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Quando si dice qualità: quattro domande sulle certificazioni

20/07/2017 - 08:45

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Per parlare del tema delle certificazioni di qualità, capire come funzionano e cosa rappresentano, abbiamo intervistato Alena Trifirò, Responsabile del Sistema di Gestione dell’Energia per la ISO 50001 di TIM

Le certificazioni sono comunemente sinonimo di qualità ma è davvero così? Perché?  
Le certificazioni ISO (International Organization for Standardization) costituiscono un “bollino di qualità” per le aziende o per le organizzazioni, sia pubbliche che private, che le conseguono.
Si tratta di un gruppo di norme e di linee guida che definiscono i processi “qualitativi” dei sistemi di gestione all’interno di un’organizzazione.
Questi processi possono essere legati alla qualità (come la ISO 9001 che è la “regina delle certificazioni”) oppure all’efficienza energetica (come la ISO 50001).
Un’azienda certificata, di fatto, dice al cliente «io lavoro bene» perché ho raggiunto obiettivi precisi, utilizzo processi produttivi efficienti, efficaci e ottimizzati, con conseguente risparmio sul piano economico e maggior redditività aziendale, maggiore competitività sul mercato, nazionale ed estero, e miglioramento dell’immagine aziendale.
Le norme ISO forniscono un metodo per strutturare meglio azioni che vengono in ogni caso realizzate dalle aziende e stabiliscono un criterio per verificarne e migliorarne periodicamente l’efficacia.
In generale, le norme ISO  definiscono metodi e specifiche tecniche di lavoro che si adottano su base volontaria e sono riconosciute a livello internazionale, in modo da favorire l’utilizzo di un linguaggio comune e  uno standard riconosciuto nella maggior parte dei Paesi.

Intervista a Alena Trifirò, Responsabile del Sistema di Gestione dell’Energia per la ISO 50001 di TIM

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Come funzionano le certificazioni

1 - pianifico le azioni per ridurre il mio impatto energetico o ambientale

2 - le metto in pratica

3 - controllo se funzionano

4 - agisco

Come funziona il meccanismo della certificazione  ISO 50001 e in cosa consiste?
Il meccanismo delle certificazioni è basato sul ciclo “Plan-Do-Check-Act” che significa, nel caso della ISO 50001: Pianifico le azioni per ridurre il mio impatto energetico o ambientale –le metto in pratica-controllo se funzionano-agisco. Il tutto attraverso la costruzione di un sistema di gestione.  Per tenere sotto controllo i propri processi e le proprie attività, le aziende o le organizzazioni solitamente applicano un insieme di regole e procedure che rappresentano il Sistema di Gestione. Di sistemi di gestione ce ne sono diversi:  il sistema di gestione qualità (90001), il sistema di gestione ambientale (14001)  e il sistema di gestione dell’energia (50001).
In questo modo le aziende riescono a migliorare sistematicamente le proprie performances, ponendosi degli obiettivi in un’ottica di miglioramento continuo. Il processo deve essere sostenuto da evidenze, cioè deve essere possibile dimostrare, verso soggetti terzi, che la propria attività soddisfa i requisiti della norma.
Puoi raccontarci il lavoro che c’è dietro una certificazione per una grande azienda come TIM? Per ottenere la ISO 50001 avete creato un gruppo di lavoro?
La nostra azienda è una realtà molto complessa in cui vi sono molti attori, quindi definire responsabilità e processi che possano avere impatto sull’energia per un singolo sito, oggetto di certificazione, è un’ “impresa” piuttosto complicata. Nel caso della certificazione ISO 50001, la maggiore difficoltà che abbiamo incontrato è dovuta al fatto che i nostri impianti sono molti e molto differenti tra loro: centrali, data center, stazioni radio base, uffici…
E’ indispensabile, quindi, un lavoro di squadra considerevole, in cui ciò che conta è l’obiettivo finale che deve essere comune e condiviso, cioè l’uso il più possibile razionale ed efficiente delle risorse energetiche del sito da certificare. Occorre uno scambio continuo di informazioni, collaborazione, disponibilità nonché competenze specifiche da parte di tutti gli attori coinvolti. In questo la norma della ISO 50001 viene in aiuto, perché impone la creazione di un Energy Team che deve essere adeguatamente formato per supportare l’azienda nell’attuazione della norma.
La cosa più bella di questa attività è che nel tempo abbiamo visto crescere la competenza delle persone, le quali stanno diventando parte attiva e proattiva nei processi di efficientamento. In questo modo il meccanismo della certificazione diventa un vero e proprio “modus operandi” che può essere esteso a tutti i livelli dell’organizzazione, con benefici per tutta  l’azienda.

E’ indispensabile ... un lavoro di squadra considerevole, in cui ciò che conta è l’obiettivo finale che deve essere comune e condiviso, cioè l’uso il più possibile razionale ed efficiente delle risorse energetiche del sito da certificare.

Alena Trifirò

Cosa vogliamo fare


ESTENDERE IL NOSTRO PERIMETRO DI CERTIFICAZIONE, inserendo anche una CENTRALE

Quali sono i prossimi passi a livello di certificazioni sul fronte dell’efficienza energetica?
Innanzitutto intendiamo estendere il nostro perimetro di certificazione. Mi spiego: uno dei primi compiti della certificazione è proprio quello di identificare il campo di applicazione e il perimetro. Il perimetro rappresenta i confini geografici o organizzativi, come definito dall’organizzazione, mentre il campo di applicazione è l’insieme di attività, strutture e decisioni che l’organizzazione processa tramite un sistema di gestione dell’energia e i prossimi passi andranno proprio nella direzione dell’estensione del perimetro di certificazione.
Nel caso di un’azienda/industria con unico stabilimento, la risposta è semplice. Invece nel caso di TIM – che è un’azienda multisito, complessa ed eterogenea anche dal punto di vista della tipologia dei siti e della loro distribuzione sul territorio nazionale -  definire il perimetro di certificazione, ovvero “quali e quanti” siti certificare, ha rappresentato la prima sfida da superare. Al momento, i siti già certificati sono 3, ciascuno dei quali rappresenta  una tipologia di edificio presente in TIM: Roma, Parco de’ Medici, come sede uffici, Bologna, via Stendhal, come sede “promiscua” (uffici e centrale) e Rozzano, viale Toscana, come sede di Data Center.  Stiamo lavorando per inserire nel perimetro di certificazione anche una centrale.