APPROFONDIMENTO

TIM, Ericsson e Zucchetti insieme per le vigne "connesse" in 5G

 

Se si analizza il settore vitivinicolo - un segmento del nostro agroalimentare di eccellenza produttiva, che esportiamo in tutto il mondo – si vede come negli ultimi cinque anni ben il 77% delle aziende non ha fatto investimenti a valore in tecnologie ICT, palesando la difficolta degli operatori di percezione e consapevolezza delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie nonché dell’urgenza di coglierle per restare competitivi a livello locale e globale.
In tal senso, un passo verso l’innovazione tecnologica ‘spinta’ nel settore vitivinicolo, è rappresentato dal recente accordo di partnership tra TIM, Ericsson e Zucchetti Centro Sistemi (ZCS, azienda della holding Zucchetti) - all’interno dell’iniziativa 5G for Italy -  per la realizzazione di un Proof-of-Concept sulla vigna ‘connessa’ in 5G.

 

La vigna connessa grazie ad una rete di pico antenne cellulari

La gestione del suolo è, per la viticoltura, una pratica fondamentale ( e ‘costosa’) allo scopo di mantenere le viti in buone condizioni di vegetazione e fruttificazione e garanzia di elevata qualità del prodotto finale.
In dettaglio, lo scenario ipotizzato nel PoC di servizio prevede la copertura in larga banda (figura A) - in tecnologia radio 5G - di una vigna (in cooperazione con un importante produttore vinicolo toscano), per consentirne la gestione in modalità remota dei processi di pulizia e cura (potatura, interventi anti-parassitari, etc) della stessa mediante l’impiego di un robot agricolo specializzato, l’’Agrirobot’, recentemente sviluppato da Zucchetti CS.
L’obiettivo di ‘Agrirobot’ è quello di effettuare  il taglio e  la pulizia costante dell’erba presente nei filari della vigna (figura B) ed assicurarne anche il relativo trattamento (gestione convenzionale, integrata e biologica), grazie ad una rete di sensori integrati a bordo (GPS, telecamera con visione stereo, sensore di prossimità, encoder, IMU - Inertial measurement unit)  e connessi alla rete 5G.

 

L’Agrirobot in azione tra i filari

Appena inserito nella vigna, Agrirobot inizia a lavorare riconoscendo la fine di un filare e  passando autonomamente in un altro, taglia in totale sicurezza soltanto in presenza degli stessi, con una precisione di movimento di 2/4 cm,  e riesce a gestire dai 2,5 ai 3 ettari al giorno.
Inoltre, grazie all’alimentazione a batterie e senza impiego, per la pulizia dell’erba, di diserbanti o prodotti chimici, la vigna può così essere certificata come ‘biologica’.
La soluzione è molto interessante anche da un punto di vista di efficienza economica, in quanto consente  un grosso risparmio passando - per la cura dei vigneti - da un costo annuo di 90 euro per quintale di vino a 75-78 euro, a tutto vantaggio del miglioramento della qualità del prodotto finale e della competitività del prezzo al consumatore finale.

 

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