APPROFONDIMENTO

La battaglia mondiale per l’egemonia sull’Intelligenza Artificiale

La battaglia mondiale per l’egemonia sull’Intelligenza Artificiale
 

Mark Cuban, uno degli imprenditori più ricchi al mondo, intervistato sulle potenzialità dell’IA e sui relativi impatti economici ha affermato: “Whatever you are studying right now if you are not getting up to speed on deep learning, neural networks, etc., you lose”. Questa sintetica affermazione è confermata da due evidenze determinanti: la prima è la dimensione degli investimenti operati dalle aziende ICT high tech e la seconda è l’attenzione dei governi allo sviluppo di tecnologia ed applicazioni di IA abilitanti l’economia del futuro.
È in corso una forte competizione per il raggiungimento dell’egemonia mondiale sull’IA che vede chiaramente contrapposti due continenti: da un lato l’America dove, in particolare, primeggiano le aziende high tech degli Stati Uniti GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft), e non solo (es. IBM, Salesforce, Twitter, etc.), dall’altro, l’Asia con Cina (es. Baidu, Alibaba, Tencent - BAT), Corea (es. Samsung) e Giappone (es. Sony, Nintendo) in prima linea (Figura A).

 

Figura A – La battaglia mondiale per l’egemonia sull’IA (fonte: TIM [1])

Il governo cinese nel luglio 2017 ha ufficializzato il piano “A Next Generation Artificial Intelligence Development Plan” che definisce un progetto nazionale per lo sviluppo della tecnologia e delle applicazioni di IA e fissa gli obiettivi fino al 2030, data in cui la Cina intende essere il principale centro di innovazione al mondo per l'IA e diventare una potenza economica fondata sullo sfruttamento dell’IA.
In questa competizione globale la Cina ha tre vantaggi: una grande numerosità di ingegneri per lo sviluppo di algoritmi e la realizzazione del software, un bacino di oltre 750 milioni di utilizzatori di Internet in grado di testare ed istruire le applicazioni e, soprattutto, il forte sostegno governativo che favorisce anche l’utilizzo dei dati personali della popolazione.
Il mercato cinese dell'IA si sta muovendo velocemente anche perché la popolazione è disposta a correre rischi e ad adottare nuove tecnologie rapidamente in un'economia in forte crescita. L'IA ha bisogno di grandi quantità di dati e, grazie all’intervento delle autorità di regolamentazione cinesi, i tecnici ed i ricercatori ne possono disporre ampiamente per testare ed addestrare all’apprendimento gli algoritmi sviluppati [1].

 

Bibliografia

  1. China Tech evolution – Artusio, Giugno 2018
 

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