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Le raccolte fondi solidali, cosa cambia

27/06/2018 - 11:00

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Oggi sono tanti i soggetti che possono decidere di portare avanti una raccolta fondi telefonica. Oltre alle Onlus, possono farlo anche le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le cooperative e imprese sociali, gli enti filantropici e le società di mutuo soccorso, nonché  le associazioni e le fondazioni in possesso dei requisiti necessari.
Ad esempio, una fondazione ospedaliera che volesse raccogliere fondi per un progetto di housing, sostegno e accoglienza  per i familiari dei  bimbi degenti può richiedere  agli operatori TLC di avviare una raccolta fondi telefonica,  presentando la documentazione e il piano di comunicazione.
Questa è solo una delle novità che rientrano nella riforma del Codice del Terzo Settore, entrata in vigore nel 2017.
Ma il mondo del non profit in Italia sta cambiando anche grazie al nuovo Codice di Autoregolamentazione sulla gestione delle numerazioni per le raccolte solidali, sottoscritto da tutti i gestori telefonici.

I dati  (*) delle raccolte fondi  solidali per il 2017, esposti nell’infografica, già registrano elementi di trasformazione rispetto al passato, per quanto riguarda il punto di vista di chi dona: è evidente, infatti, una sempre maggiore attenzione per la ricerca scientifica e medica, e un sostanziale incremento dei servizi afferenti all’area dei bisogni primari della persona, intesi anche come maggiore cura e protezione soprattutto della popolazione femminile, nonché  di bambini e anziani. 

Quindi, cambiano le regole e cambia la sensibilità dei donatori in Italia.
Vediamo in dettaglio cosa sta succedendo e quali sono i temi  più “gettonati” nell’ambito del sociale.

Il comportamento etico dell’uomo dovrebbe basarsi in maniera attiva sulla solidarietà, sull’educazione, sui legami e sui bisogni sociali. L’uomo sarebbe ben poca cosa se fosse necessario controllarlo con la paura del castigo e la speranza della ricompensa dopo la morte.

Albert Einstein

Considerando le campagne 2017 nazionali e internazionali, ben  il 62% dei fondi raccolti tramite i clienti TIM è stato destinato  alla Ricerca Scientifica e all’Assistenza medico-chirurgica e sanitaria (33,81%,  nel resto del mondo, di poco inferiore, 28%, in Italia).
Segue,  pur sensibilmente distanziata (circa 22%), la Tutela e Assistenza Socio Alimentare (11,7 %  Italia e 10,17% mondo),  anche per un’accresciuta sensibilità nazionale verso le tematiche della salvaguardia del cibo e della lotta allo spreco .
In terza posizione, si colloca  la Tutela e Protezione della Persona, intesa anche come contrasto all’emarginazione, solitudine, fame, mancanza di alloggi e, in particolare nelle campagne rivolte  a  donne e bambini  con un forbice fortemente orientata verso i progetti internazionali (7.16%) rispetto all’Italia (1,04% Italia).
Sostanzialmente paritetici i volumi di raccolta verso  le campagne rivolte all’integrazione, prevenzione  ed educazione sociale (3,17 %) a favore di una società solidale che rimuova le cause di marginalità e non alimenti processi  di esclusione , e alla tutela e prevenzione animali e ambiente (2,93%) , entrambi prevalentemente destinati  a beneficiari nazionali.
Infine, circa il  2% è stato destinato alle calamità umanitarie, dato che  registra la coda delle donazioni verso il numero di emergenza per il sisma in Centro Italia, e a fine 2017, il progetto dedicato ad Haiti e alle vittime dell’uragano, presentato da Unicef.

 

*Dati estrapolati dal volume del raccolto annuo versato da  TIM  alle singole Associazioni, incrociato con le finalità espresse nei singoli progetti e con le località di destinazione dei progetti stessi  in Italia e nel mondo.