Nuovi modelli di Interconnessione IP

L’evoluzione dei modelli di Interconnessione IP è un aspetto fondamentale della costruzione di un nuovo ecosistema per le telecomunicazioni, adeguato ai nuovi bisogni degli end-user ed economicamente sostenibile. Il “Notiziario Tecnico TI” ha dedicato a questo tema un articolo all’inizio dello scorso anno [1] in cui venivano descritti gli elementi di base dell’ interconnessione IP, analizzati i limiti dei modelli di interconnessione tradizionali, ed i benefici attesi dalle nuove Policy di interconnessione definite dal Gruppo Telecom Italia. Nel presente articolo, dopo aver richiamato alcuni radicali cambiamenti dello scenario, vengono analizzati quali fattori caratterizzano un “modello di interconnessione IP” e la grande varietà di possibili modelli differenti. Nei nuovi modelli, i servizi di “terminazione” del traffico IP offrono livelli di qualità QoE (Quality of Experience) e QoS (Quality of Service) adeguati ai requisiti delle nuove Applicazioni/Contenuti richiesti dagli end-users.

 

1 - Introduzione

La “Big Internet” consiste di una pluralità di reti interconnesse. Ogni rete chiamata AS (Autonomous System) è direttamente connessa con:

  1. Clienti Finali;
  2. Data Center di varie dimensioni (dove ad esempio si trovano i siti Web contenenti informazioni, applicazioni, ecc..);
  3. altre reti IP (cioè altri AS). Con il termine “modello di interconnessione IP” si intende la definizione sia delle modalità con cui i pacchetti dati attraversano i punti di interconnessione e vengono trasportati a destinazione, sia delle relazioni business fra i soggetti interconnessi.

L’importanza fondamentale dell’interconnessione IP sullo sviluppo dell’ecosistema complessivo appare del tutto evidente se si pensa che lo scenario delle telecomunicazioni sta rapidamente evolvendo verso il cosiddetto paradigma “ALL IP”, in cui la totalità delle applicazioni, dei servizi, dei contenuti verrà scambiato sulle reti mediante “pacchetti IP”. Il traffico IP cresce continuamente (sia in termini di volume, sia in termini di banda di picco) e sul totale cresce la percentuale di traffico video [2].
La maggior parte del traffico IP è oggi originato da pochi grandi OTT (OverTheTop) mondiali ed attraversa diversi punti di interconnessione, tra cui quelli con i Telco, prima di giungere ai clienti finali; il ruolo che Telco/ISP, OTT/CP (Content Provider), aggregatori, ecc… possono ricoprire nell’ecosistema dipende fortemente dalla modalità con cui sono realizzate le interconnessioni IP.
I modelli di interconnessione tradizionali (v. box "Interconnessione IP: gli elementi di base") sono basati su accordi di transito e peering (free oppure paid) e sulla terminazione del traffico in modalità best effort.
Questi modelli si sono diffusi quando lo scenario delle telecomunicazioni era ancora prevalentemente “voice centric” (Figura 1). Il “Valore” era principalmente associato ai servizi voce (e successivamente alla messaggistica breve SMS), mentre spesso l’interesse dei Telco per i “servizi dati” era limitato a contesti e segmenti di clientela specifici. A livello internazionale era stato sviluppato un articolato ed efficace sistema di “interconnessione per comunicazioni voce”, capace di garantire la sostenibilità di un servizio “universale” (da qualunque telefono, fisso o mobile, è possibile parlare con tutto il mondo). In questo scenario, le reti interconnesse erano utilizzate essenzialmente per comunicazioni di end-user fra di loro. 

 

Figura 1 - Cambiamento dello scenario: da “voice-centric” a “IP centric”

 

Il passaggio ad uno scenario “data centric” [3] ha modificato radicalmente le “regole del gioco”. Non solo il traffico IP cresce esponenzialmente, ma cambiano le “relazioni di traffico”: l’end-user sempre di più entra in comunicazione con un “server” raggiungibile su Internet, per visitare pagine Web, per accedere a contenuti, per giocare on-line, per scambiare messaggi in modalità “social”, per comunicare, per ascoltare musica, vedere foto, filmati, ecc… Questa trasformazione ha visto la comparsa e l'affermazione di aziende OTT/CP (OverTheTop e Content Providers) che generalmente non dispongono di proprie reti (certamente non possiedono l’intera catena di rete per la distribuzione dei contenuti dai produttori ai consumatori), ma forniscono servizi, applicazioni, contenuti “su” Internet, e possono raggiungere ed essere raggiunti dai Clienti finali grazie alla connettività mondiale garantita dalle reti interconnesse degli Operatori nazionali ed internazionali. Nell’ecosistema degli OTT/CP si verifica una progressiva forte concentrazione in alcuni grandi player (i cosiddetti Hypergiants), con la conseguenza che la gran parte del traffico IP sulle reti dei Telco nazionali proviene dall’esterno delle reti stesse (cioè dai “server” degli Hypergiants).
In questo contesto l’utilizzo dei modelli tradizionali di interconnessione mostra limiti crescenti e determina situazioni di criticità, in particolare per due aspetti.

  1. La sostenibilità economica dei Telco. Infatti il traffico generato da OTT/CP attraversa interconnessioni di tipo transit (pagate dai Telco) o di tipo peering in generale non remunerate; solo in qualche caso i Telco ricevono cifre modeste (paid peering) per il servizio di delivery del traffico sino ai Clienti finali. L’inadeguatezza dei modelli di interconnessione tradizionali è testimoniata anche da diversi contenziosi (fra Telco e OTT, aggregatori/CDN Providers internazionali), che vengono risolti introducendo nuovi modelli di interconnessione, talvolta solo dopo l’intervento delle Autorità [1].
  2. I livelli di qualità con cui gli end-users riescono a fruire di Applicazioni, Servizi, Contenuti “IP-based”. Infatti i modelli di interconnessione tradizionali sono basati sulla terminazione IP di tipo “best effort”. Con il best-effort i pacchetti vengono consegnati a destinazione “al meglio”, compatibilmente con le condizioni puntuali del traffico e della rete: non vi sono garanzie che i pacchetti dati che siano trasportati con predefiniti livelli di qualità. Questa modalità è sufficiente per alcune tipologie di traffico, ma può risultare inadeguata per Applicazioni/Contenuti che hanno elevati requisiti di qualità di fruizione (come ad esempio servizi video ad alta definizione, servizi ad alta interattività, gaming, Cloud pervasivo, navigazione WEB con stringenti requisiti di download time…).

È significativo rilevare che proprio l’inadeguatezza dei modelli di interconnessione tradizionali ha favorito l’affermazione di soggetti (es. Akamai, Limelight, L3) che offrono, a livello globale, servizi di delivery di traffico IP assicurando una qualità migliore di quella ottenibile con un trasporto end-2-end di tipo best effort, ad esempio mediante soluzioni di Caching, Web Acceleration, Content Delivery Network.
Queste soluzioni sono utilizzate non solo per servizi “bandwidth intensive” come il video streaming, ma anche per migliorare la fruibilità di servizi Internet “tradizionali” come il WEB browsing. Infatti, ad es., il “tempo di risposta al click” è un parametro fondamentale per qualunque business legato alla navigazione Internet e per qualunque OTT/CP, che voglia aumentare il proprio footprint (in termini di numero, durata, soddisfazione delle “frequentazioni” dei propri siti da parte dei Clienti finali).
Per favorire la soluzione delle criticità relative alla sostenibilità economica dei Telco e per assicurare che i Clienti finali possano accedere, con una adeguata QoE - Quality of Experience, ai contenuti ed alle applicazioni su Internet, sono necessari nuovi modelli di interconnessione, capaci di abilitare nuovi modelli di business e la valorizzazione degli “asset” sia degli Operatori di telecomunicazioni (Clienti finali ed infrastruttura di rete), sia degli Over-The-Top (contenuti, applicazioni, global reach). Nei nuovi modelli, accanto alla tradizionale “terminazione best effort”, sono disponibili servizi di terminazione IP con qualità differenziata, adeguati ai livelli di QoE ed ai requisiti prestazionali delle nuove applicazioni/servizi, relativi in particolare a:

  • l’effettiva velocità con cui un utente utilizza un applicativo (cioè il “throughput a livello applicativo”);
  • il tempo di scaricamento delle pagine web, filmati, contenuti, ecc… (cioè il “downoad time”).

Per offrire all’interconnessione servizi di terminazione compatibili con elevati livelli di QoE, è necessario l’impiego nella rete domestica del Telco di piattaforme (note come Piattaforme per la QoE) basate in particolare sull’avvicinamento dei contenuti all’utente (attraverso la memorizzazione di una replica del contenuto originale con tecniche di caching) e sull’ottimizzazione dei protocolli di comunicazione (ossia le regole per lo scambio di informazioni tra sito web e end user) (v. Capitolo 3 e Box "QoS e QoE"). 

 

2 - Interconnection Business Models: una grande varietà di possibilità

I modelli di interconnessione utilizzati in passato sono stati relativamente pochi, ma la crescita della complessità dell’ecosistema, ed i requisiti posti dal moltiplicarsi di servizi, applicazioni e contenuti, determinano l’adozione di nuovi modelli. L'identificazione del modello più adeguato avviene mediante negoziazione diretta fra le parti interessate; lo spazio delle possibilità è potenzialmente molto ampio, dal momento che un modello di interconnessione è caratterizzato da numerosi aspetti (o “dimensioni” dell’ Interconnessione), per ciascuno dei quali esistono diverse “opzioni” fra cui scegliere.
La Figura 2 illustra, in modo semplificato, le principali “dimensioni” dell’interconnessione, e le principali “opzioni” per ciascuna dimensione.
Ad esempio, per quanto riguarda la dimensione economica, è possibile prevedere che il soggetto da cui proviene il traffico IP che attraversa il punto di interconnessione paghi il soggetto che riceve questo traffico garantendone la “terminazione” verso la destinazione. Si tratta di modelli di tipo “Sending Party Pays”: quando il traffico ha un alto “valore” per il soggetto che lo genera (ad es. un CP), il soggetto che riceve il traffico e lo distribuisce agli end-users con determinati livelli di qualità, riceve una remunerazione.
Nei casi in cui il soggetto che paga è quello che riceve il flusso di traffico, si hanno modelli di tipo “Receiving Party Pays”. E’ questo ad es. il caso di modelli “transit interconnection”: un Operatore locale paga un carrier globale per poter avere la connettività con la Big Internet, anche se il flusso di traffico che “entra” nell’Operatore locale è maggiore di quello che “esce”.
Esistono poi modelli in cui non avvengono pagamenti diretti fra i soggetti interconnessi (“free interconnection”). Questo approccio viene frequentemente adottato quando i soggetti sono sostanzialmente dei “peer”, equivalenti per dimensione/ruolo, quando il traffico scambiato nelle due direzioni è bilanciato, e, soprattutto, quando complessivamente il traffico ha un “valore” equivalente per chi lo invia e per chi lo riceve. Nel caso di modelli “free” sono solitamente definite le condizioni al di fuori delle quali si attivano i pagamenti (ad. es. quando lo sbilanciamento del traffico raggiunge certe soglie, oppure quando ci sono flussi di traffico che richiedono di essere trattati con differenti livelli di qualità).
Un’altra importante “dimensione” che caratterizza i modelli di interconnessione è il “punto fisico” nel quale il traffico IP viene scambiato.
Quando uno dei due soggetti interconnessi è un Operatore di una rete Nazionale (Domestic Telco), spesso il traffico viene scambiato in un punto situato “al bordo” della rete domestica. Tuttavia questa modalità può risultare non adeguata per il traffico generato da Applicazioni/Contenuti, che hanno elevati requisiti di qualità per poter essere fruiti in modo soddisfacente dagli end-user (ad es. video ad alta definizione, navigazione WEB su pagine multimediali, per le quali non è semplice garantire un download time accettabile). Per queste tipologie di traffico, è necessario ridurre la distanza fra i Server (o le Cache) che erogano l’Applicazione/il Contenuto.
Per questo gli OTT/CP chiedono ai Telco di inserire i propri Server/Cache non “dietro il bordo” della rete domestica, ma all’interno di essa (in nodi posti il più possibile vicini agli end-users); ma questa richiesta comporta che il “punto di interconnessione” sia in un PoP “interno” della rete domestica, anziché “al bordo”. Come verrà illustrato nel Capitolo 3, un'alternativa che permette di mantenere il punto di interconnessione “al bordo”, è che il Telco si doti di soluzioni (es. CDN, TIC, acceleratori,…) per trattare queste tipologie di traffico con modalità capaci di assicurare i livelli di qualità richiesti.
Una terza “dimensione” dell’interconnessione è il servizio, o l’insieme di servizi, che viene negoziato fra i soggetti interconnessi. Qui la numerosità delle opzioni diventa piuttosto ampia. Nei casi più semplici viene offerto un servizio di “Terminazione IP”: il traffico che viene presentato al punto di interconnessione è “terminato” alla destinazione richiesta (es. all’end-user). L’accordo di interconnessione può prevedere che questo servizio sia applicato a traffico “bilanciato” (come nel “free peering”), oppure a traffico “sbilanciato” (come nel “transit”, in cui tipicamente il traffico che entra nella rete dell’Operatore locale è maggiore di quello che esce da essa).
In altri casi, oltre alla semplice terminazione, uno dei soggetti interconnessi può offrire servizi addizionali come ad es. l’hosting di apparati dell’altro soggetto; oppure possono essere messe a disposizione funzionalità per flussi di traffico che hanno particolari requisiti, ad es. servizi di terminazione a qualità differenziata a livello “rete”, o servizi di Caching.
Un'ulteriore “dimensione”, strettamente correlata alla precedente, è la “qualità” della terminazione dei flussi di traffico IP. Un caso molto diffuso è la semplice terminazione “best effort”: il traffico che arriva dal punto di interconnessione viene recapitato a destinazione senza alcuna garanzia, “al meglio” di quanto possibile. Non vengono assicurati valori specifici per i KPI. Questa modalità è adatta per traffico che non ha particolari requisiti (e-mail, file transfer, navigazione su siti WEB con limitati requisiti di download time), ma per altre tipologie di traffico il “Best effort”, che risente anche del carico complessivo di traffico sulle reti, non è adeguato, ma si utilizzano soluzioni differenti; ad es. per il traffico di Utenza Business si utilizzano VPN private, connessioni dedicate, ecc… Se il soggetto interconnesso (tipicamente il Telco domestico che serve gli end-user) è dotato di piattaforme per il miglioramento della QoE (cache, acceleratori), può offrire “terminazione con QoE”, che può essere utilizzata per specifici flussi di traffico che attraversano il punto di interconnessione. Ci possono essere ulteriori “servizi a valore aggiunto” associabili alla terminazione del traffico, e di interesse in casi particolari (ad es. servizi di security).
Una “dimensione” che può essere oggetto di negoziazione specifica, nella definizione del modello di interconnessione, è quella relativa a servizi di reporting/analytics. Il soggetto che “compra” un servizio di terminazione con QoS, oppure con QoE, può essere interessato a servizi addizionali di reporting dettagliato su come il traffico viene “terminato” agli end-user, a statistiche sulla fruizione da parte degli utenti degli specifici flussi di traffico e a molti altri dati.
L’ultima importante tipologia di “dimensione” oggetto di negoziazione rappresentata in Figura 2 è la modalità di “ripartizione del rischio”; oltre al caso base in cui i soggetti non sottoscrivono impegni di business e si limitano a definire le modalità di scambio del traffico (con gli eventuali servizi addizionali), in altri casi i soggetti possono essere interessati a forme di co-investimento per condividere costi legati alla terminazione del traffico. Per specifici business, l’interconnessione fra due soggetti può avvenire nell’ambito di una più ampia e complessa relazione di partnership, che contempla forme di go-to-market congiunto e altri elementi di accordo.

 

Figura 2 - Interconnessione IP: le “dimensioni dello spazio” dei possibili modelli

 

Come illustrato in Figura 2 le combinazioni di differenti scelte che possono essere effettuate per ciascuna “dimensione” sono potenzialmente moltissime (oltre 100). Ad esempio, un modello tradizionale di “IP Transit” prevede tipicamente: una “Paid Interconnection” al “bordo” della rete del Telco; il traffico è “sbilanciato” e viene terminato con modalità “best effort”, senza servizi addizionali, senza Reporting e l’accordo di interconnessione non contempla particolari forme di cost/revenue sharing o di go-to-market congiunto. Un modello di “Free Peering” consiste in una Interconnessione con traffico bilanciato, terminato in best-effort e senza pagamenti. Quando sono richiesti servizi di terminazione con qualità (QoE/QoS) superiore al best effort è prevista una remunerazione per il soggetto che li offre. Questi modelli possono essere molto articolati; ad es. in Figura 2 sono distinti due modelli di “Terminazione con QoE” (indicati con le linee “viola” e “lilla”). Nel caso “OTT/CP Provided QoE” la qualità richiesta è realizzata dall’ OTT/CP, ma non è un servizio fornito dal Telco, che mette a disposizione ad es. l’ Hosting per apparati (cache, acceleratori) dell’ OTT/CP. Nel caso di “Telco provided QoE” il Telco assicura una terminazione con qualità per selezionati flussi di traffico, ad es. con un servizio “Termination + Deep caching”, che utilizza cache del Telco distribuite nella rete domestica (il miglioramento delle prestazioni si ottiene grazie alla ridotta distanza delle cache dagli end-users). Nell’esempio il Telco fornisce anche servizi addizionali di Reporting su indicatori prestazionali (KPI) relativi alla terminazione con qualità.
In generale, i nuovi modelli di interconnessione prevedono remunerazioni per il soggetto che offre i servizi di terminazione con qualità; la convergenza degli interessi di entrambi i soggetti interconnessi può portare a negoziare modelli più complessi (non esemplificati in figura), in cui vengono definite modalità di revenue sharing, ecc…
A livello mondiale, si moltiplicano gli esempi di nuovi accordi di interconnessione in particolare fra Telco/ISP ed OTT/CP [4]; la Tabella 1 [5] fornisce alcuni esempi, relativi al contesto nordamericano, caratterizzato da una grande dinamica nell’evoluzione dello scenario verso l ‘ALL-IP.

 

Tabella 1 - Accordi di interconnessione diretta siglati in USA tra OTT e Telco/ISP

 

3 - Modelli per l’interconnessione con QoE per i contenuti (es. Video)

L’importanza crescente che il video dimostra di avere sul totale dei servizi Internet fa sì che anche l’interconnessione tra Telco/ISP ed OTT/Content Providers e l’adozione di modelli che offrano la terminazione IP con qualità differenziata meritino una riflessione particolare per questo servizio. Infatti il successo dei servizi di video streaming, ed in particolare del video ad alta qualità, non può che passare attraverso la condivisione di un modello che interessa la rete di contribuzione video dell’OTT/ Content Provider, la rete IP di distribuzione del Telco/ISP e, in alcuni casi, la rete internazionale. In altri termini, ipotizzando che la consegna dei contributi video da parte del Content Provider ai bordi della rete del Telco/ISP avvenga con modalità tali da garantire la qualità desiderata, sono necessarie nella rete del Telco soluzioni adeguate ad assicurare la fruizione da parte del cliente finale con i richiesti livelli di QoE.
Il modello astratto di una rete IP del Telco/ISP che sia totalmente “agnostica” e allo stesso tempo possa consegnare al cliente finale ogni genere di contenuto (pagine web, download di contenuti multimediali acquistati da un catalogo, file in modalità peer-to-peer, streaming video, streaming audio per citarne alcuni) al massimo livello di qualità mostra la sua impraticabilità quando andiamo a considerare le cose nella loro realtà:

  • la rete deve trattare traffico generato da servizi che cambiano nel tempo, con fenomeni di esplosione che si concretizzato nell’ambito di giorni o settimane e che possono impegnare da pochi byte al secondo, come nel caso della messaggistica, ad alcuni Gbyte al secondo, come nel caso di video ad altissima qualità;
  • la sostenibilità di Telco/ISP non potrà che passare attraverso lo sviluppo di reti IP moderne e semplici che veicoleranno la totalità del traffico dati. Garantire parametri di qualità a servizi che hanno requisiti molto diversi tra loro non è possibile con un approccio di “sovradimensionamento” , ma richiede l’utilizzo delle Piattaforme per la QoE (CDN, transparent cache, WEB accelerators, Protocol Optimizer…).

Si può quindi affermare, con riferimento al promettente business del video ad alta definizione su Internet, che il suo sviluppo potrà avvenire solo attraverso la negoziazione di adeguati modelli di interconnessione IP ( inclusivi di aspetti sia tecnici che commerciali) tra Telco/ISP e OTT/Content Provider. e con l’uso di soluzioni per la QoE.
Attualmente sono disponibili due possibili soluzioni per la gestione del video nella rete del Telco/ISP.
Il primo, già in essere da alcuni anni, configura una possibilità di offerta dei Telco/ISP verso Content Provider che abbiano un catalogo video di dimensioni e variabilità contenute, ed una relazione di business stabile e continuativa. E’ questo ad esempio il caso di alcuni Content Provider italiani che utilizzano l’infrastruttura di Telecom Italia per erogare i contenuti video a qualità sul territorio nazionale. Questo modello si può definire “managed” o gestito e fa uso della CDN (Content Delivery Network) del Telco/ISP [6] per memorizzare repliche dei contenti video in centri di elaborazione il più vicino possibile alla posizione del cliente finale, massimizzando quindi l’esperienza finale. La gestione dei contenuti è completa: questi sono consegnati dal Content Provider al Telco/ISP attraverso una catena di distribuzione sicura e protetta; il catalogo dei contenuti è definito ed aggiornato continuamente dal Content Provider e fornito in tempo reale al Telco/ISP. La relazione tra Content Provider e Telco/ISP è chiaramente definita e prevede dei SLA (Service Level Agreement) di qualità ed affidabilità ben precisi. Spesso la capacità di erogazione della CDN in termini di velocità di erogazione di picco complessiva sul territorio nazionale è un parametro sufficiente a quantificare il servizio offerto dall’ISP al Content Provider e l’interconnessione tra le due entità è quella tipica di un cliente Business nei confronti dell’ISP. Il traffico che interessa l’interconnessione è quello con cui avviene il caricamento dei nuovi video sulla CDN ed è noto, prevedibile e pianificabile.
Il secondo modello, che potremmo definire “unmanaged” ossia gestito solo parzialmente, è adatto a traffico proveniente da sorgenti di contenuti video (server di OTT accessibili sul web) che hanno quantità di video disponibili infinitamente maggiori, ed una elevatissima dinamicità nell’inserire o escludere un particolare video dal palinsesto. Per garantire ai propri clienti un buona qualità di fruizione anche per questi contenuti, è necessario che il Telco/ISP tratti in modo opportuno il traffico video, in modo da non danneggiare la fluidità di visione ed evitare che latenze elevate dovute alla consegna del video su scala geografica possano peggiorare la qualità o la risoluzione di contenuti richiesti in HD. Infatti, anche in presenza di reti IP ad alto bit-rate, le latenze legate a percorsi in rete che possono raggiungere molte centinaia di km hanno un effetto negativo sul comportamento dei protocolli Internet. L’effetto tangibile è che, anche in presenza di una rete di accesso Broadband o UltraBroadband, un contenuto ad alta definizione potrebbe essere riprodotto in modo non soddisfacente.
In questo caso, viene in aiuto la tecnologia del TIC (Transparent Internet Caching) [6], che provvede a memorizzare una copia dei contenuti più popolari in un centro di elaborazione (cache) situato il più vicino possibile al cliente. La capacità di questa tecnologia di aumentare la qualità percepita dai clienti finali può essere oggetto di valorizzazione commerciale nei confronti dei Content Provider. La relazione tra questi ultimi e il Telco/ISP può infatti prevedere un riconoscimento del valore di una distribuzione a maggior QoE (tramite l’uso del TIC) per contenuti premium identificati nell’accordo di interconnessione tra i due soggetti. Il traffico generato al punto di interconnessione da questi contenuti premium potrà inoltre essere soggetto a trattamento con QoS differenziata per proteggerlo nelle situazioni di congestione.
Entrambi questi modelli consentono di remunerare correttamente sia gli OTT/CP sia i Telco/ISP e offrono una visione di qualità ai clienti fruitori del servizio.

 

Conclusioni

Per non compromettere la sostenibilità e lo sviluppo dell’intero ecosistema Internet, è necessario far evolvere sia i modelli di interconnessione IP sia la rete dei Telco/ISP con l’obiettivo di:

  • assicurare agli end-user i livelli di Qualità (QoE) richiesti per una fruizione soddisfacente delle innumerevoli Applicazioni/Servizi/Contenuti accessibili in rete, in un mondo che sta diventando “ALL-IP”;
  • abilitare nuovi modelli di business in grado di valorizzare correttamente sia gli asset degli OTT (applicazioni, contenuti, …), sia gli asset dei Telco (reti, qualità, clienti…);
  • generare valore dall’interconnessione IP, assicurando servizi di terminazione IP adeguati ai livelli di QoE attesi dall’end-user e dagli OTT/CP;
  • ridurre i costi di rete e garantire le prestazioni (throughput, download time, ecc..) richieste per le diverse tipologie di traffico, utilizzando soluzioni efficienti (es. CDN, TIC, ADN).

I casi in cui Telco ed OTT/CP negoziano modelli di interconnessione si moltiplicano a livello mondiale; esempi sono: interconnessione Netflix con Comcast, Verizon ed altri Operatori; interconnessione Cogent/Orange; interconnessione Google/Orange; interconnessione di Akamai con Verizon, ATT, Orange ed altri Operatori; attività di de-peering realizzata praticamente da tutti i Telco/ISP. I benefici di queste negoziazioni in termini di miglioramento della QoE per gli end-user sono particolarmente evidenti. Un esempio emblematico è l’accordo fra Netflix e Comcast del gennaio 2014 (Figura 3): dopo un periodo di peggioramento della velocità con cui gli end-user di Comcast (Telco) riuscivano a fruire dei contenuti forniti da Netflix (OTT/CP) causato dalla crescita del traffico che attraversava interconnessioni IP tradizionali, dopo la stipula di un nuovo accordo di interconnessione la velocità è aumentata rapidamente [7].
Il Gruppo Telecom Italia ha definito nuove Policy di Interconnessione in linea con i nuovi modelli richiamati nell’articolo, e sta ulteriormente arricchendo e potenziando le soluzioni per la QoE già presenti nelle proprie reti in Italia ed in SudAmerica.

 

Figura 3 - Il miglioramento delle prestazioni reso possibile dall’accordo di interconnessione Netflix/Comcast

 

Bibliografia

  1. “Interconnessione IP: il perchè ed il come di un cambiamento” - Gianfranco Ciccarella, Daniele Roffinella – Notiziario Tecnico Telecom Italia, Numero 1 / 2013
  2. “The Zettabyte Era Trends and Analysis” – Cisco Public Report 2014 - http://www.cisco.com/c/en/us/solutions/collateral/service-provider/visual-networking-index-vni/VNI_Hyperconnectivity_WP.html
  3. “Telco 2015” - IBM Institute for Business Value Telecommunications - http://www-935.ibm.com/services/us/gbs/bus/html/ibv-telco2015.html;
    “A Viable Future Model for Internet”, ATKearney; http://www.atkearney.com/mwg-internal/de5fs23hu73ds/progress?id=vjS+sDrqgL&dl
  4.  Esempi di accordi di interconnessione fra Telco/ISP ed OTT/CP:
     • Apple Negotiating Paid Interconnect Deals With ISPs For Their Own CDN - http://blog.streamingmedia.com/2014/05/apple-negotiating-paid-interconnect-deals-with-isps-for-their-own-cdn.html
    • Comcast Launches Commercial CDN Service Allowing Content Owners To Deliver Content Via The Last Mile - http://blog.streamingmedia.com/2014/05/comcast-launches-commercial-cdn-service-allowing-content-owners-to-deliver-content-inside-the-last-mile.html
    • Here’s How The Comcast & Netflix Deal Is Structured, With Data & Numbers - http://blog.streamingmedia.com/2014/02/heres-comcast-netflix-deal-structured-numbers.html
     • AT&T 'in discussions' with Netflix over peering - http://www.fierceonlinevideo.com/story/att-discussions-netflix-over-peering/2014-05-02
     • France Telecom and Deutsche Telecom are Being Paid by
    Google - http://fastnetnews.com/dslprime/42-d/4895-france-telecom-and-deutsche-telecom-are-being-paid-by-google
    • Google-Verizon Deal: The End of The Internet as We Know It - http://www.huffingtonpost.com/josh-silver/google-verizon-deal-the-e_b_671617.html
  5. “Which Content Owners Have Direct Interconnect Deals With ISPs” - Dan Rayburn - May 21, 2014 - http://blog.streamingmedia.com/2014/05/chart-shows-which-content-owners-have-direct-interconnect-deals-with-isps.html
  6.  E.M. Bagnasco, G. Ciccarella, “Verso la rete di Contenuti” Notiziario Tecnico Telecom Italia, Numero 2 / 2014
  7. USA ISP Speed Index – Netflix - http://ispspeedindex.netflix.com/
  8. Dr. Peering White Papers - http://drpeering.net/white-papers/An-Internet-Peering-White-Papers-Index.html
  9. RFC 2475, “An Architecture for Differentiated Services”.
  10. The Akamai State of the Internet Report - http://www.akamai.com/stateoftheinternet/; Google Video Quality report - http://www.google.com/get/videoqualityreport/
  11. M.Mathis et Al. , “Macroscopic Behavior of TCP Congestion Avoidance Algorithm”, July 1997
 

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