RACCONTO

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Nel futuro pessimista la #libertà si acquista. Nel futuro ottimista avremo i soldi per farlo. Dal triste presente, è tutto. #wehaveadream

FRANCESCO ARIENZO @linsociso

 Habitat

Oscar Falena in quarantasei anni di vita non era mai stato nel Paese dei suoi genitori. Che sarebbe lo stesso Paese che ha dato i natali a suo fratello, a sua sorella, ai suoi cugini e ai suoi zii. Ma anche ai suoi prozii, ai suoi nonni, bisnonni e a tutti, ma proprio tutti, quelli che in qualche modo erano suoi parenti, tranne che a lui. Ma per poco. Quarantasei anni prima, Oscar decise che era arrivato il momento di uscire dall'utero della Signora Milena Giorgione in Falena mentre lei e suo marito, Pericle Falena, abbandonavano la casa di famiglia scappando letteralmente dalla Nuova Guerra. Le contrazioni non impedirono alla Sig.a Milena di continuare a correre, né tantomeno di partorire mentre fuggiva. Varcato il confine, Oscar venne al mondo. E da quel momento né lui, né i suoi genitori, sarebbero mai potuti tornare indietro. Oscar aveva realizzato un sogno. Era nel Paese che non l'ha visto nascere. Sperava di prendere possesso della sua nuova casa prima della fine dell'anno e fortunatamente ci riuscì. Il suo più grande desiderio era quello di guardare dalla sua enorme finestra il mondo che cambiava, lasciandosi alle spalle un anno così uguale a tanti altri, per fare spazio a un anno speciale. Doveva essere per forza così; d'altronde non è da tutti festeggiare l'alba di un giorno che dà inizio a nuovo millennio: l'anno Tremila. Non rimaneva che entrare in casa. Nella casa della sua famiglia. La sua casa. I lavori di ristrutturazione erano finiti dopo sei lunghi mesi, come aveva preventivato. Inizialmente gli operai non si erano dimostrati disponibili alla richiesta di quell'uomo mai visto prima. <>, gli disse il capo cantiere; poi aggiunse, <>. La Habitat non era una semplice casa, era l'emblema della nuova abitazione e ce l'avevano tutti. Per intenderci, era quella di “Per vivere al meglio la Nuova Era”, come recitava lo slogan dell'unica pubblicità presente in tutta la città. <>, incalzò sarcasticamente l'uomo di fronte a Oscar. <> chiese pacatamente Oscar dopo aver letto il nome sul badge di riconoscimento dell'uomo. <>, rispose l'altro, <> continuò Oscar. <> L'Ing. Mitone era partito con il monologo di default con cui legittimava la sua posizione alle ignare famiglie che dovevano lasciare la propria Habitat tre anni prima del previsto, per procedere alla sostituzione con una Habitat nuova. Operazione naturalmente obbligatoria e dispendiosa, ma è per il bene di chi la abita o meglio: di chi la vive. Purtroppo, il pagamento non può essere rateizzato e se non disponete dei soldi tutti e subito, dovete abbandonare la Habitat. E' la legge. Si sa. Attenzione, l'uso della Habitat è strettamente riservato ad un unico nucleo familiare, quindi non sperate di essere ospiti di amici, parenti o semplicemente di qualcuno di buon cuore; questi ultimi, se ricordate bene, si sono estinti grazie all' Operazione Nazionale “Pietra”. E non potete nemmeno vagabondare per strada. E' la legge. Si sa. La pena da scontare in questi casi è l'allontanamento dai confini Nazionali. E' la legge. Si sa. Ah! Se vi viene in mente di tornare di nascosto, noi lo verremo a sapere immediatamente: il chip che avete sottopelle è anche gps, sistema alquanto “preistorico”, ma ancora funzionale. Quindi... non vi conviene, no. La pena da scontare in questi casi è la morte. E' la legge. Si sa. Purtroppo l'Ing. Mitone non fece in tempo a enunciare questa condanna perché Oscar interruppe il suo coito verbale immediatamente, <>, il petto dell'Ing. Mitone si gonfiò di rabbia al suono di quella parola e prima che gli esplodesse dalla bocca, Oscar lo anticipò. << “Educazione”, è vero voi la chiamate così. Io no. Io la chiamo schiavitù, mi dispiace. Non è vero. Che mi dispiace, intendo. E se permette continuo quello che avevo iniziato. Dov'ero rimasto? Ah, si...>> E quindi riprese. <> Oscar diede un'occhiata all'orologio e si avvicinò alla grande finestra. A cinque minuti dalla mezzanotte, il mondo era ormai sparito nel buio della Nuova Guerra che tutt'intorno non era mai cessata. Gli uomini accettarono di buon grado di rinunciare alla propria libertà pur di sopravvivere e poi finire nello sterminio di massa programmato. L'ultima Habitat crollò davanti ai suoi occhi, Oscar stappò lo champagne e bevve dalla bottiglia. Mezzanotte. Anno Tremila. Oscar sorrise e disse <>. E fu libero. Finalmente.

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