L’evoluzione delle NetAPI Telco nel mondo dello Standard

L’adozione delle API nel mondo Telco risale alla metà degli anni ’90, con la nascita di alcune iniziative internazionali; il consorzio TINA-C (Telecommunication Information Networking Architecture Consortium), ad esempio, aveva definito architetture software per l’esecuzione e la gestione di servizi di telecomunicazione basate su piattaforme di elaborazione distribuita, contribuendo a creare una nuova generazione di soluzioni di telecomunicazione strutturate secondo moderni principi informatici.
Le NetAPI, ovvero API che descrivono funzionalità di rete erogate da una infrastruttura di un operatore Telco, sono nate a fine degli anni ’90 nell’ambito dell’iniziativa Parlay, un consorzio guidato da BT. L’obiettivo iniziale di Parlay era la definizione di meccanismi ed interfacce per “aprire” la Rete Intelligente dell’operatore verso applicazioni di provider esterni, al fine di soddisfare una richiesta elaborata dall’authority britannica per le telecomunicazioni.
Seguendo l’evoluzione tecnologica delle API, dalla metà degli anni 2000 in ambito di lavoro congiunto tra 3GPP e Parlay sono state standardizzate le API OSA (Open Service Architecture) Parlay X Web Services, attività poi confluita nel 2008 in OMA (Open Mobile Alliance). OMA è l’ente di riferimento per la standardizzazione dei cosiddetti Service Enabler, ossia elementi abilitatori per realizzare servizi per l’utente finale. OMA ha istituito un “API program” ed è riconosciuto come riferimento per la definizione delle API e del modello di esposizione (OMA Service Exposure Framework). Dal 2008 ad oggi, OMA ha definito oltre 25 NetAPI con paradigma REST che riguardano le principali funzionalità Telco “esponibili” dagli operatori Telco verso terze parti (content service provider, developers e business partners): messaging, audio call, payment, terminal status, customer profile, ecc.

 

Figure A - Standard Telco API evolution

 

Tra le ultime NetAPI specificate in OMA si possono citare la WebRTC Signalling API, che abilita l’accesso delle terze parti al mondo dei servizi WebRTC offerti da un operatore, e la Roaming REST API, che verrà utilizzata da tutti gli operatori europei per l’interconnessione con gli Alternate Roaming Provider al fine di ottemperare alla nuova regolamentazione Roaming in vigore dal Luglio 2014. Tra le netAPI in fase di specifica troviamo la Zonal Presence API che permette l’accesso di terze parti ad informazioni su utenti che si trovano in determinate aree geografiche (es. in una determinata zona o in uno dei negozi di una particolare catena) e la Management Interface for M2M API per l’esposizione di funzionalità di device management al M2M Service Layer (in collaborazione con oneM2M e Broadband Forum).
Oltre alla specifica delle API sia OMA sia il TMF (Tele Management Forum) si sono focalizzati, a partire dal 2013, sulle best practice architetturali di utilizzo ed esposizione di API. In particolare il TMF ha recentemente iniziato i lavori per la definizione della DSRA (Digital Service Reference Architecture): architettura e best practices per i Digital Service Provider, al fine di supportare l’esposizione di capabilities attraverso API (di servizio e di gestione) ed il supporto di un lifecycle end-to-end sia delle API sia dei servizi costruiti su di esse.
Telecom Italia contribuisce attivamente alla definizione di tali specifiche standard. Sul versante del business la GSMA, raccogliendo segnali di market opportunity e percependo la crescente richiesta di semplificazione dell’accesso alle Telco capabilitites, ha lanciato il progetto OneAPI Exchange con l’obiettivo di favorire la federazione multi operatore nell’accesso alle API.

 

Figura B - Architettura di riferimento del Tele Management Forum [9]

 

Torna all'articolo