I formati video MPEG

Il Moving Picture Experts Group è un gruppo di lavoro ISO/IEC (International Organization for Standardization/International Electrotechnical Commission) che si occupa dello sviluppo di standard internazionali per la compressione, la decompressione, l'elaborazione e la codifica di immagini in movimento e di audio per una svariata serie di applicazioni. Ha iniziato i suoi lavori nel 1988 sotto la guida di 25 esperti, coordinati da Leonardo Chiariglione, elaborando standard di elevata efficienza per il video digitale che sono stati poi adottati nei formati impiegati per il DVD e la DTT (Digital Terrestrial Television), aprendo così la strada alla rappresentazione di immagini compresse ad alta qualità.
Lo standard MPEG-1 produce filmati compressi a 1.2 Mbit/s ed è indirizzato al video su CD-ROM; il formato compresso MPEG-1 Audio Layer 3 (MP3) viene invece utilizzato nei più vari contesti ed è molto diffuso su Internet. Lo standard MPEG-2 comprende una serie di specifiche per la compressione intra- e inter-frame imperniate su algoritmi DCT applicati a blocchi di pixel e con funzioni di quantizzazione simili a quelle in uso nello standard JPEG, organizzate per ‘livelli’ e ‘profili’, che garantiscono qualità adatte a diverse applicazioni, da quella del video VHS (Video Home System) fino all’HDTV.
Per la DTT e il DVD, in particolare, si utilizzano bitrate intorno ai 4 Mbit/s, con un guadagno enorme rispetto ai 180 Mbit/s del video non compresso. Lo standard MPEG-4/AVC (conosciuto anche con la sigla H.264) copre le aree della televisione digitale ad alta definizione, della grafica interattiva (immagini di sintesi) e della multimedialità su Web; sfrutta algoritmi di compressione simili a quelli di MPEG-2, ma più potenti e capaci di produrre bitrate molto bassi. Storicamente, le caratteristiche di MPEG-2 sono risultate adatte a coprire le necessità del mercato del video digitale per molti anni, tuttavia nuovi algoritmi di compressione si sono resi necessari con il superamento da parte delle tecnologie di visualizzazione dei limiti dei display 1920×1080.
Nel 2010, MPEG e ITU-T hanno creato un JCT-VC (Joint Collaborative Team on Video Coding) per la definizione di un nuovo codec denominato HEVC, con l’obiettivo di ridurre del 40-50% il bitrate necessario a pari qualità rispetto alla codifica AVC/H.264. HEVC introduce per la prima volta un insieme di strumenti di compressione progettati per contenuti ad alta risoluzione e tecniche normative per la parallelizzazione delle operazioni di decodifica su piattaforme multi-core e multi-processor.
Nel Gennaio 2013 lo standard HEVC è stato finalizzato nella sua prima versione, dieci anni dopo la pubblicazione di AVC/H.264. HEVC sta riscuotendo un enorme interesse da parte dell’industry: broadcaster, operatori ,OTT service provider e manufacturer hanno presentato, sin da metà 2013, i primi prototipi basati su implementazioni software e li hanno utilizzati in trial ed eventi dimostrativi.
È prevista una graduale introduzione di HEVC in servizi commerciali nel corso del 2014, principalmente per servizi OTT VoD via Internet. La disponibilità di chipset con supporto alla decodifica HEVC in hardware nel corso del 2014 dovrebbe permetterne poi una diffusione sostanziale nel mercato dei ricevitori televisivi (connected TV e STB) a partire dalla lineup di prodotti 2015.

 

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