RACCONTO

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#wehaveadream #libertà è trasparenza. Solo chi è sinceramente libero è un uomo vero.

CLELIA MISIANO@cleliamis

 Nel luogo dove qualcosa si è interrotto

Clod si guarda intorno e tutto le sembra surreale, valige piene di tutto come volesse portarsi dietro un’intera vita. Sa che ogni tanto fa bene sospendere i propri privati pensieri quotidiani per fare spazio ad altro. Riparte da un terreno quasi sconosciuto come un passato che emerge dal presente, e torna a casa. Sono passati anni, forse troppi per ricordare perché fosse felice di andar via. Ha immagini sfuocate, ha smarrito i contorni e perso le sfumature, era una bambina. In mezzo a tanti altri bambini rimasti lì perchè che non hanno avuto una famiglia meravigliosa che li adottasse e li portasse via. Voleva sentirsi libera e, inaspettatamente, ha imparato a volersi bene pur essendo solo un volto anonimo, un volto nuovo in una moltitudine di volti. Ha dato tutta se stessa nello studio e nel lavoro per raggiungere ciò che desiderava, lontana dalla sua terra a Sud del mondo. L’ha dovuto fare dove non sono discriminanti le diversità, dove non sono necessari i compromessi, dove conta solo cosa sei veramente nella tua individualità. Poi si è dedicata agli altri, aiuta chi è in difficoltà con un’Associazione per l’infanzia e ragazzi disagiati. Ha deciso di farlo dove è nata. Tra pochi minuti partirà il volo che la riporta dove nulla è cambiato, dove adesso per lei nulla esiste alla stessa maniera. Tanti altri affrontano questo viaggio, tanti medici, insegnanti, un numero inaspettato di volontari ma per Clod è tutto diverso, quando ci sei passata in prima persona è necessariamente tutto diverso. Lei conosce ogni paura che tiene prigionieri, il libertinaggio confuso con libertà, l’arroganza e il male usati come difesa. Riflette proprio su questo mentre meccanicamente mostra i documenti e sale su uno di quei pullman che transitano su e giù per la pista ad accompagnare i passeggeri quando l’aereo è in sosta lontano. Occupa il suo posto e guarda distrattamente i soliti gesti delle hostess ascoltando la voce del pilota che comunica i dati esterni più qualche altra notizia. S’inizia la rincorsa per il decollo e quando sente le ruote staccarsi dall’asfalto avverte sempre una sensazione di leggerezza, scarica ogni tensione per un passato che esiste solo nella sua mente e nel modo in cui ha deciso di utilizzare il ricordo. Vuole trasmettere ciò che ha imparato, la sensazione meravigliosa di essere se stessa senza limiti e interferenze, con solo tanto amore e la certezza che il suo sentirsi libera le permette di aiutare ogni piccola creatura protagonista di una storia meno felice della sua. Durante tutto il viaggio non c’è un panorama da vedere, le immagini dall’oblò non variano. O vedi il cielo o vedi le nuvole. Capita raramente che si stia tanto a bassa quota da distinguere la zona che si sta sorvolando. Solo quando la destinazione è vicina appare la realtà, opposta a quella appena lasciata. La realtà dove si cresce senza sognare, nel torpore della rassegnazione con la consapevolezza che se l’essere umano non sogna non potrà mai trovare la sua strada. Clod ha scelto di stabilire in questa terra il suo nuovo punto di partenza, per dimenticarlo di fronte a un luogo così disastrato e proseguire. Lo fa adesso che è trasparente, sinceramente libera, una donna vera.

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