• n° 3 - 2014
  • Il Decommissioning dei servizi e del control layer a supporto della Network Transformation
 

Il Decommissioning dei servizi e del control layer a supporto della Network Transformation

La decrescita dei ricavi da servizi tradizionali, determinata dalla pressione della concorrenza e dalla sempre più forte presenza sul mercato degli Over The ToP, sta spingendo tutti gli Operatori di TLC  verso un processo di revisione/trasformazione strutturale (la “Network Transformation”), per ridurre drasticamente i costi di gestione e rendere più flessibile e veloce la produzione e messa in campo di servizi innovativi. Questo processo di trasformazione non può ovviamente prescindere dalla dismissione (“decommissioning”) delle vecchie reti. Vediamo come in questo articolo.

 

1 - Introduzione

Nel corso degli anni le reti di telecomunicazione hanno subito continue evoluzioni, come risulta dalla storia di tutti gli operatori.
Basta visitare una centrale di telecomunicazioni per effettuare un viaggio non solo nella storia delle tecnologie ma anche negli usi e nei costumi che le hanno influenzate: a fianco di sistemi ultramoderni si trovano apparati “vintage” che, in stretta cooperazione con i più giovani, consentono di vedere film, ascoltare musica, studiare, informarsi, socializzare e navigare in Internet, sia da casa che in mobilità.
Analoga convivenza di vecchio e nuovo si ritrova osservando le caratteristiche delle offerte ai clienti: accanto alla navigazione Internet ad alta velocità, resa possibile dalle reti 4G LTE e all’Ultra Broadband in fibra, coesistono servizi noti e apprezzati, come ad esempio la telefonia di casa tradizionale ed il suo corredo di funzioni associate. Questi ultimi, a causa del mutato stile di vita, sono destinati ad un lento e progressivo declino non solo di carattere numerico ed economico, ma anche prestazionale. Infatti, quando sistemi e processi all’avanguardia si intersecano con situazioni meno performanti legate alle piattaforme più mature, anche l’attivazione di un servizio innovativo influenza la qualità "end-to-end" percepita dal cliente finale.
Un altro aspetto importante da considerare è la ricerca dell'efficienza nell'evoluzione dei sistemi. Se nella nostra ipotetica visita alla centrale confrontiamo tecnologie nate in tempi diversi, ci appare subito evidente che apparati moderni con prestazioni decisamente superiori occupano spazi molto più contenuti e hanno consumi energetici molto inferiori, in linea con lo spirito dei nostri tempi.
Queste le ragioni alla base del progetto di Network Transformation avviato da Telecom Italia per disegnare la rete del futuro.
Si tratta di una vera e propria "trasformazione", che comporta la necessità di accelerare le normali azioni di razionalizzazione ed evoluzione delle reti indirizzandole verso soluzioni veramente innovative. Le nostre centrali subiranno una vera e propria ristrutturazione che prevede una pervasiva introduzione delle soluzioni IP a fronte di piani di dismissione e compattamento delle piattaforme tecnologiche obsolete: ATM, PSTN/ISDN, BBN, SDH etc.
La migrazione verso nuove soluzioni è molto impegnativa in termini economici ed operativi. È necessaria un’attenta analisi sia del ROI (Return on Investment) che del TCO (Total Cost of Ownership) della soluzione finale, con la massima attenzione al mantenimento della clientela e dei ricavi nelle fasi di migrazione. È inoltre importante sviluppare il progetto in modo che i benefici si riconoscano fin dalle prime fasi dell'intervento e non siano concentrati solo verso la fine.
Durante questo cammino di trasformazione dovrà essere allestita tutta la catena di erogazione di reti e servizi innovativi in modo che questi possano andare a sostituire gli elementi che saranno progressivamente posti in End of Sale.

 

2 - Il ruolo del decommissioning nella trasformazione

Per chi osserva il fenomeno dall’esterno, potrebbe sembrare un controsenso pensare di procedere con la dismissione della rete telefonica tradizionale, considerando il numero di clienti che la utilizzano, il tipo ed il livello dei servizi che è in grado di offrire e la sua capillarità. E questo è stato il motivo per cui l’approccio finora seguito è stato prevalentemente quello di realizzare le reti per i nuovi servizi affiancandole gradualmente alle “vecchie”, sulle quali continuare a veicolare i servizi tradizionali, rinviando il più possibile il momento del travaso di tali servizi sulle nuove piattaforme. Per anni questa è stata l’unica via perseguibile economicamente consento di salvaguardare al meglio i servizi tradizionali, evitando nel contempo investimenti colossali.
Ma guardando alla situazione attuale degli operatori, emergono altri fattori determinanti da considerare nelle scelte relative all’ammodernamento delle nostre reti (Figura 1).

 

Figura 1 - Il Decommissionig per gli altri operatori

Ad esempio l’obsolescenza delle tecnologie (anche con più di trent’anni) da cui conseguono spesso gli elevati costi di manutenzione, i consumi energetici e l’occupazione di spazi.
Tali fattori sono stati opportunamente valutati attraverso uno studio lungo e complesso di costi e benefici delle possibili iniziative e hanno portato all’individuazione per Telecom Italia di un piano virtuoso di ammodernamento delle reti, meglio conosciuto come Piano Integrato di Decommissioning.
Tale Piano prevede essenzialmente due macro-filoni di interventi:

  • ŸIniziative di breve termine (“quick hits”): iniziative di decommissioning di piccola/media dimensione (in termini di benefici/complessità), che sono state inserite nel Piano di sviluppo triennale;
  • Iniziative a Lungo Termine: iniziative di media/alta o alta dimensione, caratterizzate da tempi lunghi di attuazione e benefici rilevanti. Per queste ultime, che sono state individuate nella dismissione delle reti PSTN, BBN, ATM, trasporto SDH nazionale e regionale e piattaforma DWDM, emerge in modo ancora più preponderante il problema della sostenibilità economica dell’iniziativa e del reperimento delle risorse finanziare necessarie ad alimentare il processo, certamente virtuoso, ma che prevede comunque ingenti investimenti iniziali.
    Da cui l’esigenza di inquadrare il tema dell’ammodernamento delle reti in un contesto più ampio ed organico di “trasformazione”.

2.1 - Il Decommissioning della rete e dei servizi PSTN/ISDN
(a cura di Paolo Ferrabone, Giovanni Picciano, Paolo Del Prete)

Fino ad una ventina di anni, la PSTN/ISDN costituiva, senza dubbio, la principale rete di Telecom Italia, e le reti di accesso e di trasporto erano utilizzate principalmente al servizio della PSTN/ISDN.
Con la crescita tumultuosa delle reti broadband e della rete mobile, la tradizionale rete fissa ha perso il suo ruolo di assoluta predominanza all’interno delle reti di Telecom Italia, pur mantenendo un’importanza fondamentale nella generazione dei ricavi del gruppo.
Per dare un’idea delle dimensioni della rete PSTN/ISDN, si consideri che gli accessi fissi Telecom Italia sono circa 13 M (fonte Osservatorio Trimestrale delle Telecomunicazioni Agcom, pubblicazione del 30/06) e che la rete PSTN/ISDN è costituita da:

  • Stadi di Gruppo Urbano;
  • Stati di linea;
  • Apparati di Multiplazione/Concentrazione.

A questi apparati si aggiungono i nodi di Rete Intelligente, i nodi della Rete di Segnalazione, gli  ANG (Autocommutatori di Nuova Generazione) utilizzati per il servizio di Telefonia Pubblica, ed altro ancora.
All’inizio degli anni 2000, la PSTN è stata rinnovata nel segmento di transito con un importante progetto di “Class 4 Replacement”. Mediante tale progetto, che ha segnato un momento fondamentale nell’evoluzione tecnologica di Telecom Italia, i 66 SGT (Stadi di Gruppo di Transito) furono sostituiti da 24 POP (Point of Presence) del BBN (BackBone Nazionale). Il BBN, basato su centrali (SoftSwitch) Italtel e Media Gateway Cisco ha consentito di trasportare su rete IP tutta la fonia di lunga distanza di Telecom Italia.
Successivamente all’introduzione del BBN e fino ai giorni nostri, sono state introdotte in rete diverse altre tecnologie di commutazione dei servizi voce basate su IP, in particolare le principali sono:

  • i nodi PK0 (Package 0) che sono dei SoftSwitch Italtel per l’interconnessione degli IP PBX della clientela Business e Top; ai nodi PK0 è anche connessa l’infrastruttura di Comunicazione Integrata, il servizio Virtual PBX orientato ai clienti Medium Large realizzato nel Cloud di Telecom Italia;
  • i nodi PK3 (Package 3), un’infrastruttura di tipo IMS (anche se solo parzialmente aderente agli standard IMS 3GPP) realizzata da Italtel e utilizzata per l’erogazione dei servizi VoIP di prima linea (Alice Casa, servizio anche noto come “Naked”) e di seconda linea (Alice Mia, Alice Voce);
  • i nodi ToIP (Telephony over IP), versione aggiornata dell’architettura PK3, utilizzati per i servizi di IPCC (IP Contact Center), per il VPBX (Virtual PBX  - offerta commerciale Evoluzione Ufficio, per clientela SME) e per le prime installazioni del VoIP NGAN per i clienti Fibra;
  • i nodi VoIP PE (PSTN Emultation) che sono SoftSwitch Italtel deputati al controllo degli MSAN (MultiService Access Node) controllati con protocollo H.248; 
  • i nodi GTW-M (Gateway Metropolitano) che sono SoftSwitch Italtel di nuova generazione, utilizzati inizialmente per l’offload del traffico del BBN generato nelle aree metropolitane e poi impiegato anche per l’interconnessione IP con gli OLO e per il collegamento dei nodi ToIP e IMS alla PSTN;
  • la rete IMS (IP Multimedia Subsystem) fornita da Ericsson.

Sulla rete IMS è attualmente fornito il servizio di VoIP NGAN (Fibra) e sono in fase di test i servizi di IPCC e VPBX, per i quali è prevista la migrazione su IMS nel corso del 2015.
In Figura 2 è rappresentata in modo schematico l’attuale architettura delle reti voce e i principali servizi supportati, dove si nota l’elevato numero di infrastrutture presenti, nate e cresciute in un contesto “overlay”.

 

Figura 2 - Architettura delle reti voce e i principali servizi

Nell’ambito del decommissioning della rete PSTN, il ruolo della rete IMS è centrale per diversi motivi:

  • Ÿla rete IMS è l’infrastruttura più moderna attualmente disponibile nel campo delle reti di controllo e servizio dei servizi voce/multimediali;
  • Ÿgli standard 3GPP dell’IMS sono nativamente orientati alla convergenza Fisso-Mobile, quindi lo sviluppo di servizi convergenti VoIP e multimedia tra accessi fissi (ad es. ultrabroadband) e accessi mobili (ad  es. LTE) sarà facilitato dalla presenza, nella rete mobile, di una rete IMS dello stesso vendor (Ericsson) di quella fissa;
  • Ÿi principali operatori a livello europeo e mondiale, nell’ambito dei loro progetti di Network Transformation, stanno sviluppando le loro reti su IMS; l’interconnessione IMS, prevista dagli standard, permetterà l’offerta di servizi multimediali (quindi non solo voce, ma ad esempio anche video e messaging) su scala globale.

Se l’IMS abilita la fornitura di servizi multimediali, occorre tuttavia non dimenticare che una percentuale importante dei clienti (in particolare Consumer) della rete PSTN sono interessati solamente al servizio telefonico di base POTS e non sarebbero interessati a nuovi servizi multimediali.
Per supportare la clientela POTS sulla nuova rete, si prevede di utilizzare degli apparati di tipo MSAN (MultiService Access Node) , equipaggiati con schede POTS, controllati con il protocollo SIP direttamente dall’IMS. Come opportunità commerciale, si sta valutando la possibilità di offrire servizi VoIP nativi, così come già oggi avviene ai clienti Fibra, anche ai clienti RTG + ADSL e ai clienti VoIP in Customer Base che usufruiscono dei servizi VoIP di prima linea (Naked/Alice Casa) e di seconda linea (Alice Mia/Voce).
Per la clientela ISDN, invece, che è costituita in maggior parte da clienti business, si prevede in generale la sostituzione dell’offerta ISDN con servizi full VoIP che dà ai clienti un maggiore servizio aggiunto rispetto alle offerte POTS e ISDN. In particolare, i principali servizi su cui si stanno concentrando le analisi sono:

  • Ÿle offerte di tipo “Tutto Fibra”, di cui sono in fase di rilascio le opzioni “Bicanale” e “Multinumero”. Per queste offerte è da in fase di valutazione l’estensione ad accessi ADSL di qualità , ossia come caratteristiche adeguate a fornire un servizio VoIP affidabile, stabile e con una qualità della fonia non inferiore dell’attuale servizio a circuito;
  • Ÿil Virtual PBX, nelle due offerte  per clientela SME “Evoluzione Ufficio” e Medium-Large “Comunicazione Integrata”.

In Figura 3 è rappresentata in modo schematico l’architettura a tendere della rete voce; risulta subito evidente la semplificazione architetturale che si mira ad ottenere.
Un elemento importante nel processo di Network Transformation è il processo di selezione dei servizi. In questo processo si valutano tutti i servizi forniti dalla rete PSTN/ISDN, sia ai clienti Consumer, sia ai clienti Business, sia i servizi WholeSale e derivanti da obblighi regolatori, valutando da un lato i ricavi associati agli stessi e dall’altro la riproducibilità sulla nuova piattaforma.
In questo modo si ottiene un quadro dei servizi pesato sia per la loro importanza commerciale, sia per la loro fattibilità. Si avranno quindi tre famiglie di servizi:

  • servizi offribili sulla nuova piattaforma senza variazioni significative delle caratteristiche e dell’experience di servizio;
  • Ÿservizi offribili sulla nuova piattaforma, ma con differenze significative nelle caratteristiche e nell’experience di servizio;
  • Ÿservizi non offribili sulla nuova piattaforma.

Quick hit Decommissiong PSTN - nel 2014 Telecom Italia ha consolidato, rispetto alle attività svolte dal 2011, due iniziative di decommissioning di breve termine sul segmento di accesso della PSTN, che riguardano:

  • la sostituzione con MSAN di Stadi di Linea di piccole dimensioni o di apparati stradali di multiplazione/concentrazione;
  • Ÿla cessazione di apparati stradali con Backhauling in rame utilizzando la ripresa in rame direttamente dalla centrale (coppie in rame disponibili in rete di accesso secondaria).

Tali iniziative, che si configurano come attività “embrionali” del programma pluriennale di decommissioning PSTN costituiscono il primo tassello del più ampio programma di snellimento dell’architettura “legacy. 

 

Figura 3 - Architettura a tendere della voce

3 - Il decommissioning delle reti di trasporto nazionale
(a cura di Paolo Del Prete, Carla Montanari, Pompeo Varricchio)

L’obsolescenza, l’elevata guastabilità di alcune tecnologie ed il conseguente degrado dei circuiti Cliente ha portato, come noto, alla definizione di piani di decommissioning.
Al fine di limitare gli investimenti si è reso necessario massimizzare l’utilizzo delle piattaforme meno obsolete, utilizzandole come volano di appoggio nel processo di spostamento del traffico verso quelle nuove  dando vita al così detto “gioco del 15” (Figura 5).

 

Figura 4 - Quick hit perimetro di intervento

 

Figura 5 - Il gioco del “15

I Piani di decommissioning su RTN ad oggi definiti riguardano l’abbandono della rete SGF e dei sistemi DWDM punto-punto di 1a e 2a generazione.
La generica attività di decommissioning di una piattaforma di rete trasmissiva consiste nei seguenti passi:

  1. analisi dell’occupazione ed identificazione di tutti i circuiti trasportati dalla piattaforma in esame;
  2. reinstradamento di tutti i circuiti identificati al passo precedente su una nuova piattaforma;
  3. radiazione della piattaforma obsoleta.

L’operatività finalizzata al reinstradamento dei circuiti si articola nelle seguenti fasi:

  • individuazione del nuovo percorso. La scelta del nuovo percorso può dover tenere in conto dei vincoli di diversificazione dei circuiti oggetto della movimentazione (in particolare per i Clienti che hanno acquistato più circuiti tra i quali sussistano vincoli di diversificazione che devono essere mantenuti);
  • Ÿvalorizzazione economica del nuovo percorso;
  • Ÿemissione dei progetti esecutivi per la realizzazione del nuovo percorso;
  • Ÿemissione dei piani di riordino per il reinstradamento dei circuiti;
  • Ÿdocumentazione del nuovo percorso sull’intera catena delle banche dati aziendali (SIGRA/IT; ART; DIN; SGSDH-NM);
  • Ÿreinstradamento dei circuiti concordato con i Clienti impattati e test del corretto funzionamento del nuovo percorso.

Esempio di instradamento di un circuito Roma-Milano che utilizza 2 sistemi DWDM e dettaglio delle centrali attraversate da un sistema DWDM (Figura 6). L’operatività finalizzata alla radiazione di una intera piattaforma consiste ovviamente nella radiazione di ciascuno dei singoli elementi che compongono la piattaforma stessa.
La radiazione di un singolo componente (sistema di linea SGF o sistema DWDM punto-punto)  si articola nelle seguenti fasi:

  • spegnimento dell’apparato, sezionamento dell’alimentazione e recupero dei materiali di scorta a cura della manodopera sociale;
  • Ÿcaricamento del materiale recuperato per le scorte sulle banche dati aziendali (GEM);
  • cancellazione della descrizione logica del sistema in fase di radiazione dalle banche dati SGSDH-NM e Dynamic Inventory;
  • recupero e rottamazione del materiale residuo;
  • cancellazione dalla banca dati SIGRA dell’hardware appartenente al sistema in fase di radiazione;
  • cancellazione contabile dalla banca dati SAP.
 

Figura 6 - Esempio di instradamento di un circuito Roma-Milano che utilizza 2 sistemi DWDM e dettaglio delle centrali attraversate da un sistema DWDM

Conclusioni

In questo articolo si è affrontato perché la Network Transformation rappresenti un punto di passaggio e di snodo ineluttabile per ogni Telco e si è visto, partendo dalla descrizione dello stato della rete, come questa trasformazione coinvolga in modo e2e le componenti tecnologiche, di servizio e di user experience. Per questo motivo il pieno raggiungimento della semplificazione impiantistica e dell’efficienza nel TCO non si realizza solo attraverso l’eliminazione delle piattaforme più vecchie e l’ammodernamento delle infrastrutture, ma richiede un processo di profonda revisione del portafoglio servizi e architetturale che tocca tutti i segmenti di rete (accesso, raccolta, trasporto, backbone, etc.), sinergico con quello di decommissioning, che consenta di ridurre i livelli di rete “delayering”, gli apparati di rete “deboxing” e di incrementare la qualità dei servizi di rete (es: riduzione della latenza) mediante l’introduzione di funzionalità innovative. In questo articolo abbiamo provato a declinare questa complessità in esempi concreti analizzando il decommissioning della  rete e dei servizi PSTN/ISDN, della rete ATM ed un esempio di decommissioning della rete di trasporto, senza l’ambizione di essere esaustivi ma con l’obiettivo di rappresentare la complessità del percorso di trasformazione in atto.

 

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