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L'impegno di Telecom Italia contro la corruzione

Telecom Italia da sempre si impegna per arginare il fenomeno della corruzione, riconosciuto ampiamente nel nostro Paese come il principale ostacolo alla crescita economica e sociale e al benessere dei cittadini.

Le attività del Gruppo sono, infatti, condotte nel rispetto delle normative di riferimento e dei principi etici ispirati ai valori di trasparenza, correttezza e lealtà.

Ad oggi non è stato riscontrato alcun episodio di corruzione nelle società del Gruppo, né sono stati avviati procedimenti legali per motivi di corruzione contro le società del Gruppo negli ultimi tre anni.

Identificare, prevenire e controllare i rischi di corruzione

Il Modello Organizzativo 231 ex D. Lgs 231/01 e la  Policy Anticorruzione di Gruppo sono gli strumenti adottati per l'identificazione, la prevenzione e il controllo dei rischi di corruzione.

Il Modello Organizzativo 231 del Gruppo Telecom Italia, che comprende il Codice Etico e di Condotta del Gruppo, i “Principi Generali di Controllo Interno”, i  “Principi di Comportamento nei rapporti con soggetti terzi” e gli “Schemi di Controllo Interno”, viene verificato e aggiornato di volta in volta in base evoluzioni legislative di riferimento.

Il Modello Organizzativo 231 costituisce inoltre un componente integrante del Compliance Program di riferimento per l'applicazione delle normative anti-corruzione, quali FCPA e UK Bribery Act.

La Policy Anticorruzione del Gruppo Telecom Italia

Secondo la Policy Anticorruzione adottata dal Gruppo è vietato ricevere, pretendere, corrispondere, offrire e autorizzare, direttamente o indirettamente, compensi di qualunque natura, regali, vantaggi economici o altra utilità da, o a, un soggetto pubblico o privato e/o l’ente da esso direttamente o indirettamente rappresentato che siano suscettibili di essere interpretati come volti a influenzare indebitamente i rapporti tra le Società del Gruppo e il citato soggetto e/o l’ente da esso direttamente o indirettamente rappresentato, a prescindere dalla finalità di perseguimento, anche esclusivo, dell’interesse o del vantaggio della singola Società o del Gruppo.

In questo ambito, in particolare, è proibito corrispondere od offrire, in via diretta o indiretta, contributi, vantaggi o altre utilità a partiti o movimenti politici e alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, né a loro rappresentanti o candidati, fermo il rispetto della normativa applicabile.

Inoltre non sono ammessi i “facilitation payment”, cioè i pagamenti, anche di piccole somme, non ufficiali che vengono effettuati al solo scopo di velocizzare, favorire e assicurare la realizzazione di un’attività comunque prevista nell’ambito dei doveri dei soggetti pubblici o privati con cui le società del Gruppo si relazionano.

Le aree sensibili individuate per la quali è previsto un monitoraggio specifico del divieto di pratiche corruttive risultano:

  • omaggi e spese di rappresentanza;
  • eventi e sponsorizzazioni;
  • liberalità/quote associative/no profit;
  • finanza agevolata;
  • acquisti di beni e servizi/fornitori;
  • consulenze, intermediazioni, rapporti con business partner;
  • joint venture, acquisizioni e cessioni.

formazione

Uno dei punti di forza del Compliance Program del Gruppo Telecom Italia è la formazione: Telecom Italia ha effettuato due campagne di formazione sul Modello Organizzativo 231 indirizzate a tutti i dipendenti con modalità e-learning e con formazione in aula per i livelli manageriali.

In Brasile sono state realizzate attività formative su ambiti anticorruzione, con focalizzazione sulla nuova legge anti-corruzione adottata a livello locale. 

INiziative

Telecom Italia è membro del Gruppo di Lavoro “231 e Legalità” organizzato nell’ambito delle iniziative di Confindustria.
Nel corso del 2015, Telecom Italia ha partecipato ai gruppi di lavoro istituiti presso il Business 20 (B20) per l’implementazione delle raccomandazioni formulate a livello di G20/B20 su tematiche anticorruzione e, in particolare, per lo sviluppo di un toolkit internazionale di formazione indirizzato alle piccole e medie imprese (PMI), presentato al Summit G20 di Antalya nel novembre 2015.

Anticorruption Reporting

Telecom Italia ha ottenuto un quarto posto nel TRAC (Transparency in Reporting on Anti-Corruption) Telecom Report 2015, relativamente all’adozione di un anti corruption program; la valutazione è stata effettuata a livello mondiale dall’organizzazione internazionale Transparency International ed ha interessato 35 società di telecomunicazioni.