La trasformazione digitale per gli Operatori di Telecomunicazioni

La trasformazione digitale per gli Operatori di Telecomunicazioni
 

La trasformazione digitale per gli Operatori di Telecomunicazioni

La trasformazione digitale porta con sé importanti sfide tecnico-economiche per l’intero ecosistema delle Telecomunicazioni. Lo scenario internazionale infatti sta vivendo la maturazione, e l’incrocio, di diverse tendenze tecniche-economiche, come ad esempio: la diffusione della banda ultra-larga fissa e mobile, l'aumento delle prestazioni hardware, accompagnata dalla contemporanea riduzione dei costi, la diffusione del software open source, e lo sviluppo di terminali sempre più potenti. In tale scenario, gli Operatori di Telecomunicazioni dovranno affrontare sfide non solo di carattere tecnologico, come ad esempio la necessità di gestire la complessità di un’infrastruttura sempre più eterogenea e pervasiva, ma anche, e soprattutto, di carattere economico, come ad esempio la sostenibilità del business attraverso il contenimento dei costi, nuovi modelli di servizio e ruoli di business.

 

Introduzione

Dal punto di vista tecnologico, la progressiva maturità di paradigmi architetturali come SDN e NFV, l’evoluzione del Cloud verso l’integrazione con l’Edge Computing, i notevoli progressi dell’Intelligenza Artificiale forniscono alcuni esempi di trend, e quindi strumenti per la trasformazione digitale, in corso di consolidamento. D’altro canto, questa stessa trasformazione infrastrutturale di rete e servizi (ad esempio, in ottica evolutiva verso Future Networks e 5G) offrono all’Operatore l’opportunità non solo di ottimizzare i costi ma anche di attuare lo sviluppo di nuovi modelli di business, che vanno oltre la fornitura di connettività (ad es. l’Abilitatore di Servizi). Ad esempio, una delle possibilità, indicata per ora da alcuni centri d’innovazione e da diversi organi di standardizzazione internazionale (ad es. ETSI, ONF, 3GPP, ITU, IETF, etc.), è che la trasformazione digitale porterà con sé lo sviluppo del modello di "sistema operativo" in grado di cambiare la nostra visione delle reti di Telecomunicazioni in modo analogo a come i sistemi operativi hanno cambiato il nostro approccio a PC e smartphone.
La trasformazione digitale del business comporta inoltre importanti implicazioni di carattere organizzativo, di formazione e sviluppo del personale. Ad esempio, una chiave di lettura delle strategie adottate dagli Operatori riguarda proprio le modalità di sviluppo degli skill necessari per il cambiamento (sviluppo interno e/o impiego di risorse esterne) e le strategie di dispiegamento delle nuove tecnologie in rete.

 

Come alcuni Operatori affrontano la trasformazione digitale

Deutsche Telekom

L’approccio di Deutsche Telekom (DT) nell’affrontare la trasformazione digitale trova chiara espressione nella definizione del ruolo di “Software Defined Operator” (Figura 1).

 
 

Figura 1 - DT – Il ruolo di Software Defined Operator (fonte DT)

Tre sono i macro-obiettivi principali:

  • semplificazione delle architetture di rete (delayering e decommissioning);
  • cloudification delle funzionalità di rete e servizi;
  • ottimizzazione ed automazione dei processi di OSS/BSS attraverso il RTNSM (Real Time Network and Service Management).

La rete Terastream (sviluppata in Croazia a partire dal 2012 ed attualmente in produzione) costituisce il principale strumento in campo per sperimentare le implicazioni di questa trasformazione. Il criterio strategico di progetto della rete Terastream è stato definire un’architettura in grado minimizzare il costo per bit-trasportato, offrendo, al tempo stesso, alta flessibilità ed efficienza per affrontare gli scenari di servizi futuri. In Figura 2 sono riportati, rispettivamente a sinistra l’architettura di Terastream, ed a destra il modello del RTNSM.

 

Figura 2 - DT – L’architettura di rete Terastream, il modello del RTNSM (fonte: DT)

In sintesi DT adotta un approccio  di trasformazione che potremmo definire bi-modal, dove lo sviluppo di un’infrastruttura di rete e servizi parallela (Terastream) permette di attuare la strategia della trasformazione digitale del business secondo tre dimensioni:

  1. formazione e sviluppo del personale (ad es. nuovi skill, nuovi ruoli);
  2. l’ottimizzazione, ed un alto livello di automazione, dei processi sia di operations sia aziendali;
  3. gestione dei rapporti con i Fornitori di tecnologie, anche attraverso nuovi modelli di collaborazione che coinvolgono community open source (e.g., Linux).
 
 

Orange

La strategia di trasformazione digitale di Orange prevedere lo sviluppo e il dispiegamento di un’architettura MultiPoP Cloud basata su tecnologie SDN, NFV e Telco Cloud. La Figura 3 illustra i principali passi di attuazione della trasformazione che ha come obiettivo finale una “all-IP programmable network” dove le funzioni di rete e servizio sono eseguite sia nel Cloud sia nei network POPs, integrati con sistemi di Edge Computing.

 
 

Figura 3 - Orange – I passi della trasformazione (fonte: Orange)

In particolare, i cardini dell’approccio di Orange sono essenzialmente due e riguardano:

  1. l’evoluzione dei sistemi di OSS/BSS nell’ottica di aumentare il livello di automazione dei processi di operations;
  2. lo sviluppo di tool ed ambienti di collaborazione (e.g., field-trial, ecosistemi) con i Fornitori di tecnologie, Università e Comunità Open Source (e.g., ONAP) per sviluppare e testare soluzioni prototipali di rete e servizio.
 

Telefónica

Telefónica ha dato avvio ad una nuova una fase di trasformazione digitale caratterizzata dall’introduzione di Aura, un’assistente digitale che automatizza l’interazione con i clienti su aspetti attinenti i prodotti e servizi di Telefónica. Aura si basa su tecnologie di Intelligenza Artificiale (Machine Learning) e di elaborazione dei “big data” commerciali e di rete.
Sebbene l’obiettivo più immediato sia quello di ottimizzare l’efficienza e l’efficacia del processo di customer care, Telefónica ne persegue un secondo più strategico: Aura è il mezzo per entrare nel mercato dei personal big data ed assumere il ruolo di custode “di fiducia” dei dati dei propri clienti.
Aura, infatti, offrirà ai clienti un personal data space, ossia uno spazio digitale ove memorizzare la traccia digitale generata nell’uso quotidiano dei prodotti e servizi di Telefónica e durante le interazioni con Aura; in prospettiva potranno essere trattati altri dati personali dei clienti, anche non strettamente attinenti al dominio dell’operatore. La proposizione si basa sul paradigma del personal data store secondo il quale il cliente recupera il possesso dei propri dati personali, ed il relativo controllo: i dati saranno utilizzati esclusivamente in conformità alla volontà del cliente, nel rispetto della privacy, della trasparenza e della sicurezza.

Vodafone

Nell’ambito del progetto Ocean Vodafone persegue le iniziative interne di trasformazione della rete mediante l’impiego delle tecnologie SDN e NFV. Alla base di Ocean vi è il principio strategico dell’apertura della rete: Application Programming Interfaces unificate e standardizzate che abilitano la costruzione di un ecosistema digitale basato sulle risorse dell’operatore.
Detta standardizzazione, oltre che alle funzionalità ed ai protocolli, si applica anche ai modelli informativi, ai linguaggi di modellazione, alla descrizione dei servizi, nonché ai processi. Tutto questo fa sì che i moduli funzionali di Ocean siano agnostici rispetto ai fornitori ed intercambiabili.
Vodafone ritiene che SDN, NFV e Telco Cloud siano gli abilitatori fondamentali della sua futura rete 5G; analogamente agli altri operatori che creano i Telco cloud, Vodafone persegue la virtualizzazione delle risorse di calcolo su hardware general purpose.

AT&T

AT&T sta sviluppando un processo di trasformazione del business che va sotto il nome di Network 3.0 Indigo. Con questa iniziativa, annunciata a gennaio 2017 nel corso del AT&T Developer Summit di Las Vegas1, AT&T si dà l’obiettivo di trasformarsi in un “Differentiator” ovvero una Technology Company in grado di fornire “data-powered services”.
Citando le parole del CEO di AT&T, John Donovan: "The data can go into a loop to build automation and machine learning, to allow our network to be the best it is capable of, not only for how we build networks, but for how we authenticate customers on the network, how we deal with security threats”.
Network 3.0 Indigo si muove lungo un percorso evolutivo che prevede la creazione di ecosistemi di rete e servizi basati sulla condivisione, elaborazione e valorizzazione dei dati, al fine di abilitare nuovi modelli di collaborazione e di business con altri Partners (Figura 4).

 

Figura 4 - Indigo – Domain 3.0: Data-powered Communities (fonte: AT&T)

NTT

NTT sin dal 2015 lavora sul concetto Netrosphere per l’evoluzione degli apparati di rete da un’architettura monolitica e proprietaria verso una  aperta e basata sulla modularizzazione estrema delle funzionalità dell’apparato. Queste componenti funzionali costituiscono un pool di risorse utilizzabili per assemblare un sistema virtuale (“network slice”) in grado di soddisfare i requisiti di servizio.
Netrosphere si basa su due iniziative di R&D. La prima MSF (Multi-Service Fabric) definisce un modello architetturale che identifica e separa le funzionalità di trasporto, di servizio e di controllo e ne consente la composizione dinamica in “network slices” specifiche per le tipologie di servizio da supportare.
La seconda iniziativa - MAGONIA - definisce l’architettura dei server che supportano MSF. Essa è caratterizzata da due macro funzionalità: l’elaborazione distribuita, basata su cluster di server, e la virtualizzazione delle funzionalità dei server in conformità alle specifiche di ETSI NFV.

 

Figura 5 - NTT -il concetto NetroSphere (fonte: NTT)

 

Figura 6 - NTT - Modello architetturale Multi-Service Fabric (fonte: NTT)

SK Telecom

Sk Telecom si è trasformata in una platform service company, offrendo una piattaforma aperta con i suoi servizi (dai contenuti multimedia all’advertising) e informazioni (mappe, social, telematics) esposte verso community di sviluppatori  di servizi innovativi.
La trasformazione digitale ha permeato anche l’innovazione dell’infrastruttura tecnologica e lo sviluppo architetturale della rete, secondo la vision della rete del futuro “AT SCALE”: Scalabile, Cognitiva, Automatizzata, Lean, End-to-end. I principi alla base di questa trasformazione sono un ecosistema Open source, la softwarizzazione e lo “slicing” della rete, il disaccoppiamento infrastrutturale e funzionale e “cloudification”.
Nell’ambito dell’automazione delle operations SK Telecom ha sviluppato alcune soluzioni (Figura 7), basate su Big data analytics e Machine Learning per la gestione della qualità della rete, che correlano dati provenienti rispettivamente dalle base station, dai terminali utente  e dalla rete Core in ottica end-to-end.
A supporto dell’evoluzione architetturale ha definito un livello di risorse hardware comune alle funzioni IT e alle reti Telco denominato COSMOS, che abilita un’ambiente infrastrutturale aperto e programmabile basato su tecnologie “software-defined”.

 

Figura 7 - SK Telecom- Soluzione end-to-end per l’operational intelligence (fonte SK Telecom)

Conclusioni

Il settore delle Telecomunicazioni è caratterizzato da una trasformazione digitale sistemica, favorita dalla convergenza di numerose tendenze, espressione di una maturazione tecnica ed economica in molti ambiti.
La trasformazione tecnologica delle infrastrutture di rete e servizi, che ha come obiettivi la semplificazione e l’agilità di sviluppo e dispiegamento, ha anche l’effetto di permettere una sempre maggiore apertura delle piattaforme, trasformando i sistemi verticali Telco in piattaforme programmabili flessibili, le cui funzionalità sono aperte a terze parti. Di conseguenza gli Operatori acquisiscono sempre maggiore agilità e flessibilità, caratteristiche fondamentali per garantire la sostenibilità del business, abilitando la diffusione di nuovi modelli di servizio e l’accesso a nuove forme di remunerazione.
Questo articolo ha fornito una breve rassegna delle strategie adottate da alcuni Operatori nell’ambito di questo processo di trasformazione digitale del business. In estrema sintesi, la strategia tecnologica dei principali Operatori esaminati può essere rappresentata (figura 8) secondo due assi riguardanti rispettivamente la strategia adottata per l’acquisizione degli skill necessari per il cambiamento  e per il dispiegamento in rete delle nuove tecnologie.

 

Figura 8 - Confronto delle strategie degli Operatori

Per quanto concerne gli skill appare evidente come gli Operatori siano fortemente impegnati nello sforzo di acquisizione di competenze in ambito software, pur con mezzi differenti: vi è chi punta allo sviluppo interno del software e chi, invece, fa leva sulle collaborazioni e le partnership con i fornitori delle tecnologie.
Per il dispiegamento delle nuove tecnologie si osserva un forte indirizzamento verso l’approccio “bi-modal” che prevede lo sviluppo parallelo ed indipendente della nuova infrastruttura di rete rispetto alle reti “legacy”. Al contrario, l’approccio “inerziale” basato sull’introduzione progressiva delle nuove tecnologie nella rete tradizionale risulta essere di modesto interesse.

 

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