RACCONTO

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Chi può dire di non aver fede, guardando un fior di loto? #wehaveadream #fede

DANIEL CARDENAS@dancard00

 Fior di Loto

Il funerale ebbe luogo nella chiesa del paesino in cui avevano la loro casa di vacanze, come lei aveva chiesto prima di morire. Dopo il funerale, Alonso Tomás volle passare per il parco per sedersi un momento davanti al lago, sulla panchina dove era solito trascorrere intere serate estive insieme a lei.

Con indifferenza, il parco restava vuoto quando cominciava ad annottare: i bambini tornavano a casa e i venditori chiudevano i loro chioschi lasciando negli alberi un odore di festa che svaniva con la notte. Quando Alonso arrivò erano accesi i lampioni, le cui luci arancioni gli confondevano la vista e tardò a trovare quel posto di cui una volta conosceva tutti i dettagli. Si fermò alcuni secondi lì, in piedi, cercando sua moglie tra le ombre, mentre tutti gli alberi gli davano le spalle. Si sentiva addosso tutto il peso della morte che lo fece piombare sulla panchina. Chiuse gli occhi. Una lacrima accarezzò la sua guancia ed egli la lasciò cadere immobile mentre le luci la consumavano. Alzò lo sguardo e vide il lago della desolazione; uno specchio di tenebre in cui si riflettevano coppie di lampioni che ridevano di lui. Alonso affogava in tanta solitudine, consapevole.

L’ultimo vento gelato della notte portò da qualche parte la carezza dei capelli dell’amata che gli sussurrarono le sue parole di qualche tempo prima, sulla stessa panchina, mentre stringeva la sua mano.

“Chi può dire di non aver fede, guardando un fior di loto?”

La ascoltava, sua moglie. La sentiva come se fosse seduta al suo fianco con quel sorriso sicuro e sereno, che solo lui notava, mentre guardava estasiata un fior di loto in mezzo al lago.

Alonso, quasi senza pensarci, davanti alla vacuità della notte, con i suoi occhi marmorei, lo disegnò lì, il fiore. Voleva vedere quello che ella vide quella sera d’estate, sebbene non capisse le sue parole. La fede. Era lì, il fior di loto. Lo disegnò perfetto! Si ergeva come una corona di un bianco purissimo che vestiva di regalità tutto il lago. Lo guardò fissamente. Lo guardava. Era tanto reale che lo faceva tremare. Chiuse gli occhi e respirò la frescura di quella stella che si posava delicatamente sullo specchio della notte, ubriacandolo di pace. Parvero sorridere, le sue labbra agonizzanti. Sapeva che non c’era nessun fiore sul lago, era autunno. Lo sapeva! Però continuava a guardarlo e pensava: “Chi può dire di non aver fede?”. Con maestosa semplicità esso sorgeva puro in mezzo alle tenebre, mentre gli occhi di Alonso si riempivano di lacrime.

I primi timidi raggi di sole toccavano l’orizzonte e nel parco si risvegliavano i colori, incantati dalla notte. Alonso baciò il fiore con il suo sguardo ed esso sembrò sorridergli. Aveva la forma dell’amore. Fu il suo dialogo, la sua promessa eterna. Si mise in piedi e ripeté a bassa voce. “Chi può dire di non aver fede?”.

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