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ITALIA 2030

06/06/2016 - 17:00

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Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile

Da sinistra: Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value Telecom Italia, Pierluigi Stefanini, Presidente Gruppo Unipol, e Aldo Cristiano, Direttore Sostenibilità Gruppo Ferrero

La mattina del 30 maggio 2016, all’Accademia di Belle Arti di Roma, si è svolta la conferenza “ITALIA 2030: Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”, evento che apre la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile e che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

L’incontro, nato anche per promuovere il dialogo tra politica, cittadini e imprese, si inserisce nella Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile (30 maggio - 5 giugno) ed è stato organizzato da ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che riunisce più di 100 tra le realtà più rilevanti dell’economia e della società italiana. ASviS chiede un impegno deciso a Governo, imprese e società civile in vista di centrare i 17 Obiettivi e i 169 Target dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals – SDGs), su cui anche l’Italia ha preso precisi impegni.

Nel corso della mattinata si sono alternate infatti personalità e istituzioni del mondo universitario, politico, dell’impresa; tra queste Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value e Direttore Generale Fondazione TIM.

TIM e il Corporate Shared Value

Logli ha esordito ricordando l’importanza strategica della Corporate Social Responsibility, ormai sempre più fondamentale in ottica di successo imprenditoriale nel lungo periodo. Nonostante non ci siano grandi aziende che non abbiano implementato un programma in questa direzione, è stato sottolineato come la responsabilità sociale vada integrata organicamente nelle attività di business, affinché vada considerata come occasione di opportunità di una crescita tanto sociale quanto aziendale.
Dal punto di vista del pubblico, secondo l’IPSOS quello italiano sembra essere ormai maturo e capace di riconoscere e valorizzare l’effort delle imprese: l’attenzione verso la condotta delle grandi aziende è — dati alla mano — in continuo aumento.
In questo trend positivo, sottolinea Logli, rientra in pieno la reputazione di TIM — il giudizio positivo è aumentato del 5% rispetto al 2014.

È stato raccontato quindi il salto di TIM, dal concetto di CSR a quello di CSV (Corporate Shared Value), un approccio mirato ad assorbire il tema sostenibilità nella strategia aziendale. L’idea è che non ci può essere una crescita economica di lungo periodo senza la garanzia di un miglioramento del welfare sociale e ambientale; bisogna quindi trovare un piano d’azione in grado di rispondere alle esigenze sociali mosse dagli stakeholder senza accantonare le esigenze economiche del Gruppo.
Il TIM Shared Value Model risponde a questi bisogni sociali attraverso l’organizzazione di attività e progetti che si muovono in tre aree strategiche di intervento: Innovazione Sociale, Cultura Digitale, Tutela Ambientale.
Per ognuna di queste aree sono state realizzate diverse iniziative TIM, tutte naturalmente indirizzate alla creazione di Corporate Shared Value, misurato secondo due direttrici: business value (di cui è possibile indicare impatto sui ricavi, reputation e risk management) e social value (di cui è possibile indicare parametri come riduzione delle emissioni atmosferiche, impatto sull’occupazione).

Un modello molto ambizioso ed efficace, premiato da successi come WithYouWeDo la piattaforma di crowdfunding online nata per sostenere la raccolta fondi nei campi dell’innovazione sociale, della cultura e dell’ambiente, o TIM4coding, un’iniziativa che fornisce alle Scuole Primarie e Secondarie una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare gli studenti sui concetti di base dell’informatica e del coding (TIM è tra i partner fondatori mecenati di Programma il Futuro, l’iniziativa del MIUR).

Nel 2015 il valore CSV di TIM ammonta a oltre 12 miliardi di euro, strutturati in circa 3,3 miliardi di euro di Business Value (Ricavi e Riduzione di costi) e oltre 9 miliardi di euro di social value generato grazie al Business e valorizzato in euro: si parla di un impatto positivo di mezzo punto percentuale del PIL.