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Social Food: per combattere lo spreco di cibo

27/11/2015 - 17:30

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Al progetto Social Food - i cui aspetti innovativi sono rappresentati dalla mappatura dello spreco e dalla diffusione di una tecnologia ICT a scopi sociali -  è stato assegnato il Premio Speciale TIM-WithYouWeDo nel corso di Sodalitas Social Innovation 2015: LVIA ha la possibilità di raccogliere fondi su WithYouWeDo, la piattaforma di crowdfunding di TIM.    

Per saperne di più su questo progetto abbiamo intervistato Nicoletta Gorgerino,  Social Media manager LVIA, la ONG di cooperazione che l'ha ideato e portato avanti.
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Nicoletta Gorgerino,  Social Media manager LVIA, riceve il Premio Speciale TIM-WithYouWeDo da Angelo Melpignano, Telecom Italia

Il nostro progetto è finalizzato a ridurre l’impatto economico e ambientale dello spreco alimentare: in Italia infatti, se da un lato il 9% della popolazione ha difficoltà nell’accesso al cibo, il 16% della produzione ortofrutticola è sprecato in fase di raccolta.

La creazione di un WebGIS, ossia un sistema informativo geografico on line - sviluppato e utilizzato in open-source – permette di connettere i produttori provvisti di eccedenze di cibo con gruppi di cittadini-spigolatori coordinati da associazioni del terzo settore. Questi ultimi si faranno carico della raccolta e della redistribuzione delle eccedenze a famiglie numerose e di migranti.

Il progetto prevede una fase-pilota di sperimentazione sul territorio di Lagnasco (CN) a forte vocazione ortofrutticola, in collaborazione con una delle più grandi Organizzazioni di Produttori del Nord Italia, con l’obiettivo di replicarlo su altri territori.

 

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Il digitale e l’innovazione tecnologica sono fondamentali nello sviluppo e nella realizzazione di questo progetto.

Grazie alla collaborazione con la Aeditsrl - spin off della Scuola Superiore  Sant’Anna di Pisa, specializzata nello sviluppo di strumenti informatici applicati al settore agricolo per sostenere reti di monitoraggio agro-ambientale, la piattaforma “Spigolatura 2.0” – e la relativa APP - consentirà:

  • La raccolta dei dati geografici dell’area selezionata e l’organizzazione dei dati sullo schedario degli appezzamenti delle cooperative coinvolte;
  • L’organizzazione della banca dati geografica degli appezzamenti di terreno dei produttori interessati a partecipare al progetto grazie alle segnalazioni delle associazioni dei produttori;
  • La segnalazione da parte dei produttori - direttamente o mediati dalla OP di appartenenza -  delle loro disponibilitàdi prodotti in campo da raccogliere; potranno definire i campi che mettono a disposizione, l’inizio e la durata della disponibilitàed aggiungere altre note comportamentali rivolte agli spigolatori;
  • La gestione dell’anagrafica delle associazioni coinvolte per il coordinamento delle attivitàdi spigolatura; ogni associazione potràdescrivere la propria attività, gestire i soggetti ad essa associata, dichiarare la destinazione d’uso del prodotto recuperato, localizzare la propria sede ed il bacino di utenza, definire la disponibilitàdi massima spaziale e temporale;
  • L’interfaccia di “match-making”: l’animatore locale della rete in funzione delle disponibilitàdei produttori comunicheràalle organizzazioni di spigolatori le superfici e le date disponibili alla raccolta; le associazioni possono dare la loro disponibilitàe l’animatore locale confermeràgli appuntamenti per le attivitàdi raccolta;
  • La segnalazione delle attivitàsvolte da parte degli spigolatori, che tramite un’app potranno definire le quantitàraccolte, localizzare l’area di intervento ed aggiungere del materiale multimediale per documentare l’attività; sul portale verràcreata un’area che aggrega tutte queste informazioni documentando le attivitàdel progetto;

Oltre alla sezione per la gestione di progetti specifici di spigolatura verràcreata una sezione ad accesso libero del sito per permettere ai visitatori del sito di scegliere una localitàe di inserire una manifestazione di interesse al progetto, sia come produttori agricoli che come spigolatori, o associazioni interessate a partecipare. Le richieste inserite dagli utenti verranno validate dall’amministratore del sito e verranno rese accessibili agli utenti del sito.

Questa sezione potrà essere utilizzata per valutare nuove aree dove estendere/trasferire le attivitàtestate nella zona pilota.

Crediamo fortemente che i nuovi strumenti dell’era digitale siano imprescindibili per generare un cambiamento nella società.
La rete ha la grossa potenzialità di stabilire relazioni altrimenti impossibili e fare incontrare persone secondo criteri che vanno al di là della prossimità fisica, agendo su interessi e passioni. Il singolo utente del mondo virtuale risulta perciò parte di un network che moltiplica la forza e la motivazione verso il cambiamento.

Il crowdfunding per essere vincente deve partire dalle relazioni in essere nella nostra realtà di associazione: con i soci, con i donatori, con i volontari, con le scuole con cui lavoriamo, con i simpatizzanti. Solo il coinvolgimento iniziale di questa rete permette, come un effetto a valanga, di raggiungere, anche grazie alle potenzialità dei social media e di tutti gli strumenti del web 2.0, familiari e amici, per poi arrivare anche a nuovi utenti e follower.

In una campagna di raccolta fondi con il crowdfunding risulta vincente la scelta delle ricompense, il costante aggiornamento dei risultati raggiunti, e l’effetto motivazionale indotto dal veder sempre più vicino la realizzazione del GOAL.

La scelta vincente risulta dunque essere l’integrazione del crowdfunding nella comunicazione istituzionale LVIA, attraverso il sito, i social network, il notiziario e l’organizzazione di eventi territoriali ad hoc – legati al cibo - a sostegno della campagna di raccolta fondi.

L’impatto sociale del progetto sarà valutato tenendo conto delle varie declinazioni del macro obiettivo definito nei confronti della comunità di beneficiari: il cambiamento di mentalità nella valutazione del valore del cibo. Quattro punti principali sono stati individuati per la valutazione del raggiungimento dell’impatto atteso:

  1. SPRECO: la riduzione dello spreco di cibo, da parte degli individui sensibilizzati, rappresenta un indicatore particolarmente significativo per la valutazione dell’interiorizzazione del valore del cibo inteso come risorsa finita, frutto di duro lavoro e soprattutto non accessibile a tutte le fasce della popolazione.
  2. DIETA/STAGIONALITÀ: l’apprendimento dell’importanza di una dieta che preveda prodotti della terra e di stagione e provenienti dai territori in prossimità geografica rappresenta un indicatore di consapevolezza dei legami che intercorrono tra il prodotto finito, le implicazioni dietro all’acquisto e al consumo, le dinamiche globali che orientano i mercati delle materie prime, la responsabilità del singolo individuo nell’influenzare queste dinamiche.
  3. RELAZIONI SOCIALI: il recupero della relazione città – campagna, della relazione tra produttori di cibo in campo e consumatori, della relazione intergenerazionale assicurata dalla formazione di gruppi misti di spigolatori (per età, provenienza, ceto sociale) e della relazione con le fasce sociali più deboli destinatari dei prodotti raccolti, incide sul cambiamento di mentalità verso il cibo poiché suscita un’empatia relazionale e un valore emozionale e affettivo.
  4. DIMENSIONE TERRITORIALE: il recupero di una dimensione di prossimità, intesa come avvicinamento e contaminazione tra mondi diversi ma vicini geograficamente, favorisce un cambiamento di mentalità attraverso la riappropriazione dei valori di un territorio, o alla francese “terroir”. Tale cambiamento è potenzialmente capace di radicarsi in profondità in un territorio, ma anche di promuovere cambiamenti in altri territori, stimolando l’iniziativa dei singoli e delle comunità agendo per replicabilità e scalabità.