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Le iniziative di sostenibilità

31/05/2016 - 12:00

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Nel 2015 è proseguita l’implementazione del nuovo processo che definisce le attività volte al miglioramento della Corporate Social Responsibility (CSR) della supply chain, attraverso una più articolata sistematizzazione degli elementi di valutazione della sostenibilità dei fornitori nelle fasi di qualificazione, qualità entrante e vendor rating.

I fornitori sono stati classificati in base ai rischi potenziali legati alla loro performance di sostenibilità, attraverso una specifica metodologia che considera gli aspetti socio-ambientali e di continuità di business connessi ai mercati d’acquisto in cui operano. Per questo, i mercati di acquisto (cioè le categorie di acquisti omogenei tra loro) sono stati classificati in funzione di parametri quali:

  • le aree geografiche di riferimento e i rischi ad esse collegati;
  •  il potenziale impatto sull’ambiente e sulla società delle attività dei fornitori e dei prodotti/servizi forniti lungo il loro intero ciclo di vita, inclusi i rischi relativi alle violazioni dei diritti umani, del lavoro e dell’ambiente;
  • l’impatto sulla reputazione di Telecom Italia come cliente.

Quindi, è stata realizzata una matrice che, mettendo in relazione la spesa relativa allo specifico mercato d’acquisto con l’indice di rischio calcolato sulla base dei parametri elencati, ha consentito di suddividere i mercati d’acquisto in quattro classi, individuando quelli più critici dal punto di vista della sostenibilità e dell’impatto economico. I fornitori appartenenti alle classi a maggior rischio sono oggetto di audit di CSR, effettuati da personale aziendale o di aziende terze specializzate nel settore. Tali audit saranno ripetuti periodicamente per seguire l’attuazione di eventuali azioni correttive e, in caso di esito positivo, per verificare il mantenimento nel tempo del livello di prestazioni riscontrato. Gli strumenti sviluppati e utilizzati per la BU Domestic sono stati illustrati e trasferiti alla BU Brasile che sta mettendo a punto le modalità di applicazione ai propri fornitori.

Sono stati analizzati tutti i fornitori della BU Domestic al fine di valutarne il rischio socio/ambientale; nel 2015 quelli a maggior rischio sono risultati  40 (-31% rispetto al 2014 e + 33% rispetto al 2013). Sono considerati a maggior rischio sociale 20 mercati d’acquisto e i fornitori che operano nelle aree geografiche: Asia, Centro e Sud America, Nord Africa ed Europa dell’Est.

Per i lavoratori delle aziende che forniscono servizi di sicurezza in Italia è prevista l’osservanza del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza con particolare riferimento all’articolo 138 comma 2 che prevede i requisiti professionali e di formazione delle guardie giurate. In Brasile la legge 7102/83 detta le regole relative alla vigilanza privata. Prevede, tra l’altro, che tutti coloro che intendano essere assunti come vigilantes da un’impresa di vigilanza debbano aver preventivamente partecipato a un corso di formazione, effettuato da scuole accreditate dalla Polizia Federale. Dopo l’assunzione, ogni due anni i vigilantes devono seguire un corso di aggiornamento.

Nel 2014 è stato predisposto un questionario di autovalutazione da sottoporre, nella fase di qualificazione, ai nuovi fornitori appartenenti ai comparti di acquisto a maggior rischio per quanto riguarda la sostenibilità. Inoltre, vengono svolte idonee campagne di recupero per fornitori precedentemente qualificati. Il questionario, aggiornato periodicamente in funzione dei risultati e dell’evoluzione del processo di qualificazione, è stato elaborato sulla base dei principali requisiti presenti negli standard di riferimento per la gestione d’impresa responsabile, sia dal punto di vista del rispetto dei valori etici sia della salvaguardia dell’ambiente (quali SA 8000, Global Compact e ISO 14001) e delle migliori prassi industriali del settore.

Il questionario di autovalutazione di sostenibilità è integrato nell’applicativo che gestisce il processo di qualificazione dei fornitori, che automaticamente lo sottopone a tutti i nuovi fornitori che operano nei mercati classificati a rischio di sostenibilità. Per fornitori precedentemente qualificati nell’Albo fornitori di Telecom Italia, sono state effettuate le campagne di recupero. Le risultanze del questionario consentiranno l’affinamento della matrice del rischio sopra descritta.

Nel 2015 in Brasile è stato inviato un questionario di autovalutazione sui temi di sostenibilità ai fornitori il cui ordinato supera un milione di reais, che sono pari al 18% del numero totale dei fornitori. A fine 2015 sono state ricevute risposte da tutti i 357 fornitori coinvolti. I risultati serviranno ad orientare i futuri processi di selezione.

Nel mese di ottobre 2015 è stata confermata la certificazione di conformità alla norma ISO 9001:2008 del “Sistema di Gestione per la Qualità” per le Funzioni Purchasing e Service Center Logistics rientranti nella responsabilità del Business Support Office, con un particolare riconoscimento delle iniziative intraprese nel campo della sostenibilità. La certificazione ha comportato la mappatura di 23 processi delle funzioni con la definizione di 117 indicatori di performance che consentono il monitoraggio e il miglioramento della gestione dei servizi forniti a clienti interni e fornitori.

L’applicazione della policy di green procurement, che fornisce le linee guida per stabilire i requisiti ambientali dei prodotti/servizi acquistati, costituisce sempre parte integrante del processo di acquisto. La policy considera tutte le fasi di vita del prodotto: progettazione, produzione, utilizzo, fine vita. Il documento, pubblicato sul portale fornitori “Vendors Hub” di Telecom Italia e nella sezione di sostenibilità del sito telecomitalia.com, contribuisce a orientare le politiche d’acquisto a favore di prodotti e servizi a basso impatto ambientale.

Per un maggiore coinvolgimento dei fornitori nelle tematiche di sostenibilità, alcune domande del sondaggio di soddisfazione annuale (v. Iniziative di coinvolgimento) vertono sulla policy di green procurement e sui principi relativi ai diritti umani e del lavoro, nonché sulla loro implementazione da parte dei fornitori allo scopo di accrescerne il coinvolgimento nelle tematiche di sostenibilità.