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La Digital Inclusion geografica

03/08/2017 - 11:15

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Per fronteggiare il divario tecnologico generatosi nelle cosiddette zone marginali del territorio italiano, che altrimenti resterebbero escluse dai programmi ordinari degli operatori di telecomunicazione a causa della scarsa redditività degli investimenti, tra il 2005 e il 2016 TIM ha realizzato un programma d’investimenti straordinari che ha permesso di fornire la copertura ADSL (copertura lorda1 > 70%) a circa 7.700 comuni in totale (4.350 comuni in più rispetto a dicembre 2005).
A dicembre 2016 TIM ha attivato il servizio ADSL in circa 9.670 centrali, di cui 8.425 con portante in fibra ottica. Oltre al piano di estensione delle coperture, TIM ha affiancato un piano integrativo di ampliamento della rete attiva, laddove necessario, per garantire la piena fruibilità del servizio da parte dei clienti e lo sviluppo della digital inclusion.

Nella tabella seguente si riportano le percentuali di copertura a dicembre degli ultimi tre anni.

Percentuali
  2016

2015

2014

 Copertura  ADSL(*) 99,31

99,10

98,75

Copertura UMTS e HSDPA (**)

>97,00

96,00

96,00

Copertura LTE (**)

>96,00

>88,00

77,00

Copertura Next Generation Plan (telefonia fissa) (***)

                                

58,9

>42,00

28,10

(*) La percentuale si riferisce alle linee telefoniche fisse di TIM.
(**) La percentuale si riferisce alla popolazione residente. I valori di copertura possono subire variazioni con riferimento agli aggiornamenti ISTAT e di urbanizzazione.
(***) La percentuale è determinata dal rapporto tra il numero di unità immobiliari sottese ad “armadi” raggiunti dalla fibra ottica in accesso (o servibili direttamente da centrale se a distanze accettabili) ed il numero totale delle unità immobiliari che hanno attive o hanno avuto in passato linee telefoniche.

Per favorire la digital inclusion e la conseguente copertura delle aree geografiche a “fallimento di mercato”, TIM non può prescindere da interventi congiunti “pubblico-privato”.
Le modalità d’intervento finora seguite sono state essenzialmente due, entrambe pienamente in linea con le norme europee in materia di concorrenza:

  • la prima è caratterizzata da un approccio “centrale” che vede la collaborazione con Infratel Italia S.p.A. (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia)[3], il soggetto pubblico che realizza le infrastrutture passive di rete a banda larga (cavi in fibra ottica) organiche e integrate sul territorio nazionale, con l’obiettivo di diffondere la digital inclusion nelle aree a minore redditività del Paese;
  • la seconda modalità è contraddistinta da un approccio “locale”, fondato sulla collaborazione con le regioni che promuovono i progetti volti a aumentare la digital inclusion, per esempio attraverso forme di finanziamento imperniate su gare pubbliche secondo il c.d. “modello claw-back” che prevede l’assegnazione di contributi a compensazione della mancata redditività degli investimenti.


[1]I dati di Copertura Ufficiale di TIM, si riferiscono alla copertura tecnica della popolazione telefonica (in termini di linee a 64 kbit/s equivalenti) al lordo delle aree non tecnicamente servibili a causa delle caratteristiche della rete di accesso in rame (presenza di apparati numerici quali ad esempio MPX, UCR o MD48, eccessiva distanza dalla centrale, ecc).
[2] Il piano è costituito dagli interventi che garantiscono la piena fruibilità del servizio da parte dei clienti attraverso l’ampliamento della capacità degli apparati utilizzati, sia in termini di porte utente sia di ampiezza della banda disponibile sulla rete internet. Tecnicamente si parla di attività di desaturazione degli apparati DSLAM, svolte preventivamente o al superamento di soglie definite di qualità e disponibilità del servizio broadband”.
[3] La Società è stata costituita su iniziativa del Dipartimento di Comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’Impresa ed è il soggetto attuante del Programma Banda Larga.

LA RETE: EVOLUZIONE E PROSPETTIVE

Continua il nostro impegno a rendere sempre più veloce la diffusione delle tecnologie a banda ultralarga nel Paese. Vogliamo che nel 2019 la rete di nuova generazione in fibra NGN (Next Generation Network) raggiunga circa il 99% delle case degli Italiani e quella mobile LTE (Long Term Evolution) oltre il 99% della popolazione, avvicinandoci così ai target previsti dall'Europa.

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