra una pennellata, disegnata con mano precisa, sullo sfondo ocra della terra bruciata. Decidiamo di accostare sul ciglio della strada. Scendiamo. Silenzio. Un silenzio che suona come musica alle mie orecchie. Circondata dall’immensità di questi spazi, mi sento davvero piccola e la sensazione è accresciuta dall’assenza di rumore. Ma, sembra un paradosso, questa assoluta solitudine, questo distacco surreale dal mondo abituale, non mi intimorisce, anzi, mi fa sentire in contatto diretto con il pianeta, in una sorta di consapevolezza panteistica. Un po’ come in “Avatar”: ognuno di noi è parte di un tutto immenso e sconosciuto. Lo sguardo vaga nell’immensità che mi circonda. Scruto l’orizzonte, dove sembra tuffarsi la striscia d’asfalto. Sto parecchi minuti ad osservare il paesaggio, cercando di imprimere nella mente, non solo le immagini, ma di fissare le sensazioni e lo stato d’animo che mi suscitano. D’istinto prendo una boccata d’aria a pieni polmoni. Ecco, in quel momento, mi sento davvero libera.

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