Nuovi Canali di esposizione: WebRTC

Il successo di qualunque modello di esposizione è legato a doppio filo alla semplicità con cui le funzionalità offerte risultano integrabili in contesti esterni, e disaccoppiati dall’infrastruttura che le fornisce.
Fino ad oggi l’esposizione delle funzionalità di comunicazione realtime, soprattutto se avanzate (videoconferenza, collaboration) richiedeva una integrazione spinta, ed in alcuni casi verticale, tra infrastruttura di rete e terminali, soprattutto per applicazioni Web. Infatti, mentre capability quali l’SMS, user identity, localizzazione possono facilmente essere utilizzati da qualsiasi applicazione, le comunicazioni realtime richiedono di replicare nella user interface del servizio le medesime funzionalità dei terminali di rete – dei telefoni, nel caso di servizi voce, apparati di videoconferenza per i servizi più avanzati. Sebbene non impossibile, le difficoltà tecniche di tale approccio ne ha seriamente inibito la diffusione.
L’evoluzione delle tecnologie web, spinto e guidato dai grandi player Internet, ha il potenziale per semplificare l’esposizione e l’utilizzo di capability di comunicazione realtime, e la sua integrazione in contesti applicativi.
In particolare WebRTC (Web Realtime Communications), una delle più recenti estensioni dello standard HTML5 ha come principale obiettivo quello di mettere a disposizione degli sviluppatori web i building block fondamentali per realizzare funzionalità di videocomunicazione, facilmente e direttamente fruibili da web browser.
Oltre ad essere nativamente disponibile nei browser distribuiti da Google e Mozilla, il modello di sviluppo aperto perseguito dai promotori di WebRTC (che ha avuto notevole successo nelle comunità di developer) ha fatto si che le sue funzionalità siano state “portate” e rese disponibili per la realizzazione di app native sui sistemi operativi più diffusi – Windows, Mac, Android ed iOS – e su numerose piattaforme utilizzate nei contesti più disparati, dai set-top-box agli embedded device.
WebRTC è diventato in sostanza, a soli due anni dalla nascita, l’engine più diffuso nel mondo web ed opensource in grado di offrire le funzioni di acquisizione, codifica e trasmissione media necessarie per la realizzazione di qualsiasi servizio di comunicazione realtime.
Sebbene nato in un contesto lontano e talvolta ostile a quello della telefonia tradizionale, WebRTC si è affermato come un candidato forte per l’esposizione di capability di comunicazione voce e video, anche nel mondo Telco attraverso API. Lo confermano le mosse di alcuni dei più grandi player della industry, quali l’istituzione da parte dei maggiori operatori Nordamericani della Device Solutions Initiative ATIS  [10], che mira a definire interfacce HTML5 per servizi telefonici, o l’acquisizione da parte di Telefonica della startup TokBox [11], precursore della tecnologia.
Dal punto di vista delle capabilities WebRTC esponibili, e degli scenari supportati, la prima funzionalità che può essere messa a disposizione di terze parti e sviluppatori è la segnalazione WebRTC, ovvero il canale su cui viaggiano gli eventi necessari a stabilire sessioni audio/video, con adeguate funzionalità di autenticazione ed opportunamente ottimizzato per l’utilizzo in applicazioni web-like.
La funzionalità di segnalazione non è di per sé differenziante per l’operatore (svariate opzioni sono disponibili gratuitamente sia come tecnologia opensource che come servizi low-cost) ma costituisce il substratum indispensabile per le offerte Telco a valore aggiunto, costruibili su di essa.
Tra queste le prime ad essere evidenziate sono le funzionalità di interlavoro con i servizi tradizionali: funzionalità che consentano al fornitore del servizio di offrire ai suoi utenti la possibilità di ricevere ed effettuare sessioni audio/video dalla user interface web o da app mobile verso terminazioni telefoniche fisse/mobili dell’operatore.
Gli scenari abilitati da questo primo set di capability di comunicazione vanno dalle applicazioni di unified communication, agli use case di web contact center e customer care. Provider di tali servizi possono essere clienti dell’offerta NetAPI, società partner o funzioni interne all’azienda stessa con processi di sviluppo che non coinvolgono le funzioni di rete.
Un secondo set di potenziali API raggruppa invece le cosiddette funzionalità di advanced media processing, per multipoint videconferening, recording e broadcasting, necessarie per realizzare servizi di videocomunicazione, collaboration e telepresence ad alta scalabilità.
Ancora, tecnologie di human-computer interaction quali sistemi di IVR, text-to-speech e speech recognition, costituiscono un asset dell’operatore che può essere altresì integrato in sistemi esterni. Use case interessanti, come quello realizzato dalla startup Pedius partner di Telecom Italia nell’iniziativa Working Capital che offre un servizio per non udenti di trascrizione realtime di chiamate telefoniche, giustificano gli sforzi di investigazione anche in questa direzione.

 

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