APPROFONDIMENTO

I droni e la Public Safety

I droni e la Public Safety
 

La fantascienza è sinonimo di futuro e negli ultimi anni abbiamo visto trasposte in realtà molte delle sue idee (la rete globale, i veicoli autonomi, la robotica di servizio, ecc.) ma tra le tante predizioni ce n’è una che neanche gli scrittori più fantasiosi hanno ipotizzato: i droni.
Questi oggetti volanti hanno già attirato l’attenzione dei media e del pubblico,ma è il prossimo salto evolutivo quello che consentirà a questi mezzi di diventare protagonisti in campi come la Public Safety: la connessione alla rete per il controllo delle operazioni con una supervisione umana svincolata dal pilotaggio.
La prima fase di questa evoluzione riguarda l’invio dei dati identificativi e di telemetria dai droni verso un centro di monitoraggio in rete (ENAV ci sta già lavorando). Questo fornisce, finalmente, una modalità per il riconoscimento delle macchine e dei loro operatori, nonché per l’approvazione dei piani di volo.
La seconda fase, con ancor più opportunità applicative, è il volo controllato dall’intelligenza in cloud. Ciò trasforma i droni in veri robot volanti, utilizzabili in molteplici situazioni. Nel campo della Public Safety, ad esempio, si può sviluppare il Push2Drone, un’applicazione per smartphone per richiedere l’intervento di una sala operativa tramite droni dislocati nella Smart City, oppure l’integrazione di videocamere avio-trasportate nelle soluzioni commerciali fornite alla Polizia di Stato, come anche la possibilità di schedulare attività di patrolling periodico per la sicurezza sia pubblica che privata, infine si può anche realizzare un servizio DroneOnBoard, per la creazione di una struttura territoriale di droni condivisi on demand basata su stazioni di rimessaggio e ricarica piazzati sul tetto di autobus e tram, distribuiti e sempre in movimento, da cui i droni possono decollare ed atterrare.
Queste applicazioni sono tutte realizzabili mediante la connessione dei droni, tramite la rete radiomobile, ad appositi server per il controllo delle operazioni e su questi temi la funzione di Innovation sta già sviluppando una Cloud Robotics Infrastructure che da un lato fornisce dati ed algoritmi per definire i piani di volo ottimali (in base a terreno, ostacoli, densità abitativa, ecc.) e dall’altro permette l’accesso ai droni dislocati sul territorio da un punto qualsiasi della rete. In questo contesto la rete 5G fornisce l’infrastruttura di comunicazione, ad elevate prestazioni e flessibilità, ideale. In particolare un Operatore di Telecomunicazioni può giocare un ruolo importante con lo studio della copertura del cielo (già avviato con la funzione Access Network) e con le possibili azioni per garantire la QoS, come il Network Slicing o il Beam Forming. Molte di queste nuove funzionalità e delle applicazioni descritte saranno realizzate come early adopter della nuova tecnologia nel progetto congiunto tra TIM ed Ericsson 5G for Italy.Queste attività, applicazioni e servizi, mostrano che la realtà sta superando la fantascienza e, anche se i droni non erano stati previsti, stanno già per conquistare i nostri cieli.

 

Torna all'articolo