Intervista a Flavio Cattaneo, Il Sole 24 Ore - 18 Giugno 2017

22/06/2017 - 15:45

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La replica di Telecom. L'AD: "Nessuno può impedire ad una società privata di investire nel core business, perché è il suo mestiere, TIM rischia i propri soldi"

Cattaneo: "Non ci fermeremo, porteremo la fibra a tutti"

di Antonella Olivieri
«La scrivente vi rende disponibile l'aggiornamento del proprio piano di copertura a banda ultralarga relativamente alle aree bianche di Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Friuli, Provincia di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia». La lettera inviata il 23 dicembre a Infratel da Telecom, e firmata dall'ad Flavio Cattaneo, comunica i piani di copertura dell'azienda (già annunciati a ottobre) nelle aree interessate dal secondo bando, aggiudicato in questi giorni a OpenFber. Per conoscenza la lettera era stata inoltrata anche al Ministero dello Sviluppo economico, all'Agcom e all'Antitrust.
«Tutti sapevano tutto: non so che danni possano reclamare. Questa posizione non è comprensibile, ma non ci ferma. Abbiamo da tutelare l'interesse della nostra azienda e di tutti i clienti: un ritardo sarebbe un danno per TIM e per loro. I lavori sono già partiti, già appaltati e finanziati e nei primi mesi del 2018 saranno coperte tutte le aree dove abbiamo dichiarato di voler investire, due anni prima degli altri e a miglior prezzo con la formula dell'Fttc».
Cattaneo, raggiunto telefonicamente in un torrido sabato di giugno, non ci sta: non si può contestare Telecom perché non investe e poi ventilare dann iperché investe. Telecom, sostiene l'ad, ha comunicato sempre in modo tempestivo e puntuale i propri piani di investimento, come ha fatto a fine dello scorso anno, anche in assenza di iniziative pubbliche per l'aggiornamento della mappatura delle aree bianche che è un obbligo che la normativa pone in capo alle istituzioni.
«Telecom rischia i propri soldi, non quelli pubblici. Buon senso vorrebbe che se un amministratore pubblico se ha la possibilità di risparmiare denaro dei contribuenti lo faccia. lnvece, anche a fronte della nostra comunicazione di dicembre, il secondo bando non è stato modificato, impegnando risorse che sarebbero state meglio spese nella realizzazione di infrastrutture per ridurre le tariffe elettriche che sono le più care d'Europa», aggiunge Cattaneo. Oltretutto Telecom, precisa l'ad, non sta costruendo una nuova rete, ma sta migliorando la sua rete, già esistente.
«Nessuno può impedire a una società privata di fare investimenti nel suo core business, perché è il suo mestiere. Perché diamo lavoro a decine di migliaia di persone e perché porteremo la fibra a tutti».
Il progetto Cassiopea, per portare la connessione ultraveloce nelle aree a fallimento di mercato, dunque non si ferma. Il processo per la selezione del socio, che dovrebbe rilevare la maggioranza della newco costituita appositamente, «è nella fase finale». E, precisa Cattaneo, «andremo avanti». Iniziative legali da parte dell'incumbent non sono da mettere in conto, ma la questione è destinata ad approdare in Senato. «Alla luce degli annunciati investimenti per la realizzazione della banda ultralarga nelle cosiddette "aree bianche" da parte di Telecom e delle iniziative e prese di posizione del Governo, di comune accordo con il collega Massimo Mucchetti, abbiamo ritenuto opportuno e urgente discuterne al Senato - ha anticipato fl presidente della Commissione lavori pubblici e comunicazioni del Senato,Altero Matteoli - Nella prossima settimana le Commissioni Ottava e Decima, in seduta congiunta, terranno un'audizione di un rappresentante del Governo e di Telecom».