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Qui di seguito sono illustrati il numero complessivo di casi di non conformità alle normative e ai codici volontari riguardanti le comunicazioni di marketing in Italia.
Tipo non conformità 2017 2016 2015
Numero di casi di non conformità alla normativa concretizzati in multa o sanzione 0 0 0
Numero di casi di non conformità alla normativa concretizzati in un avviso 0 0 0
Numero di casi di non conformità a codici volontari (*) 1 4 0

(*) I casi sono regolati dall’istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, il quale opera in conformità al codice della comunicazione commerciale ed è competente nel definire tutte le controversie in materia di pubblicità che coinvolgono i soggetti associati, direttamente o indirettamente. Le decisioni del Giurì non sfociano mai in sanzioni pecuniarie ma, se del caso,  in un ordine di desistenza dal comunicato pubblicitario contestato.

Nella tabella è indicato il numero e valore monetario complessivo delle multe per non conformità a leggi e regolamenti riguardanti la fornitura e l'utilizzo di prodotti e servizi in Italia.
Descrizione 2017 (*) 2016 (**) 2015
Numero multe per non conformità concernenti la fornitura e l'utilizzo di prodotti e servizi 3 1 4
Valore monetario complessivo di tali multe (in euro) 2.350.000 410.000 2.833.000

(*)  Nel 2017 AGCM ha aperto cinque procedimenti contro TIM, uno dei quali chiuso con impegni (accolti da AGCM su proposta di TIM), due con sanzione (uno di euro 300.000 per inottemperanza al Provvedimento 10246 e l'altro di euro 50.000 per inottemperanza su clausole vessatorie) e  due da chiudere nel 2018 (uno  per ingannevolezza messaggi pubblicitari offerta TIM Smart Fibra e l’altro per violazione previsone domiciliazione per invio fattura elettronica). Nel luglio 2017 si è concluso il procedimento sul diritto di ripensamento, aperto nel 2016, con sanzione di euro 2.000.000.

(**)  Nel 2016 AGCM ha aperto quattro procedimenti contro TIM, due dei quali archiviati a seguito di ricorso (uno sull'offerta TIM Prime ed uno sulle vendite via web), uno si è concluso con sanzione di euro 410 mila (contratti a distanza) ed uno si è concluso al 2017.