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Le emissioni atmosferiche di Telecom Italia - I dati

18/05/2017 - 16:00

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Le emissioni di gas ad effetto serra del Gruppo sono costituite quasi esclusivamente dall’anidride carbonica e sono da ricondursi all’utilizzo di combustibili fossili, per riscaldamento, autotrazione, produzione di energia elettrica, acquisto di energia elettrica prodotta da terzi e agli spostamenti del personale (in occasione di viaggi di servizio o per spostamenti casa-lavoro). Vengono inoltre considerate e convertite in kg di CO2 equivalente anche le dispersioni di gas idroclorofluorocarburi (HCFC) e idrofluorocarburi (HFC) dagli impianti di condizionamento.

Anche per la rendicontazione delle emissioni in atmosfera vengono seguite le linee guida del Global Reporting Initiative che rimandano alle definizioni del Greenhouse Gas Protocol (noto anche come GHG Protocol), distinguendo tra:

  • emissioni dirette - Scope 1: utilizzo di combustibili fossili per autotrazione, riscaldamento, generazione di energia elettrica;
  • emissioni indirette - Scope 2: acquisto di energia elettrica a uso industriale e civile;
  • altre emissioni indirette - Scope 3.

Le emissioni in atmosfera riportate nel Bilancio di Sostenibilità, salvo diversa indicazione, sono state calcolate in base ai coefficienti pubblicati dal GHG Protocol.

Le emissioni di gas serra del Gruppo, le strategie, gli interventi, la gestione dei rischi e delle opportunità, vengono comunicate ogni anno anche attraverso il questionario sui cambiamenti climatici del CDP. Nel 2014 e nel 2015 l'Azienda è stata inserita nel Climate Disclosure Leadership Index (CDLI) del CDP per l'Italia, grazie ai risultati ottenuti e alla completezza e trasparenza delle informazioni fornite. Nel 2016 il CDP ha introdotto un nuovo meccanismo di valutazione, in base al quale TIM è stata classificata al livello B.

Indicatore di Intensità di Carbonio

TIM misura anche la "carbon footprint" della BU Domestic mediante un indicatore che mette in relazione le emissioni dirette e indirette di CO(Scope 1 e Scope 2) causate dallo svolgimento delle proprie attività, e misurate in kg, con il servizio offerto alla clientela in termini di Tbit trasmessi.

Vengono presi in considerazione i valori di traffico dati e voce da rete fissa/mobile e le emissioni dirette generate dal consumo di combustibili fossili per riscaldamento, autotrazione e autoproduzione di energia elettrica, e quelle indirette legate all’acquisto di energia elettrica prodotta da terzi.

Nel 2016 il valore dell’indicatore è sensibilmente aumentato: +268%  rispetto al 2015 e + 199% rispetto al 2014. Ciò è dovuto alla decisione di non investire, in Italia, nell’acquisto di garanzie d’origine, che certificano l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, come nei due anni precedenti, ma piuttosto in interventi di efficienza energetica. Conseguentemente sono aumentate in modo considerevole le emissioni da acquisto di energia elettrica da fonti miste (Scope 2). Il traffico trasmesso è aumentato del 36% rispetto al 2015 e dell’87% rispetto al 2014.