Concerto del 2 novembre 2015

Le curiosità

 

CHI E' C.S.?

La composizione di Nieder è chiamata Danza Lenta di C.S. tra gli specchi. L’autore, alla domanda su chi sia celato dietro a quelle iniziali ha dichiarato: Naturalmente se avessi voluto rivelare il nome di questo signore, C.S., o signora (perché non è detto che sia una donna o un uomo), avrei scritto il nome e cognome completi. Nel titolo del brano rimane, e desidererei che rimanesse, una componente enigmatica. L'enigma è anche un po' il carattere del pezzo in generale: vengono lanciati molti segnali che credo siano evidenti per il pubblico, ma una componente enigmatica dovrebbe rimanere sempre, anche perché in realtà la musica è enigmatica. È una banalità ma è la verità: tutto ciò che non è parola scritta rimane sempre in una dimensione astratta, enigmatica.

 

UN GRANDE CANONE TRA LEGNI, OTTONI E ARCHI 

La Danza lenta di C.S. tra gli specchi è pensata come un grande canone. In musica il canone è una composizione musicale in cui uno stesso tema viene esposto da una voce e poi ripreso, in momenti differenti del tempo, da altre voci. La composizione di Nieder è un canone a tre voci, in cui ciascuna voce è “suonata” da una famiglia strumentale (i legni, gli ottoni e gli archi). In questo modo potrete ascoltare frasi musicali uguali o simili con un timbro e un colore differente. Un buon modo per affinare l’orecchio musicale…buon ascolto!

 

NIEDER, A PROPOSITO DELLA DANZA LENTA DI C.S. TRA GLI SPECCHI 

(…) C'è questo rapporto di specchio tra lentezza e velocità, fra oscurità e pesantezza (…) l'orchestra stessa si sente coinvolta in questa danza al limite dell'eseguibilità perché gli ottavini suonano il più veloce possibile. Talvolta scrivo che gli ottavini devono cercare di avvicinarsi il più possibile al tempo prescritto che però è umanamente impossibile, per cui possono esserci sfasature che creano una tensione fra la partitura del direttore e gli ottavini, che in parte non riescono a seguire il tempo del direttore perché troppo veloce. L'orchestra viene quindi portata verso l'alto e verso la velocità, per cui alla fine questa danza lenta diventa sempre meno lenta e sempre meno danza, (…) come una spirale che gira sempre più veloce, (…) come un aeroplano pesante e grande che sale e scompare verso le altezze del cielo.

 

LA PRIMA DELLA PRIMA,CHE CONCERTO!

La prima esecuzione della sinfonia n.1 di Beethoven ebbe luogo a Vienna il 2 aprile 1800 in un concerto ricco di composizioni che iniziò con una sinfonia di Mozart, seguita da un’aria dalla Creazione di Haydn, un concerto per pianoforte e orchestra e il settimino op.20 di Beethoven, un duetto dalla Creazione di Haydn, alcune improvvisazioni di Beethoven al pianoforte e, infine, la grande, nuova sinfonia per grande orchestra. La critica accolse la nuova sinfonia n.1 con entusiasmo; ecco alcuni commenti pervenuti dalle riviste di critica musicale del tempo: molta arte, novità e ricchezza di idee”, “una magistrale creazione d’arte in cui una non comune ricchezza di belle idee vi si dispiega con splendore e leggiadria e ciò nonostante dovunque regna coerenza, ordine e luce”

 

DA MOZART A BEETHOVEN

E’ attribuita al conte Waldstein la celebre nota dedicata a Beethoven: Caro Beethoven! Lei sta andando a Vienna in adempimento ai suoi desideri a lungo frustrati. Il Genio di Mozart è in lutto e piange la morte del suo pupillo. Ha trovato un rifugio ma non un’occupazione presso l’inesauribile Haydn; attraverso di lui desidera però di formare un’unione con un altro. Con l’aiuto di un assiduo lavoro Lei riceverà lo spirito di Mozart dalle mani di Haydn”.

 

Frasi di BEETHOVEN

Dall’epistolario di Beethoven.

“per me non esiste gioia più grande di quella di esercitare la mia arte”

“Voglio afferrare il destino alla gola, non riuscirà di certo a piegarmi totalmente”

“Oh, è così bello vivere mille volte la vita! Per una vita tranquilla, no, lo sento, non sono più fatto”

 

BEETHOVEN SUL WEB

Il sito ufficiale dedicato a Beethoven offre una panoramica pressoché totale di tutto ciò che riguarda il compositore: dalle partiture agli autografi, dai quadri ai libri, dai CD ai DVD, il tutto visitabile attraverso un’accattivante video-guida dei diversi spazi della “Casa Beethoven”. Curioso e ben fatto è l’angolo dedicato ai bambini che possono approfondire, attraverso un’animazione degna di un cartone animato, tutti gli argomenti presenti nel sito.

 

LA TERZA GRANDE E “LUNGA” SINFONIA 

La terza sinfonia è la più lunga di tutte le sinfonie, esclusa la Nona. Lo stesso Beethoven scrisse questa nota nella prima edizione del 1806, sulla parte del primo violino:”Questa sinfonia essendo apposta più lunga delle solite, si deve eseguire più vicino al principio che alla fine di una Accademia (concerto) e poco dopo una Ouverture un Aria ed un Concerto; acciocchè, sentita troppo tardi, non perda per l’auditore, già faticato dalle precedenti produzioni, il suo proprio, proposto effetto”

 

A NAPOLEONE, SI’ O NO? 

Ferdinand Ries, allievo, amico e poi biografo del compositore, scrive:

«A proposito di questa Sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola "Bonaparte" e giù in basso "Luigi van Beethoven" e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Napoleone si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d'ira ed esclamò: "Anch'egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell'uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!" Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra».

 

SI’, UNA SINFONIA PER NAPOLEONE!

Anton Felix Schindler, primo biografo di Beethoven, racconta che in seguito il compositore si mostrò più indulgente nei confronti di Napoleone in cui vedeva null’altro che un disgraziato degno di compassione, un Icaro caduto dal cielo. Quando apprese della catastrofe di Sant’Elena, nel 1821, commentò: “Sono 17 anni che ho scritto la musica che si conviene per questo triste avvenimento”. Gli piaceva infatti vedere nella Marcia Funebre della sua Sinfonia Eroica un presentimento della tragica fine del conquistatore.

Da Vita di Beethoven di Romain Rolland

 

FUNERALI ILLUSTRI 

La Marcia Funebre dell’Eroica ha accompagnato le esequie di molti illustri personaggi del mondo della musica e non. Sergei Koussevitzky la diresse in occasione dei funerali del presidente statunitense Franklin Roosevelt nel 1945 (foto); Victor De Sabata, sul podio dell’Orchestra della Scala, la eseguì per la morte di Toscanini nel 1957. La Marcia funebre, eseguita dai Filarmonici di Monaco con la direzione di Rudolf Kempe, aprì anche la cerimonia commemorativa per la morte degli atleti israeliani uccisi durante i giochi olimpici di Monaco nel settembre 1972.

 

BEETHOVEN AL CINEMA 

La figura di Beethoven ha interessato da sempre il mondo del cinema: la prima pellicola, Eroica diretta da Walter Kolm-Veltée, è datata 1949; nel 1962 la Walt Disney realizzò una fiction sulla vita di Beethoven intitolata The Magnificent Rebel mentre nel 1994 è uscito il film scritto e diretto da Bernard Rose con Gary Oldman nella parte del compositore: Immortal Beloved (Amata immortale).

 
Guida all'ascolto del musicologo Giovanni Bietti - concerto 2 novembre 2015

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Fabio Nieder

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