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Controlli di sostenibilità sui fornitori che producono nei Paesi in via di sviluppo

21/07/2015 - 15:00

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Telecom Italia ha aderito insieme ad altri importanti operatori di telecomunicazioni all’iniziativa denominata Joint Audit Cooperation (JAC).

Il JAC è un’iniziativa congiunta tra operatori di telecomunicazioni, nata con lo scopo di verificare, valutare e promuovere l’applicazione dei principi e delle migliori prassi di Corporate Social Responsibility (CSR) presso i siti produttivi delle più importanti aziende multinazionali del settore delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) da cui essi acquistano prodotti e servizi.

I membri del JAC mettono in comune risorse e competenze per sviluppare un approccio efficace e di lungo termine nell’applicazione dei principi di Corporate Social Responsibility a livello internazionale e nei diversi livelli della supply chain.

Il JAC è stato costituito da Deutsche Telekom AG, France Telecom S.A. (che ha cambiato la propria denominazione sociale in Orange S.A. nel 2013) e Telecom Italia S.p.A. che, nel gennaio del 2010, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. I membri fondatori, a seguito di questo accordo, hanno definito il processo e sviluppato gli strumenti funzionali all’attività che è diventata operativa nel giugno del 2010 con l’inizio della prima campagna di audit.

Successivamente hanno aderito al JAC: nel 2011 Belgacom SA (che ha cambiato la propria denominazione sociale in Proximus SA nel 2015), KPN B.V., Swisscom  Ltd., Vodafone Group Services Limited, nel 2012 Telenor ASA e Teliasonera AB e nel 2013 Verizon. A fine 2013, il numero di operatori impegnati nell’iniziativa è pari a 10.

I prerequisiti, che ogni membro della JAC deve soddisfare, sono i seguenti:

  • garantire, nella propria organizzazione, la presenza di una funzione - delegata a gestire le problematiche di CSR nell’ambito degli approvvigionamenti - che disponga di risorse esperte e adeguate;
  • avere in essere, o prevedere di stipulare, un contratto con una società di audit di terza parte specializzata nella conduzione di audit “in situ” a livello internazionale;
  • avere almeno un fornitore in comune con almeno altri due dei membri dell’iniziativa;
  • essere disposto ad accettare i termini del protocollo d’intesa originale e dei relativi supplementi che definiscono i termini della cooperazione;
  • impegnarsi a rispettare gli obblighi di confidenzialità e non divulgazione delle informazioni riservate, già concordati e sottoscritti dai membri di JAC e dai fornitori soggetti ad audit;
  • sostenere gli oneri economici degli audit “in situ”, che organizzerà e condurrà a nome del JAC.

L’adesione all’iniziativa non prevede per ora oneri associativi.

L’iniziativa è basata su un programma coordinato di audit di CSR condotti “in situ”, secondo una metodologia comune di verifica che comprende, ove necessario, anche la definizione e l’attuazione di piani di azioni correttive. Ogni membro del JAC ha la responsabilità di condurre e portare a termine, a proprie spese e a nome di tutti i membri, l’intero processo di audit nei confronti della quota di fornitori comuni assegnatagli in base ad un criterio equo di distribuzione delle attività.

L'attività di audit è basata sulle seguenti azioni:

  • preparazione: conoscenza del sito presso cui deve essere condotto l’audit;
  • coinvolgimento di auditor esperti: gli audit sono eseguiti da società di audit attive in ambito internazionale, aventi specifiche competenze nella valutazione di problematiche sociali e ambientali nell’area geografica in cui si trova il sito presso cui deve essere condotto l’audit;
  • sottoscrizione di accordi di confidenzialità: accordi di non divulgazione di informazioni riservate vengono sottoscritti con i fornitori interessati agli audit e i risultati degli audit sono condivisi esclusivamente fra i membri del JAC;
  • applicazione della metodologia: utilizzo di check list di audit, basate su standard internazionali di riferimento, quali SA8000 e ISO 14001, sviluppate dai membri del JAC. Analisi documentali e visite presso gli impianti, comprensive di interviste ai lavoratori;
  • redazione della relazione conclusiva: descrive i risultati dell’audit, basati su evidenze oggettive;
  • cooperazione con i fornitori: basata sulla reciproca consapevolezza che la gestione dei rischi di CSR è uno dei fattori chiave per uno sviluppo sostenibile e responsabile.

L’Operational Board del JAC si riunisce su base settimanale per concordare la programmazione degli audit, validare le relazioni conclusive e verificare lo stato d’implementazione delle azioni correttive. Queste riunioni contribuiscono all’ottimizzazione delle valutazioni di CSR grazie alla condivisione delle migliori prassi ed esperienze che rendono l’iniziativa più efficace.

La Leadership Assembly del JAC, costituita da rappresentanti di alto livello delle rispettive funzioni Acquisti e CSR dei membri, si riunisce quattro volte l’anno (due in tele conferenza e due “de visu”) per verificare i risultati delle campagne di audit e assumere decisioni in merito ai passi successivi.

 

 

 

Le attività condotte dal JAC permettono di ottimizzare sia il processo di audit sia i costi associati, con ricadute positive per gli operatori e i loro fornitori:

  • i fornitori ricevono un’unica richiesta di audit, a nome di tutti gli operatori membri del JAC;
  • i fornitori traggono vantaggio dal fatto che il processo di audit si basa su un’unica metodologia di riferimento;
  • gli operatori possono ottimizzare il processo di valutazione della perfomance di CSR dei fornitori e di messa in atto delle azioni di miglioramento necessarie grazie alla condivisione di esperienze e migliori prassi.

Le campagne di audit sono state condotte, fino a dicembre 2011, da Deutsche Telekom, France Telecom e Telecom Italia e, in seguito, anche dai nuovi membri del JAC. Fino a Dicembre 2013, sono stati eseguiti complessivamente 112 audit presso stabilimenti produttivi di fornitori ICT situati in Cina, Taiwan, India, Giappone, Corea del Sud, Europa dell’Est, Nord Africa e America del Sud, ed hanno riguardato complessivamente circa 400.000 lavoratori.

Sono stati verificati circa 15.000 requisiti, e nel corso dell’attività di audit sono state riscontrate non conformità di diverse tipologie, per le quali sono stati redatti specifici piani di azioni correttive in cui sono state definite le modalità e le tempistiche di soluzione, che variano in funzione della tipologia delle non conformità. L’attuazione di questi piani è costantemente monitorata dai membri del JAC.

L’aumento del numero di operatori di telecomunicazioni aderenti, ha portato a 71 il numero di fornitori diretti coinvolti nell’iniziativa, gettando le basi per una più efficace collaborazione con i fornitori stessi, volta ad assicurare soluzioni a lungo termine delle problematiche di CSR e l’estensione degli standard CSR agli altri livelli della supply chain.

Le Linee Guida hanno lo scopo di informare fornitori, subfornitori e stakeholder sulle aspettative dei membri dell’iniziativa in merito alla gestione sostenibile delle attività delle imprese da cui vengono acquistati prodotti e servizi e di fornire loro uno strumento per misurare e migliorare la propria performance in tema di sostenibilità.

La prima versione delle Linee Guida è stata presentata al terzo Forum organizzato dal JAC, che ha avuto luogo a Chengdu, Cina, nel Gennaio 2014 con il titolo “CSR, an integrative driving force”. Nel mese di Luglio 2015 JAC ha pubblicato una versione aggiornata delle Linee Guida: agli indicatori di performance (KPI) già inclusi nella prima versione sono stati aggiunti specifici indicatori per la misura della performance ambientale insieme ad alcuni strumenti per il calcolo dei consumi energetici e delle emissioni di gas a effetto serra. Inoltre il paragrafo sui minerali provenienti da aree di conflitto (Conflict Minerals) è stato rielaborato per fornire un'indicazione più puntuale dell'approccio seguito da JAC al riguardo.

JAC sta sviluppando ulteriori indicatori di performance, che verranno aggiunti alle Linee Guida non appena disponibili.