La “Softwarizzazione” della Rete

La “Softwarizzazione” della Rete

L’aumento delle prestazioni dell’hardware standard, accompagnato dalla rapida riduzione dei costi, e lo sviluppo delle tecnologie di virtualizzazione, disponibili anche in Open Source permetteranno di sviluppare nuovi modelli di rete e di servizi [A1]. Ad esempio sarà possibile utilizzare una stessa infrastruttura fisica per realizzare più reti virtuali (che comprenderanno anche capacità di elaborazione e memorizzazione), oppure ottimizzare l’utilizzo di una stessa piattaforma hardware standard (quindi a basso costo) per realizzare più funzionalità di rete.
Mentre nei decenni passati si era assistito ad un progressivo spostamento di funzionalità negli apparati (forwarding, filtraggio del traffico, …) verso realizzazioni in hardware, allo scopo di migliorare le prestazioni, ora potrebbero verificarsi le condizioni per un brusco cambio di paradigma basato sull’utilizzo dell’hardware non specializzato per eseguire funzionalità di rete, interamente sviluppate in software [A2]. Una transizione di questo tipo potrebbe avere un impatto determinante sul ruolo e sui modelli di business di un Operatore.
L’analisi delle prestazioni è uno dei principali quesiti aperti; se è vero che l’impiego di hardware non specializzato non permette ancora di raggiungere le attuali prestazioni di rete, tuttavia non si può escludere lo sviluppo futuro di architetture di rete dotate di maggiori risorse computazionali standard, ma complessivamente a più basso costo, più flessibili e programmabili. L’orchestrazione e la gestione di risorse virtualizzate, altamente dinamiche e pervasive, costituisce un’altra importante sfida che richiede lo sviluppo di nuove competenze. Carpire e dominare questa possibile “Softwarizzazione” dei nodi e sistemi di rete è una sfida che permetterà agli Operatori più attivi in questo settore di cogliere per primi le opportunità di questa innovazione, per molti aspetti rivoluzionaria, soprattutto quando è accoppiata con la tendenza verso la “Componentizzazione” di sistemi (ad esempio, Open Compute Project [A3]) e terminali o le iniziative di “Crowdsourcing” (ad esempio,  la campagna Phonebloks Thunderclap ha raggiunto circa 400 milioni di sostenitori) [A4].
In tal senso, la valorizzazione e lo sviluppo di competenze, con particolare riferimento alle tecnologie di Software Defined Network, Network Virtualization e Cloud Computing, potrebbero contribuire a creare il contesto ideale per sviluppare in forma sistemica studi, sviluppi e sperimentazioni e testing relativi a nuovi modelli di rete e relativi sevizi.
Un concreto esempio di modalità di attuazione potrebbe essere la creazione di un’unica piattaforma aziendale di computing e networking di laboratorio, alla quale si possa accedere anche dall’esterno, e di strumentazione adeguata per simulazione/emulazione e sperimentazioni di prototipi/soluzioni di rete e servizi basati su Software Defined Networks e Virtualizzazione. Tale piattaforma, basata su hardware standard e software open source, potrebbe essere utilizzata da varie funzioni aziendali per i propri sviluppi, consentendo allo stesso tempo di avere un approccio sinergico e sistemico alle tematiche e di poter  utilizzare internamente  le soluzioni sperimentali.
Alcuni Operatori europei, come ad esempio Deutsche Telekom (DT), si stanno già muovendo in questa direzione, già oltre la partecipazione ai progetti europei H2020.  Un esempio è costituito dallo sviluppo di rete alla SDN green-field (TeraStream) già dispiegata in Croazia da DT: un’architettura di rete punta a sfruttare la potenza di calcolo dei Data Centre dell’Operatore per la centralizzazione di alcune logiche di controllo di rete e per l’ottimizzazione di alcuni processi di gestione [A5]; un altro significativo esempio è costituito dai progetti congiunti di DT con la Linux Foundation per lo sviluppo e la diffusione di una classe di sistemi operativi (in open source) per nodi SDN (carriers’ class), inizialmente dispiegabili all’edge delle attuali reti.
Telecom Italia (TI) contribuisce alle attività dei principali enti di standardizzazione su SDN e Virtualizzazione (ad es., ITU, IETF, ETSI, ONF, etc) e partecipa anche ad alcune collaborazioni internazionali finanziate dalla Comunità Europea, tra le quali il progetto FP7 IP Unify (Unifying Cloud and Carrier Networks) [A6], iniziato a novembre 2013.  Inoltre, l’Azienda sta presiedendo la creazione e lo sviluppo di un’iniziativa IEEE dedicata ai temi SDN e virtualizzazione [A7].

 

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