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Fornitori "critici" e rischi ESG dei fornitori

29/05/2017 - 18:00

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Fornitori "critici" – il Key Risk Indicator

Nell’ambito del processo di valutazione e monitoraggio dei Fornitori la «rischiosità dei fornitori» è uno degli aspetti fondamentali che vengono esaminati: lo strumento adottato. cioé il Key RisK Indicator (KRI), nasce dalla necessità di strutturare in modo sistemico le valutazioni svolte ad esempio in termini di Qualificazione, Vendor Rating, Qualità Entrante, Valutazione Economico Finanziaria.

In questo modo il KRI è uno strumento applicabile all’universo dei Fornitori/Subappaltatori già in Albo e a quelli potenziali, consentendo di avere un quadro esaustivo dei fattori di rischio dei fornitori nell’ambito del processo di acquisto, anche in relazione ai mercati nei quali operano, mediante l’utilizzo di specifici indicatori di performance.

Lo strumento definisce 3 principali classi di fattori di rischio: strategico, operativo e finanziario. A questa valutazione si aggiunge quella legata al rischio sul settore di mercato in cui il fornitore opera.

Lo strumento dà luogo, per ciascun fornitore,  all’indicatore di rischio che si colloca in fasce di rischio e fasce di valutazione con relative azioni da intraprendere. I fornitori individuati come critici sono quelle la cui valutazione conduce a una fascia di rischio elevata e a una fascia di valutazione bassa.

L'analisi dei rischi sociali, ambientali e di governance dei fornitori

Per la valutazione dei rischi afferenti alla sostenibilità dei propri fornitori (i cosiddetti “Rischi ESG” - Environmental, Social and Governance), TIM adotta un approccio duale che considera:

  • i rischi intrinseci del settore industriale di ciascun fornitore (chiamato “mercato d’acquisto”);
  • il rischio dei singoli fornitori in base alle risultanze di questionari e audit di sostenibilità.

I rischi dei Mercati d’Acquisto

Secondo il modello di gestione dei rischi ESG dei fornitori adottato da TIM, le fasi dell’analisi dei mercati d’acquisto riguardano:

  • l’individuazione dei rischi e la definizione di una metrica appropriata;
  • la valutazione del rischio ESG di ciascun mercato d’acquisto;
  • l’individuazione di quattro principali classi di rischio definite sulla base del rischio ESG e dello “spending”, ovvero dell’esborso di TIM per gli acquisti effettuati in un determinato mercato (settore):

AA = alto rischio ESG, alto spending
AB = alto rischio ESG, basso spending
BA = basso rischio ESG, alto spending
BB = basso rischio ESG, basso spending

I rischi ESG del singolo fornitore

Al singolo fornitore viene assegnato un profilo di rischio ESG determinato:

  • dai risultati degli audit socio/ambientali condotti su quel fornitore e su eventuali subappaltatori;
  • dal risultato del questionario di sostenibilità somministrato da TIM;
  • dal mercato d’acquisto all’interno del quale si colloca il fornitore.